Vado al "Maks": la rivincita di Barisic

Il bolide di Maks che non lascia scampo a Berardi

Il bolide di Maks che non lascia scampo a Berardi  Foto: Nino Russo

La parabola dell'attaccante sloveno: dal gol fallito all'andata a quello decisivo nel match di ritorno, sempre contro il Messina

DAL MESSINA A MESSINA: IL CERCHIO E’ CHIUSO
Maks Barisic, voto 5: Lo sloveno è l’unica nota stonata del festoso pomeriggio rossazzurro. Al minuto diciassette spreca clamorosamente il gol del raddoppio a tu per tu con Berardi. Il contraccolpo per la ghiotta occasione mancata si ripercuote sul prosieguo della sua partita. Dopo un’ora, e una serie di passaggi sbagliati, lascia il campo a capo chino. Giornata storta per un attaccante che nelle precedenti partite, contro Fondi e Taranto, aveva ben figurato”. Questa la magra pagella di Maks Barisic (talento sloveno della cantera rossazzurra, classe 1995) al termine della partita di andata tra Catania e Messina, conclusa con un 3-1 per i rossazzurri di Pino Rigoli. Era il 9 ottobre 2016, giorno della “manifestazione ufficiale” di Andrea Di Grazia alla platea catanese. Una gara entusiasmante, così come lo è stata quella di domenica scorsa al “Franco Scoglio”, nella quale spiccarono le tre reti del ‘folletto’ di San Giovanni Galermo, le paratissime di Matteo Pisseri e la prestazione (condita dal gol del momentaneo 2-1) di Demiro Pozzebon, allora centravanti dell’ACR. Tra le note stonate, invece, insieme alle dormite in difesa (vedi la disattenzione di Gil sul gol peloritano), anche lui, Maks lo sloveno, protagonista negativo al minuto 17 di un ‘ruvido’ pallonetto finito abbondantemente alto sopra la porta di un Alessandro Berardi incredulo per il pericolo scampato.

La clamorosa occasione fallita nella gara di andata 



Una settimana più tardi, in quel di Melfi, la succosa rivincita con la rete dell’1-1 siglata con un perentorio colpo di testa a meno di dieci minuti dal gong, la prima con la maglia rossazzurra dei ‘grandi’ dopo quelle messe a segno con quella della Primavera di Giovanni Pulvirenti. Sembra l’inizio di un qualcosa di bello, di tanto atteso, ma nei mesi successivi la ruota torna a girare al contrario. Il sei dicembre, nel pantano del “Massimino”, il Catania asfalta il Monopoli – nella gara più bella e convincente della gestione Rigoli, al pari della vittoria con il Matera – con un netto 4-1, nel quale c’è anche la firma di Maks: rasoterra di destro di prima intenzione su prezioso suggerimento di un incontenibile Russotto. Gara della svolta? Macché…

La rabbiosa esultanza di Barisic dopo il gol al Melfi 



L’ORA DEL VOLO
Dopo la sfuriata contro i pugliesi Maks entra in ‘letargo’. Ancora un altro periodo senza picchi. Nel frattempo il Catania sprofonda ad Agrigento, inducendo la società a cambiare guida tecnica. A Torre del Grifo irrompe Mario Petrone, tecnico sanguigno dalle tipiche sembianze del ‘Sergente di ferro’. Il debutto del mister campano non è dei migliori, scialbo 0-0 con il Taranto, con Barisic che si ritaglia una decina di minuti in campo nel finale segnalandosi con qualche spunto interessante. Al “Franco Scoglio”, domenica scorsa, Maks si alza dalla panchina al minuto 23 della ripresa, con il Catania ancora sotto di una rete ma nuovamente in parità numerica. Il resto lo dice mister Petrone: “La squadra è stata brava nel secondo tempo a sfruttare le occasioni avute, anche perché le condizioni del campo non favorivano la superiorità numerica del Messina. Poi è entrato Maks ed ha spaccato la partita. È un ragazzo con enormi potenzialità, è entrato in campo con la testa giusta".. Già, ha spaccato e chiuso una partita con un bolide fulminante. All’andata aveva optato per un improbabile ‘tocco di fino’, al ritorno è andato a botta sicura, demolendo la porta peloritana con un destro di rara potenza. La palla giusta sul piede giusto, il destro. L’arma micidiale dello sloveno, talvolta ‘disinnescata’ da un mancino un tantino ruvido, soprattutto in fase di controllo palla, che in passato gli ha fatto perdere occasioni ghiotte. Non a Messina, però; teatro, tra l’altro, anche della sua prima rete tra i professionisti siglata con la maglia giallorossa alla Paganese nella gara del febbraio 2016. Lo Stretto nel destino di un ragazzo dalle grandi potenzialità che ha tanta voglia di emergere e dopo due anni negativi: “Sono molto contento per la vittoria, soprattutto perché si trattava di un derby al quale i tifosi tenevano moltissimo. Ho sfruttato al meglio l’occasione avuta dando in campo il massimo. Gli ultimi due anni non sono stati buoni, mi sono un po’ fermato, ma adesso ho ritrovato fiducia. Sicuramente è il gol più importante della mia carriera. Cosa ho pensato dopo il gol? È stata un’emozione incredibile, ancora adesso non riesco a pensare a nulla, ero pieno di adrenalina…”. Parola di Maks, lo sloveno dal destro micidiale.

La gioia incontenibile di Maks Barisic dopo il gol al Messina