UFFICIALE: Mario Petrone è il nuovo allenatore del Catania

Mario Petrone ai tempi dell'Ascoli

Mario Petrone ai tempi dell'Ascoli  Foto: Flickr.com

Contratto fino a giugno con opzione per il rinnovo per un altro anno. Insieme a lui La Grotteria. Presentazione domani alle 12.00.

Comunicato ufficiale Catania
"Il Calcio Catania comunica di aver affidato l’incarico di allenatore della prima squadra al signor Mario Petrone, nato a Napoli il 20 marzo 1973. Il nuovo tecnico rossazzurro si è legato contrattualmente al nostro club per la stagione sportiva corrente, con opzione per il prolungamento fino al 30 giugno 2018. Mario Petrone e l’allenatore in seconda Cristian La Grotteria saranno presentati ufficialmente ai giornalisti ed agli operatori dell’informazione martedì 14 febbraio alle 12.00, in Sala Congressi, a Torre del Grifo Village".

Le esperienze migliori a Bassano del Grappa ed Ascoli
Mario Petrone, napoletano classe 1973, è un ex difensore che ha avuto una breve esperienza nel professionismo a inizio carriera, con la maglia del Campania. È poi scivolato nel mondo del dilettantismo (Casertana, Rovigo, Giovani Cardito), appendendo gli scarpini al chiodo a soli 27 anni per problemi fisici, mentre indossava la maglia del Capri Isola Azzurra. In quest'ultima compagine Petrone inizia, nel 2000, il suo percorso da allenatore, guidando la squadra isolana nel campionato di Eccellenza. Resta nella medesima categoria nelle successive stagioni, allenando il Calangianus ed il Tempio.
Dopo l'esperienza vissuta nel 2004/05 con la squadra maltese del Msida Saint-Joseph, il tecnico partenopeo riceve la chiamata della Nuorese, neopromossa in Serie D. Petrone riesce nell'impresa di far fare ai sardi il doppio salto di categoria vincendo il campionato e conquistando così la promozione in Serie C2. Confermato per la stagione 2006/07, chiude il campionato al quarto posto e viene eliminato alle semifinali dei playoff dal Pergocrema.
L'anno dopo resta in C2 trasferendosi al Lumezzane, dove lotta per i playoff ma conosce l'onta dell'esonero a tre giornate dalla fine. Nel 2008/09 subentra a stagione in corso sulla panchina del San Marino per poi essere esonerato dopo cinque mesi. Passa quindi al Sanluri in Serie D, dove si rilancia con un buon quarto posto, riuscendo così a farsi richiamare dal San Marino nell'estate del 2010.
Al termine della seconda stagione sulla panchina dei "titani" ottiene una promozione dalla Seconda alla Prima Divisione di Lega Pro, grazie al secondo posto in classifica. Confermato per il 2012/13, viene esonerato dopo cinque giornate, concludendo così il proprio esordio in terza serie. L'estate successiva riparte dalla Seconda Divisione ed è protagonista di una grande cavalcata con la Bassano Virtus, che vince il campionato e la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione.
L'impresa non passa inosservata e Petrone, in occasione della prima stagione di Lega Pro a divisione unica, viene ingaggiato dall'ambizioso Ascoli. Con il napoletano al timone, i marchigiani sono protagonisti di un intenso duello con il Teramo, risolto a favore degli abruzzesi. L'Ascoli arriva secondo, disputa i playoff - nei quali viene eliminato dalla Reggiana - ma poi conquista a tavolino la promozione in cadetteria grazie ad un illecito sportivo del Teramo che determina la revoca del primo posto conquistato sul campo dai rivali. Confermato nel 2015/16 in Serie B, viene sollevato dall'incarico dopo undici giornate, con la squadra al terzultimo posto.

Carattere e 4-2-3-1. La Grotteria, ricordi amari...
Mario Petrone è descritto dagli addetti ai lavori come un tecnico dal carattere particolarmente forte e profondamente convinto delle proprie idee, che chiede il massimo ai suoi giocatori sotto il profilo dello sforzo fisico, tant'è che predilige avere un ampio numero di giocatori a disposizione nell'organico. Dal punto di vista tattico ama utilizzare il 4-2-3-1, marchio di fabbrica delle sue due stagioni migliori (2013/14 con la Bassano Virtus e 2014/15 con l'Ascoli). Nel 2015/16, in Serie B, ha adottato un modulo più accorto, il 4-3-1-2. Se dovesse confermare a Catania il proprio schema preferito, potrebbe far convivere i "tre Andrea" (Russotto, Mazzarani e Di Grazia) schierandoli sulla trequarti a sostegno dell'unica punta Pozzebon (con Tavares come alternativa). In tal caso è probabile un rilancio di Bucolo in mediana, per ragioni di equilibrio. Il ritorno alla difesa a 4 imporrebbe il sacrificio di uno tra Marchese e Djordjevic sull'out di sinistra, a meno che Petrone non intenda utilizzare il deliano accanto a Bergamelli al centro della difesa, a scapito dall'altalenante Gil Drausio. L'occasione di provare questo tipo di formazione si avrà già sabato al "Massimino" contro il Taranto, dal momento che Bergamelli è squalificato. Già domani, durante la conferenza di presentazione, sarà possibile intuire qualcosa in più sulle intenzioni tattiche del nuovo allenatore del Catania.
Petrone sarà affiancato da una vecchia conoscenza dei tifosi rossazzurri: Cristian La Grotteria, attaccante del Palermo durante la gestione Sensi, in gol contro il Catania nel doloroso 5-1 del 22 ottobre 2000 ed anche nel match di Coppa Italia di Serie C disputato al "Cibali" il successivo 13 dicembre. L'argentino, dopo essersi ritirato dal calcio giocato al termine della stagione 2010/11, disputata con la Bassano Virtus, è rimasto nello staff tecnico della società veneta, ricoprendo in un primo momento il ruolo di coordinatore dell'area tecnica, per poi svolgere altre mansioni nel corso degli anni, compresa quella di allenatore in seconda.