Siracusa-Catania 1-0: Avvisaglie per gennaio

"L'ingordigia" di Andrea Mazzarani.  Foto: Nino Russo

Il Catania formato trasferta conferma i progressi di Cosenza, ma paga l'assenza di un uomo d'area di rigore.

Il destino del Catania 2016/17 è quello di trovarsi ogni settimana di fronte ad un “crocevia”, ad una possibile “svolta” in positivo o in negativo della stagione. E poco importa se al crocevia si arrivi dopo una sconfitta o tre vittorie consecutive. Sempre crocevia resta, perché il fardello della penalizzazione costringe Biagianti e compagni a lottare all'interno del gran calderone di centro classifica. Il deludente rendimento esterno, inoltre, impone continue verifiche anche dopo buone prove in termini di gioco e risultato (come quella di Cosenza). E allora quali conclusioni trarre a seguito di questa mancata svolta? Proviamo ad essere concisi e partiamo dalla classifica: gli illusi che fantasticavano un inseguimento al primo posto dopo la vittoria col Monopoli possono tirare i remi in barca. La sconfitta rimediata al “De Simone” relega infatti gli etnei all'ultimo posto utile della zona playoff e li fa sprofondare a 14 punti di distanza dal Lecce. Un distacco francamente incolmabile, al netto dell'equilibrio del campionato, di eventuali progressi e di un mercato di riparazione “aggressivo”. Guardando le cose da un'altra prospettiva non possiamo però fare a meno di notare che, in relazione al cammino delle altre squadre, i playoff sono ampiamente alla portata ed il 5° posto altrettanto. Ogni analisi di prospettiva futura non può però fermarsi alla sola classifica ma deve tener conto delle impressioni destate dalla prestazione offerta oggi dai rossazzurri. E al riguardo, in linea generale ed approssimativa, si può dire che il Catania non sia tornato ai fasti da trasferta pre-Cosenza. Rispetto alla gara giocata in Calabria è mancata la lucidità sotto porta ma non la ricerca del gioco e del gol: da qui si può e si deve ripartire, considerando che si giocherà soltanto un'altra gara fuori casa prima della pausa. Dopodiché, con un attaccante degno di questo nome, i risultati non tarderanno ad arrivare.

Manca un uomo d'area di rigore
Alla terza partita nell'arco di una settimana, Pino Rigoli non si fa sfiorare dalla tentazione di ricorrere al turnover e schiera gli stessi 10 scesi in campo a Cosenza e contro il Monopoli. Dopo aver perso Anastasi alla vigilia della gara coi pugliesi, il tecnico di Raccuja rinuncia al suo sostituto Barisic, afflitto da problemi fisici. Spazio al rilancio da titolare di Andrea Di Grazia, che comunque non muta la fisionomia tattica che prevede, come accaduto martedì al “Massimino”, l'utilizzo di Mazzarani da falso nueve. Conferme anche per Andrea Sottil che propone un 4-2-3-1 in cui Catania funge da collante tra la trequarti e l'unica punta Scardina, mentre agli esterni Cassini e Valente spetta il compito di accompagnare l'azione offensiva e ripiegare in fase di non possesso.
Nella prima frazione di gioco il match è sostanzialmente equilibrato. Il Catania affonda con discreta facilità sulle fasce ma paga l'assenza di un uomo d'area di rigore, visto che Mazzarani è spesso impegnato ad indietreggiare sulla trequarti per favorire il giro palla. Il numero 32 in fase offensiva si rende più pericoloso quando l'azione parte da dietro, come dimostra il lancio smarcante di Russotto al minuto numero 36, non concretizzato dall'ex Modena che spreca con un velleitario pallonetto. Il Siracusa dimostra di avere elementi molti abili nell'uno contro uno sulla trequarti ma non propone mai combinazioni costruttive, arrivando al tiro quasi sempre da lontano, senza precisione.

In campo troppo spreconi, in panchina sostituzioni discutibili
Nella ripresa il Catania alza l'intensità e va per due volte vicino al gol del vantaggio. Nella prima circostanza è Russotto a inserirsi abilmente in area raccogliendo una palla tagliata di Mazzarani, senza riuscire però ad inquadrare la porta. Cinque minuti più tardi è Bucolo ad avere l'occasione buona in area ma il suo tiro è impreciso. A quel punto Rigoli imprime la prima svolta al match, inserendo Paolucci per un Di Grazia fin lì poco incisivo. L'ingresso di una prima punta è una mossa condivisibile, forse sarebbe stato meglio però sacrificare uno dei centrocampisti (come lo stesso Scoppa, costretto a partire sempre dalla linea difensiva). Il gol del Siracusa arriva come un fulmine a ciel sereno e nella circostanza si pagano gli errori individuali di Parisi, che si fa aggirare da Valente consentendogli di crossare, e Bergamelli, anticipato da Scardina. A differenza di quanto accaduto in altre occasioni, gli etnei non riescono a reagire prontamente e lo stesso tecnico rossazzurro pecca di scarsa reattività aspettando un eterno quarto d'ora prima di effettuare il secondo cambio (Piscitella per Fornito) col quale passa al 4-2-4. Mantiene pressochè lo stesso assetto Sottil che butta dentro Palermo e Talamo per Cassini e Scardina, con Catania chiamato a tenere alta la squadra e prendere le redini dell'attacco aretuseo. Il Catania alterna episodi sfortunati (la traversa di Mazzarani) ad errori grossolani (il pallone ciccato in area dallo stesso Mazzarani dopo il passaggio filtrante di Russotto), e l'ingresso disperato di Biagianti per Parisi non cambia la sostanza, coi padroni di casa bravi a reggere all'assalto e respirare con veloci ripartenze orchestrare dal volenteroso seppur impreciso Talamo.

Casertana come il Monopoli?
Forse è il caso di evitare di considerare la prossima sfida come l'ennesimo “crocevia”, considerando il cammino casalingo da rullo compressore degli etnei, ma certamente la sfida con la Casertana di Tedesco sarà utile per proteggersi da pericolosi ritorni in auge delle squadre che stazionano nel limbo della classifica, falchetti compresi. Questi ultimi hanno impattato oggi contro il Catanzaro fanalino di coda e seguono il Catania a 4 punti di distanza. I rossoblù giocano con un propositivo 4-3-3, simile per caratteristiche e uomini a quello del Monopoli. Rispetto alla scorsa stagione, oltre al modulo di gioco, hanno cambiato parecchio, rivoluzionando l'organico e perdendo tanti protagonisti della cavalcata che li portò a disputare i playoff (che fino all'anno scorso erano una “cosa semi-seria”). I rossazzurri dovranno fare a meno dello squalificato Drausio (probabile ritorno in auge di Bastrini al fianco di Bergamelli) e potrebbero recuperare Biagianti dal 1' (sarà curioso verificare se Rigoli intenderà insistere con Scoppa, rinunciando a Fornito, o ripiegherà su una mediana più accorta). Possibili sorprese anche in avanti, dove molto dipenderà dalle condizioni di Anastasi.