Riccardo Gaucci assolto

Riccardo Gaucci

Riccardo Gaucci  Foto: Franco Barbagallo Acifotopress

Riccardo Gaucci è stato assolto dall'accusa di appropriazione indebita nel procedimento penale sulla cessione del Catania avvenuta nel maggio 2004 a favore di Pulvirenti.

Roma16 nov. (TMNews) - Riccardo Gaucci è stato assolto dall'accusa di appropriazione indebita nel procedimento penale sulla cessione del Catania avvenuta nel maggio 2004 a favore di Antonino Pulvirenti, attuale numero uno della società etnea. Ne dà notizia il legale di Gaucci, l'avvocato Francesco Giuseppe Catullo. Figlio di Luciano, ex presidente del Perugia che gli affidò la guida del Catania una volta rilevato il club siciliano, Gaucci jr era stato denunciato nel novembre 2005 dallo stesso Pulvirenti e da Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania. Ma né Pulvirenti né Lo Monaco - ha ricordato l'avvocato Catullo - si sono presentati alle udienze al Tribunale di Roma per testimoniare e successivamente il patron delCatania ha manifestato l'intenzione di rinunciare a perseguire penalmente l'imputato. Gaucci ha già preannunciato che procederà nelle sedi giudiziarie contro i suoi ex accusatori, per essere risarcito dei danni di immagine ed economici subiti. "Finalmente è venuta a galla la verità, ovvero che la vendita del CataniaCalcio era sempre stata regolare, a differenza di quanto denunciato da talune persone", ha detto Gaucci commentando con soddisfazione la sua assoluzione. "I tifosi devono saperlo: la mia famiglia a Catania si è sempre comportata bene, non ha portato via nulla, né rubato nulla. La famiglia Gaucci ha preso una squadra dalla Serie C e l'ha portata in Serie B, lavorando con serietà e costanza. La cosa importante è che i catanesi sappiano che la compravendita della società è avvenuta nella massima trasparenza e regolarità. Era molto importante che il mio nome fosse riabilitato, a Catania e non solo, dove abbiamo dato la vita e abbiamo sempre lavorato con professionalità. Era giusto finisse così, con un'assoluzione. Però non ho subito sei anni e mezzo di processo per rimanere con le mani in mano: ora passerò al contrattacco e mi adopererò per effettuare le azioni che mi sono possibili, nelle sedi opportune, come del resto farebbe chiunque altro al mio posto".