Trapani-Catania 1-0: le pagelle rossazzurre

Matteo Di Piazza, prova opaca.

Matteo Di Piazza, prova opaca.  Foto: Nino Russo

Pessima prova degli attaccanti, male Calapai su Tulli. Solo i centrali difensivi superano, di poco, la sufficienza.

PISSERI voto 5,5: In tutta la partita il pur produttivo Trapani inquadra la porta in tre sole circostanze. Lui è bravo ad opporsi a Taugourdeau su punizione ed a sventare un insidioso colpo di testa di Evacuo. Resta immobile in occasione del gol di Tulli, la cui conclusione era comunque imprevedibile. Non raggiunge la sufficienza in virtù del pasticcio combinato al 90°, quando si avventura oltre l’area di rigore e per poco non consente a Tulli di raddoppiare.

CALAPAI voto 5: Ha la grave responsabilità di aver concesso a Tulli il tempo e lo spazio per coordinarsi per la rovesciata che ha deciso la partita. Con l’aggravante di essere recidivo, essendosi fatto anticipare dallo stesso giocatore nel primo tempo, in un’azione fotocopia con cross dalla destra di Costa Ferreira. Al netto di queste magagne difensive, si fa valere come di consueto in qualche sgroppata in avanti.

AYA voto 6,5: Ha l’ingrato compito di tenere a bada il rognoso Evacuo e non sfigura affatto. Al 50° segna in rovesciata sugli sviluppi di un corner ma il suo guizzo viene vanificato dall’annullamento decretato dal direttore di gara.

SILVESTRI voto 6,5: Il più pericoloso dei suoi nel primo tempo. Al 33° impatta male di testa su punizione di Lodi, mentre al 42°, appostato sul secondo palo in occasione di un angolo, sfiora il gol centrando la parte esterna della rete. Anche lui come Aya non soffre in marcatura. Rimedia un’ammonizione all’83° per un duro intervento a centrocampo.

BARAYE voto 5,5: Partita dai due volti. In fase difensiva soffre, sin dalle prime battute, quando regala un pallone pericoloso a Ferretti, dopodiché per due volte permette a Costa Ferreira di crossare (e alla seconda circostanza arriva il gol del Trapani). Per altro verso, in fase di spinta, è uno dei pochi dai quali scaturiscono delle occasioni: al 49° dopo un uno-due con Marotta fugge via sulla sinistra e guadagna un angolo; al 75°, con uno scambio simile, stavolta con Angiulli, si smarca sulla trequarti e va al tiro; all’88° effettua un nuovo traversone poi sciupato da Manneh.

CARRIERO voto 6: Corre a perdifiato e si fa apprezzare per le sue doti di generosità. Prova a metterci qualcosa in più ma non è fortunato: a fine primo tempo non riesce a deviare verso la porta (praticamente sguarnita) sugli sviluppi di una punizione; al 60° con un tiro da fuori mette in difficoltà Dini.
dal 69° MANNEH voto 5,5: Col suo ingresso il Catania passa al 4-3-3 e trova più spazi in avanti, anche grazie ai suoi movimento ed ai suoi tagli. Gli capitano sui piedi due buoni palloni in area: il primo, al 78°, quando effettua un tiro-cross fin troppo potente non ribadito in porta da Curiale; il secondo dieci minuti più tardi, quando prova un tiro da posizione ravvicinata nonostante la visuale ostruita da un avversario, beccandosi un “cazziatone” da Lodi che, tutto solo a pochi metri, reclamava il passaggio.

BUCOLO voto 5,5: Confermato nel ruolo di frangiflutti davanti alla difesa, incontra più difficoltà rispetto al match con la Casertana, in virtù dei buoni movimenti e dei frequenti inserimenti dei centrocampisti trapanesi. Nel complesso regge, ma cala fisicamente nella ripresa e viene richiamato in panchina.
dal 66° ANGIULLI voto 6: Nella mezz’oretta a sua disposizione, pur non facendo faville, si fa apprezzare per la sua capacità di proporsi sulle linee di passaggio e di prendersi la responsabilità di far girare il pallone (fondamentale poco noto ai compagni di reparto, Lodi a parte).

