UFFICIALE: Rosario Bucolo torna al Catania

Bucolo in allenamento

Bucolo in allenamento  Foto: Flickr.com

Mediano catanese cresciuto nelle giovanili etnee, ha vissuto nel Messina di Lo Monaco la sua migliore esperienza.

Comunicato ufficiale Catania
"Il Calcio Catania comunica di aver acquisito a titolo definitivo il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Rosario Bucolo, nato a Catania il 7 ottobre 1988. Il centrocampista, cresciuto nel Settore Giovanile del nostro club, torna ad indossare l’amata maglia rossazzurra dopo aver sommato 197 presenze nei campionati professionistici. L’atleta catanese ha sottoscritto un contratto biennale ed ha già svolto il primo allenamento con i nuovi compagni. Nel 2015/16 Bucolo ha militato nel Padova, disputando 24 gare e contribuendo alla conquista del 5° posto nel girone A del Campionato di Lega Pro appena archiviato."

Dopo il trampolino Milazzo, la consacrazione col Messina
Fedelissimo di Pietro Lo Monaco, col quale ha condiviso le esperienze di Milazzo e Messina, Rosario Bucolo è un centrocampista che sin dai tempi in cui militava nelle giovanili del Catania ama giocare nel ruolo di regista davanti alla difesa, “piazzola” dalla quale sfrutta la propria propensione al lancio in profondità. Nel corso degli anni, tuttavia, Bucolo ha affinato le caratteristiche prettamente difensive, distinguendosi con la propria grinta anche nella fase di interdizione.
Nato a Catania il 7 ottobre 1988, dopo l’esperienza con la primavera del Catania il mediano girovaga in prestito per alcuni anni. L’esordio nel professionismo avviene nella stagione 2007/08, in Serie C2, con la maglia del Gela, con il quale colleziona 13 presenze ed una rete nel girone d’andata, per poi trasferirsi al Catanzaro (stessa divisione e stesso girone) nella seconda metà del campionato. In Calabria disputa 8 match. Nell’estate del 2008 viene acquistato in comproprietà dalla Reggiana, con la quale debutta in Lega Pro – Prima Divisione. L’esperienza in Emilia è però deludente e si conclude con sole 4 presenze. Nell’estate 2009 il Catania lo riporta alla base e lo presta al Celano (Seconda Divisione). In Abruzzo Bucolo ritrova fiducia e scende in campo in 20 occasioni. Nelle due successive stagioni il centrocampista diventa un punto fermo del Milazzo, società militante in Seconda Divisione che in quegli anni rappresenta una sorta di club satellite del Catania, gestito dalla famiglia Lo Monaco, in cui trovano spazio molti giocatori provenienti dalle giovanili rossazzurre. Non a caso quando Lo Monaco acquista il Messina nell’estate del 2012 Bucolo è uno dei primi rinforzi del nuovo corso giallorosso. In riva allo stretto il centrocampista vive da protagonista il doppio salto di categoria che porta i peloritani dalla Serie D alla Lega Pro in due anni. Confermato dal Messina anche per la stagione 2014/15, si trasferisce al Martina Franca (altra compagine di Lega Pro) durante la sessione invernale di mercato. Anche in Puglia gioca con continuità, ma al termine del campionato cambia nuovamente casacca, passando all’ambizioso Padova, con il quale torna a giocare nel settentrione dopo l’amara esperienza vissuta a Reggio Emilia. Coi biancoscudati parte titolare e mantiene il posto per tutto il girone d’andata; un litigio a fine gennaio col tecnico Pillon gli costa però l’esclusione dalla rosa, dalla quale viene estromesso per oltre un mese, salvo poi essere “perdonato” e reintegrato a inizio marzo. Scaduto il contratto annuale coi veneti, Bucolo inizialmente sembra poter ripartire dal Catanzaro, che il 19 luglio ufficializza il suo acquisto. Dopo qualche giorno di ritiro coi calabresi, arriva a sorpresa l’annuncio di un’immediata separazione: ” La società Catanzaro Calcio rende noto di avere risolto in maniera consensuale il rapporto con il calciatore Rosario Bucolo, che ha motivato la sua richiesta con ragioni familiari. - è quanto si legge sul sito ufficiale delle aquile - Il club giallorosso ha acconsentito a tale richiesta, e rivolge pertanto un augurio al calciatore affinché possa risolvere quanto prima le proprie problematiche e possa tornare al più presto sui campi di calcio.” Il giocatore torna così sul mercato degli svincolati e finisce nel mirino del suo vecchio “vate”, che lo riporta nello stesso luogo in cui si è formato parecchi anni prima.