Paganese-Catania, precedenti: uno 0-0 dal sapor di sconfitta

Gianvito Plasmati nella morsa dei difensori campani

Gianvito Plasmati nella morsa dei difensori campani  Foto: Nino Russo

Il racconto dell'ultimo precedente tra le due compagini in casa dei campani

COME UNA CONDANNA
Domenica 30 aprile 2016, il giorno della verità. A centottanta minuti dalla conclusione del campionato di Lega Pro edizione 2015-16 il Catania di Checco Moriero si gioca una grossissima fetta di salvezza diretta. Si gioca al “Marcello Torre” di Pagani, in un terreno di gioco in passato mai espugnato. Nei due precedenti in casa degli azzurrostellati era giunto appena un punto, in virtù della rete di Adelchi Malaman in risposta al vantaggio campano siglato da Albano, nel match giocato il 19 marzo del 1978. Per non parlare della scoppola rimediata l’anno dopo, un pesantissimo 5-1, nel match sul neutro di Caserta e andando ancor più ritroso dell’umiliante 5-0 subito dalla Società Sportiva Catania (club antenato dell’attuale 1946) nella stagione 1929-30. Quando si scende in campo, però, tradizione e statistiche, pur mantenendo una certa importanza, lasciano il posto ad una storia nuova che verrà scritta da nuovi attori.

Checco Moriero prova a 'istruire' Calil 



In campo nel Catania, in quel giorno di inizio primavera, c’è una squadra a trazione anteriore: un 4-2-3-1 che ha in Gianvito Plasmati il vertice di una freccia d’attacco a quattro composto da Russotto, Calil e Calderini; il filtro, in mezzo al campo, è di competenza di Castiglia e Di Cecco; mentre in difesa, a protezione della porta di Luca Liverani (oggi portiere della Paganese), emergono le figure di Pelagatti, Bastrini, Bergamelli e Nunzella. La Paganese di Grassadonia, invece, è priva del portiere Vincenzo Marruocco e dei difensori Esposito e Sirignano. Defezioni pesanti, soprattutto per quanto concerne il ruolo dell’estremo difensore, che ‘costringono’ l’ex mister del Messina a lanciare in porta il classe 1999 Davide Borsellini.

Il Catania, appaiato in classifica al quint’ultimo posto a quota 35, in coabitazione con Catanzaro e Monopoli, deve vincere per chiudere senza patemi d’animo aggiuntivi una stagione balorda che rischia di prolungarsi con la rischiosa coda play-out. Alla Paganese, dall’alto dei suoi 41 punti, occorre soltanto un punticino per archiviare la pratica e festeggiare con una giornata di anticipo la salvezza diretta. Tra l’altro, mister Moriero, nella conferenza di vigilia, è stato abbastanza chiaro: "Andiamo a fare la nostra partita con l'obiettivo di ottenere chiaramente i tre punti. Ci giochiamo la salvezza come abbiamo fatto fino a questo momento. Dobbiamo fare il possibile e scendere in campo con l'atteggiamento giusto. La squadra sta crescendo sotto il profilo tecnico e tattico. Durante la settimana abbiamo lavorato bene e per noi domenica sarà la prova del nove".

Elio Calderini in un'azione aerea al "Marcello Torre" 



In campo, però, i buoni propositi sciorinati nel pre-partita lasciano spazio all’ennesima prestazione sconcertante di un campionato da gastrite cronica. Il Catania scende in campo con l’atteggiamento sbagliato, molle e poco aggressivo, non di certo come dovrebbe fare una squadra attesa dalla “prova del nove”. La Paganese, da buona formazione di terza serie, arcigna, spigolosa e rognosa, imposta la partita per non perdere. E Ci riesce. Poche le occasioni create da un Elefante anemico, incapace di bombardare la porta azzurrostellata difesa, tra l’altro, da un giovincello… Gli etnei, abulici e impotenti, riescono nell’impresa di rimanere per l’ennesima volta in dieci uomini: il ‘rosso’ sventolato a Pelagatti, oltre a sancire la fine del difensore in rossazzurro, apre scenari apocolattici. Negli altri campi, Monopoli e Catanzaro hanno fatto il proprio dovere, vincendo le rispettive partite contro Juve Stabia ed Ischia, relegando, di conseguenza, il Catania al quint’ultimo posto a -2. Al triplice fischio dell’arbitro Bichisecchi di Livorno si materializza l’inimmaginabile: a 90 minuti dalla fine della stagione regolare il Catania è con un piede e mezzo nei play-out.