Trapani-Catania 1-1: le pagelle dei rossazzurri

L'illusorio gol di Curiale...

L'illusorio gol di Curiale...  Foto: Nino Russo

Le valutazioni riportate dagli etnei al termine della gara di Erice che ha sancito la fine dei sogni promozione in B

PISSERI voto 4,5 In una serata nella quale viene raramente chiamato in causa dagli attaccanti granata si rende protagonista in negativo (per l’ennesima volta in stagione!) in occasione della rete granata siglata da Taugordeau su punizione, circostanza nella quale appare poco reattivo. Si riscatta, parzialmente, quando qualche minuto più tardi respinge la rasoiata di Toscano evitando il 2 a 0. Serata amara che conclude nel peggior dei modi un’annata piena di errori e incertezze.

AYA voto 6: Schierato a sorpresa come esterno basso di destra al posto di Calapai – così come aveva fatto mister Lucarelli, proprio al “Provinciale”, nel match del primo dicembre 2017 – il difensore italo-tunisino limita nel primo tempo le scorribande (poche) di Tulli e Ramos. Nella ripresa, complice l’ingresso di Calapai per Silvestri, ritorna al centro della difesa lottando con ardore fino alla fine. Sua, all’ultimo istante, la sponda aerea con il pallone che non giunge a Curiale per questioni di centimetri.

SILVESTRI voto 5,5: Suo il fallo (inesistente) su Corapi dal quale scaturisce la punizione tramutata in rete da Taugordeau. Qualche minuto più tardi becca un giallo per proteste. Ammonizione che, verosimilmente, pesa ai fini del cambio effettuato da mister Sottil nel corso dell’intervallo.
dal 46’CALAPAI voto 6: Meriterebbe anche un voto più alto, ma il cartellino rosso rimediato per una scaramuccia con Ramos, che lascia gli etnei in 8, ha un peso non trascurabile. Nei minuti che rimane in campo si dimostra fra i più positivi e propositivi, mettendo nell’area granata un paio di palloni molto interessanti. Un elemento sul quale puntare in futuro, uno dei pochi in un organico che va rivoluzionato.

ESPOSITO voto 4: Fino all’espulsione – manata in faccia a Costa Ferreira – era stato uno dei migliori fra gli etnei, con interventi puntuali in difesa che hanno limitato Nzola. Il raptus, che lascia gli etnei in dieci in avvio di ripresa, è un episodio dal peso considerevole nell’economia del secondo tempo sul quale non si può sorvolare. La seconda espulsione in rossazzurro, dopo quella rimediata a Caserta ad inizio campionato, sancisce probabilmente la fine della sua esperienza catanese.

BARAYE voto 6 : Opposto a Ferretti, cliente assai scomodo, l’ex Entella si rende protagonista di una fase difensiva con poche pecche. In avanti, rispetto alle sgroppate della gara di andata, si vede raramente. Quando ciò accade, al 37’ del primo tempo, dopo uno scambio con Manneh, invoca un calcio di rigore che non intenerisce l’arbitro Sozza. Quando il Catania rimane in inferiorità numerica limita ancor di più le sortite offensive.

RIZZO voto 4: Era in campo? Non ce ne siamo accorti. Nei quarantacinque minuti trascorsi sul green del “Provinciale” il mediano messinese si rende protagonista di una prestazione scialba e insufficiente. Nuova giornata negativa, l’ennesima, di una stagione ben diversa rispetto alla precedente.
dal 46’BIAGIANTI voto 5: Lasciato in panchina nei primi 45 minuti per scelta tecnica il capitano, alla presenza numero 260 in rossazzurro, entra subito nel clima della partita. Dopo l’espulsione di Esposito si abbassa sulla linea dei difensori, reinventandosi centrale, in coppia con Aya, così come era accaduto col Potenza nella gara di campionato. L’esperimento, così come la sua gara, finisce all’86’ quando becca il secondo giallo, che vale l’espulsione, per una manata al volto di Evacuo. Un rosso forse un po’ severo, a nostro avviso, ma che da regolamento ci può anche stare.

LODI voto 5: Invocato a furor di popolo come titolare inamovibile, dopo la miracolosa doppietta nella gara di andata, il numero 10 rossazzurro non riesce a ripetere al “Provinciale” quanto fatto mercoledì scorso, sia in termini di reti che nella prestazione. Francobollato da Corapi non riesce quasi mai a costruire e dialogare con Sarno, l’altra ipotetica fonte di gioco degli etnei. Suo, al minuto 96, il recupero prodigioso che impedisce a Fedato, solo davanti a Pisseri, di firmare la rete del 2 a 1.

LLAMA voto 5,5: Confermato dal primo minuto dopo aver disputato la mezzora finale del “Massimino” l’argentino disputa parte della sua partita con un vistoso turbante, eredità lasciata in dote da una gomitata di Scognamillo non punita da Sozza. Ci prova dalla distanza, al 21’, con un sinistro che termina di poco a lato, e al 77’ con una conclusione parata in due tempi da Dini. È volenteroso, si vede, ma non riesce a trovare la giusta posizione in campo e le misure ad una categoria, la Serie C italiana, nella quale è un pesce fuor d’acqua. E non da stasera.

