Reggina-Catania: a Reggio por la "duodécima"

La gioia di Angelo Massimino a Reggio Calabria

La gioia di Angelo Massimino a Reggio Calabria  Foto: CalcioCatania.com

Il racconto delle undici vittorie catanesi in casa dei calabresi, molte delle quali determinati per la promozione...

In origine fu la décima, nonché quell’ambizione, divenuta negli anni ossessione, che ha attanagliato gli spagnoli del Real Madrid dal giorno successivo alla vittoria di Glasgow nel 2002 sul Bayer Leverkusen all’euro-derby di Lisbona, contro l’Atletico del cholo Simeone, di dodici anni più tardi. Nelle ultime due stagioni le merengues hanno esagerato, conquistando per due anni di fila la Champions League, così come non accadeva dal Milan di Sacchi nei primissimi anni novanta, quando la coppa dalle grandi orecchie si chiamava Coppa dei Campioni. Dopo la conquista della undécima, ancora una volta alle spese dei concittadini, lo scorso 3 giugno è arrivata la duodécima nella finale di Cardiff contro la Juventus. Parallelamente, in un calcio meno lussuoso e con obiettivi meno prestigiosi, ma non per questo privi di emozioni e di ricordi capaci di inumidire gli occhi, s’incastra nel girone meridionale dell’inferno della terza serie italiana la caccia alla duodécima vittoria rossazzurra in casa della Reggina.

Cardiff 2017: Sergio Ramos alza la "doudécima" (Foto: Depor.Com)  



Dal 1946 il terreno dell’Oreste Granillo di Reggio Calabria – già “Michele Bianchi” o semplicemente “Comunale” – ha visto vincere il Catania in undici occasioni, molte delle quali entrate nella leggenda del calcio marca liotru. Così come il primo amore anche la prima gemma di questa collana di successi incastonata in terra calabrese non si scorda mai. Si parte dal 24 aprile 1949: 1-0 firmato da Giovanni Prevosti a un quarto d’ora dallo scadere. Successo pesante che permetterà agli etnei di chiudere in vetta quel campionato di Serie C, con tre punti di vantaggio proprio sui calabresi. Quasi vent’anni più tardi, il 17 dicembre del 1967, sul neutro di Palermo, il successo più largo: 4-1 per gli uomini di Valsecchi in virtù delle reti di Pereni, Trombini e alla doppietta di Alessandro Vitali. Un anno più tardi, il primo giugno del 1969, Angelo Volpato sigla l’1-0 finale. La colonnina delle emozioni sale vertiginosamente il 14 giugno 1970, giorno della vittoria che sancisce la prima delle due promozioni in Serie A targata Angelo Massimino. Il calabrese Pirola prova a spaventare l’Elefante, ma una doppietta di Aquilino Bonfanti e una rete del solito Volpato ribaltano la storia: 3-1 per il Catania con il Cavaliere che sviene per l’emozione. Negli anni settanta i successi catanesi a Reggio Calabria si susseguono in rapida sequenza. Se il 2-0 del 1971-72 (reti di Bonfanti e Francesconi) e l’1-0 della stagione successiva, con gol di Fulvio Francesconi, non sortiscono scossoni decisivi in classifica, non si può dire la stessa cosa per quello che avviene l’8 giugno 1975: sotto di due reti dopo ventitré minuti – Tivelli e Pianca i marcatori amaranto – gli etnei di Egizio Rubino ribaltano partita e storia con le segnature di Colombo, Ciceri e Prestanti.

4 novembre 2006: I giocatori rossazzurri sotto il settore ospiti del "Granillo"  



Lo zero a uno è il risultato più gettonato, tra il 1978 e il 1980 arriva puntuale per tre volte come un orologio svizzero grazie alle reti di Emilio Frigerio, Giovan Battista Rappa e Marco Piga, quest’ultima decisiva per la promozione in B degli etnei di Lino De Petrillo. Alla scorpacciata anni settanta segue un lunghissimo digiuno interrotto ventisei anni dopo dalla rete di Giorgio Corona. E’ il 4 novembre del 2006 il Catania di Pasquale Marino sbanca il “Granillo” grazie al gol dell’attaccante palermitano e alle paratissime di un super Pantanelli. Per l’Elefante si tratta dell’undicesima vittoria in casa della Reggina, la prima in Serie A. Undici anni dopo quella notte i tempi sono maturi per quella doudécima sfumata per un soffio nella scorsa stagione, quando il Catania di Pino Rigoli, in vantaggio con Piscitella, fallì il raddoppio in più di una circostanza (clamoroso il palo colpito da Russotto), per poi farsi raggiungere da Bangu a una decina di minuti dallo scadere.