BIAGIANTI voto 6: Cerca di far valere la propria esperienza in episodi come quello del minuto numero 15, quando a seguito di un pallone perso dal Trapani mette subito Lodi in condizioni di battere a rete. Per il resto lotta, pressa, ma il suo lavoro sporco è compromesso dalla scarsa brillantezza e lucidità degli altri centrocampisti.
dall’80° BRODIC voto 6: Buttato nella mischia quasi per disperazione, riesce a produrre una buona occasione all’86°, quando prolunga un pallone in area consentendo a Curiale di provarci di testa.

LODI voto 5,5: Le occasioni più nitide del Catania passano quasi tutte dai suoi piedi. Al 15° impegna di sinistro Dini; al 63° centra un clamoroso palo su punizione da posizione defilata. Ma lui, che dovrebbe essere il faro del gioco etneo, non riesce proprio a trovare una posizione consona e dettare il ritmo. Nel finale ha un battibecco con Nzola, dal quale sfocia la reazione violenta dell’attaccante francese che rimedia il cartellino rosso.

DI PIAZZA voto 4,5: Poteva essere una partita adatta alle sue corde in virtù della predisposizione del Trapani a lasciare spazi agli avversari, ma non riesce mai a far sentire il proprio fiato sul collo di Scognamillo e Pagliarulo. Nella ripresa segna, ma in posizione di fuorigioco, a seguito della respinta di Dini sul tiro da fuori di Carriero.
dal 69° CURIALE voto 5,5: Ha tre occasioni, ha la responsabilità di averle sprecate, ma è l’unico attaccante etneo che stasera è riuscito a far sentire il proprio peso nell’area avversaria. Al 78° sbaglia a porta vuota sul cross potente di Manneh (ma il gioco era stato interrotto); all’86° ha una doppia occasione, di piede prima e di testa poi, ma non riesce a superare Dini.

MAROTTA voto 4,5: Tanto movimento, tante battaglie coi difensori avversari, ma come spesso gli è accaduto in questa stagione finisce col fare tanto fumo e pochissimo arrosto. Al 36° del primo tempo entra bene in area ma poi spreca tutto con una finta di troppo. Per l’unico altro sussulto bisogna aspettare il 90°, quando prova un tiro pretenzioso da lontano, sprecando una ripartenza. Al 72° era stato ammonito per un intervento a gamba tesa (comunque apparso involontario) su Tulli.

All. SOTTIL voto 6: Che il Catania non abbia un bel gioco e pecchi di identità non lo si scopre oggi e non ci si potevano aspettare miracoli al “Provinciale”. Se l’organico ha delle lacune evidenti nei ruoli di esterno d’attacco e mezzala di spinta non è colpa sua. Se giocatori come Marotta e Di Piazza, acclamati come salvatori della patria al momento dell’acquisto, non fanno la differenza in Serie C, non è colpa sua. Lui, peraltro, prova il tutto per tutto con cambi coraggiosi. Forse sarebbe stato meglio tenere in campo il maratoneta Carriero, forse sarebbe stato meglio far partire titolare Manneh in un match adatto al “catenaccio & contropiede”. Ma al netto di tutte le considerazioni esposte, il Catania oggi perde per una prodezza di un giocatore avversario e non pareggia per un mix di sfortuna e imprecisione che ha caratterizzato le occasioni costruite dai rossazzurri.

TRAPANI voto 7: Una squadra quasi atipica per la Serie C, che gioca sempre il pallone, anche quando lo gestisce nella propria area, al cospetto del pressing altissimo dell’avversario. Una squadra che valorizza le qualità dei suoi singoli di spicco, in particolar modo quelle di Costa Ferreira che gioca da “falso terzino” e si fa trovare pronto per provare la giocata praticamente in ogni zona del campo. Una squadra in cui non ci sono fenomeni, ma organizzazione e collettivo finiscono col fare la differenza. Una squadra che può giocarsi seriamente le proprie chances di promozione.

Arbitro MARCHETTI voto 6: Non ci sono stati episodi degni di nota. Poche recriminazioni in occasione dei gol annullati al Catania. Forse un po’ troppo “inglese” nella gestione dei cartellini (al 51° Marotta in volo subisce quasi un pugno da Scognamillo), ciò nonostante la partita non si surriscalda più di tanto, a parte l’episodio finale tra Lodi e Nzola.