SARNO voto 4: Dov’è andato a finire quel funambolo che ha incantato la platea rossazzurra nella gara con la Reggina? Una controfigura sbiadita, niente di più. Avulso dalla manovra si accende raramente, vedi l’assist fornito a Llama al 21’, per poi ripiombare nell’oscurità fino al momento della sostituzione.
dal 65’BRODIC voto 6,5: Il suo ingresso in campo, unito a quello di Curiale, ravviva l’attacco rossazzurro che fino a quel momento era stato da elettroencefalogramma piatto. Prima fornisce l’assist vincente a Curiale, poi si mette in proprio provando la conclusione verso la porta di Dini anche se con poca convinzione.

DI PIAZZA voto 5,5: Suo il primo brivido della gara, dopo appena due minuti, con un destro che si perde di poco a lato che, tuttavia, viene cancellato dai taccuini dall’intervento arbitrale per un tocco di mano dello stesso attaccante. Solo per buona parte del primo tempo, soprattutto quando il pallone è tra i piedi dei granata, Di Piazza combatte fa a sportellate con Scognamillo, ruvido marcatore granata, tuttavia senza mai riuscire a tirare verso lo specchio avversario.
dal 66’CURIALE voto 6,5: Out nella gara di andata per via della squalifica il numero 11 rossazzurro riaccende la fiammella della speranza con un perentorio stacco aereo che supera Dini, proprio nella stessa porta dove aveva fallito due clamorose occasioni da rete nella gara di campionato dello scorso 13 febbraio. Qualche minuto più tardi ha sui piedi la palla del possibile 1 a 2 ma anziché tirare preferisce il passaggio a Marotta, facilitando l’intervento difensivo dei granata.

MANNEH voto 5: Poco servito dai compagni si fa notare in un paio di occasioni, fra il 37’ e il 40’, quando prima serve Baraye nell’occasione dell’invocato rigore e quando poi ci prova dalla distanza con un tiro che sorvola di poco la porta trapanese. Per il resto poco o nulla.
dal 46’MAROTTA voto 4: Ammirato ed idolatrato nella semifinale dello scorso anno, quando indossava la maglia del Siena e da solo teneva in ansia un intero reparto arretrato, questa sera l’attaccante napoletano ha deluso ancora, così come capitato spesso e volentieri nel corso di questa stagione. Irritante, ogni qual volta che tocca un pallone è un fallo all’avversario. Un giochetto, un tranello, di questa dannata categoria, nella quale cade in più di una circostanza.

MISTER SOTTIL voto 5: L’iniziale rivoluzione tattica, sia negli uomini che nel modulo, si rivela un flop, con un Catania inesistente per almeno 65 minuti che lascia palesemente le redini dell’incontro ad un Trapani meno appariscente rispetto alla gara di andata. Il triplo cambio effettuato in avvio di ripresa, Calapai, Biagianti e Marotta per Silvestri, Rizzo e Manneh, con il conseguente passaggio dal 4-3-3 al 4-3-1-2, certificano il fallimento delle scelte iniziali. Quadro tattico che muta, in meglio, con l’ingresso in campo di Curiale e Brodic, giocatori che firmano la rete del pari, anche se interrotto dalle espulsioni (3) che frenano il Catania nella parte finale di gara frammentata ulteriormente da continue interruzioni. In una serata nella quale bisognava vincere concedere più di un tempo agli avversari è un peccato mortale.

TRAPANI voto 6,5: Confermato lo stesso undici iniziale visto nella gara del “Massimino”, con Taugordeau centrale difensivo e Nzola in avanti preferito a Evacuo, i granata disputano una gara meno appariscente rispetto al match di andata ma, allo stesso tempo, estremamente concreta: solito possesso palla, anche se meno ficcante, e gioco controllato per più di un tempo rischiando poco o nulla in fase difensiva. Fastidiosa la pantomima recitata negli ultimi venti minuti, con continui ‘svenimenti’ che hanno interrotto il gioco in più di una circostanza, anche se tuttavia appartiene a quel (mal)costume di una categoria maledetta come la C. Qualificazione alla finale col Piacenza che appare meritata alla luce di quanto visto nell’arco dei 180 minuti.

ARBITRO SOZZA voto 4,5: Direzione di gara con tante ombre per il fischietto di Seregno, protagonista in più di una circostanza di decisioni assai discutibili. Giuste le espulsioni di Esposito e Calapai, un po’ meno quella di Biagianti che appare eccessiva, incomprensibile il mancato provvedimento disciplinare (neanche una ammonizione) nei confronti del ruvido Scognamillo, reo di una gomitata a Llama al 17’ del primo tempo. Inesistente il fallo di Silvestri su Corapi in occasione del calcio di punizione tramutato in rete da Taugordeau.