Serie B, i conti (televisivi) della serva

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Focus sugli effetti economici del paventato blocco dei ripescaggi, a cura del manager Filippo Monastra.

a cura di Filippo Monastra, manager

E’ evidente che la querelle a cui stiamo assistendo è esclusivamente di natura economica e politica. Tralasciando la politica del governo del calcio di cui onestamente conosco poco, proviamo a capire quanto davvero convenga alle società di B mantenere un format a 19 squadre.

Valutiamo solo gli effetti legati ai ricavi provenienti dalla piattaforma DAZN ha acquisito i diritti in esclusiva per tre anni a 22 milioni di euro a stagione. Anche se il dato non fosse corretto ipotizziamo sia questo l’importo per la nostra valutazione economica.
Con un format a 22 squadre avremo 42 giornate con 11 partite l’una. DAZN ha in realtà l’esclusiva per dieci partite a giornata e quindi in totale, al netto dei play off e play out che per semplicità ignoriamo, di 420 partite.
A conti fatti il costo a partita per la piattaforma britannica si aggirerebbe intorno ai 52380 euro. Ogni club, con una distribuzione uniforme delle risorse, avrebbe diritto ad un milione di euro a stagione.

Le società di B ritengono che un taglio a 19 squadre permetterebbe loro di incrementare i ricavi rendendo più sostenibile la partecipazione al torneo ed evitare quindi futuri fallimenti. In effetti i tre milioni previsti per le squadre fallite potrebbero essere così distribuiti tra le altre 19 portando a queste ultime un incremento pari a circa 158 mila euro. Le stesse potrebbero inoltre risparmiare i costi di tre trasferte che posso ipotizzare per uno staff di circa 30 addetti intorno ai 5 mila euro a partita. Per un totale quindi di 15 mila euro. Il guadagno netto quindi secondo questi calcoli oscillerebbe introno ai 170 mila euro.
Le società però fanno delle stime a mio parere errate. Infatti ipotizzano la voce ricavi costante anche a fronte del taglio dei format. Non darei così scontata questa ipotesi.

Vediamo il punto di vista della piattaforma DAZN (che ha posto un minimo di 20 squadre al suo accordo pena validità del contratto). Con un format a 19 squadre, se mantenesse invariato il costo dei diritti, vedrebbe incrementare del 46% i costi a partita, dai 52,4 mila euro a 76,4 mila. Infatti con 19 squadre le partite di sua esclusiva scenderebbero da 420 a 288 (8 partite per un totale di 36 giornate).

Il contratto di DAZN è vincolato ad un format minimo di 20 squadre cosa che darebbe alla piattaforma il diritto di non onorare il contratto o quanto meno di rinegoziarlo. Se DAZN imponesse alla lega di serie B un costo totale a partita equivalente a quello del format a 22, potrebbe tranquillamente richiedere una revisione del costo dei diritti da 22 a 12 milioni di euro all’anno. Le società in questo caso vedrebbero ridursi da un milione a 627 mila euro i ricavi da diritti TV della sola piattaforma britannica. Questo è un caso “worst” cioè il peggiore possibile. Lo scenario però non è quello più apocalittico per la lega, perché quest’ultima rischierebbe di iniziare la stagione senza copertura televisiva. Diciamo che gli inglesi avrebbero un notevole potere negoziale visto che mancano solo due settimane all’inizio del campionato.

Direte ed il risparmio dei costi? Sarebbe più che vanificato dalla mancanza di introiti ai botteghini sia in casa che per la quota parte in trasferta.
In questa analisi certamente non rigorosa, non stiamo valutando le cosiddette liabilities, cioè i costi che la lega e la federazione sarebbero costrette a pagare per far fronte alle cause civili che certamente le vedrebbero soccombere per aver violato palesemente i regolamenti di riforma dei format previsti dalla stessa federazione.

Di cosa stiamo parlando? Davvero questo per me rimane un mistero.