Messina-Catania: Il Festival dell'Ex

Demiro Pozzebon, l'ex più atteso

Demiro Pozzebon, l'ex più atteso  Fonte: Nino Russo

Focus sui tantissimi doppi ex presenti sia negli attuali organici che negli almanacchi del passato

CHI PIU’ NE HA, PIU’ NE METTA
Generalmente, quando si utilizza il termine “Festival”, il primo pensiero che balena in mente è rivolto alla cittadina ligure di Sanremo, sede della più importante manifestazione canora dello Stivale dal 1950. Nel linguaggio calcistico, però, questa parola è spesso utilizzata in partite aventi un alto numero di reti; di recente, per esempio, in quel di Manchester, è andato in scena un autentico Festival del gol tra i Citizens di Pep Guardiola e il Monaco di Leonardo Jardim, con otto reti ed emozioni in quantità industriale. Al “Franco Scoglio” di Messina, in occasioni del derby tra i peloritani e gli etnei, in programma domenica 26 febbraio alle ore 14.30, visto il notevole numero di calciatori/dirigenti aventi esperienze in entrambe le piazze, sarà la volta del Festival dell’Ex.

Valerio Anastasi in azione con la maglia rossazzurra, Musacci sullo sfondo con il numero 8 peloritano 



CAMPO: 5 VS 5
Visto l’alto numero degli attuali doppi ex, ben dieci, si potrebbe organizzare tranquillamente un avvincente 5 vs 5. Il quintetto peloritano, ruoli alla mano, è quello meglio assortito, con un portiere, un difensore, due centrocampisti e un attaccante. Si parte da Alessandro Berardi, aggregato alla compagine etnea il 28 agosto del 2015 per qualche giorno, prima di far rientro a Messina; perno difensivo Giordano Maccarrone, difensore catanese (classe 1990), cresciuto nel settore giovanile rossazzurro tra il 2010 e il 2013; in mediana spazio alla regia di Gianluca Musacci (21 presenze, una rete e tanti alti e bassi in rossazzurro nella scorsa stagione) ed ai polmoni di Gladestony Da Silva, passato in prestito ai giallorossi proprio lo scorso gennaio, dopo una prima parte di stagione etnea in chiaroscuro, con un gol fortunoso al Lecce; punta di diamante Valerio Anastasi, attaccante catanese, il cui volo con la maglia della squadra della sua città si è infranto sulle ginocchia del portiere cosentino Perina, proprio nel giorno della miglior partita in rossazzurro, nonché unica vittoria esterna del Catania in questa stagione. A questi, bisogna aggiungere anche Gianvito Plasmati (attaccante del Catania a più riprese, l’ultima delle quali nella scorsa stagione), aggregatosi alla formazione peloritana in settimana ed appena ufficializziato dal club dello Stretto.

Saro Bucolo, ex capitano del Messina 



Dall’altra parte della barricata, risponde un Elefante a trazione anteriore, privo di portiere e difensori: in mediana il catanesissimo Saro Bucolo è quello con il curriculum biancoscudato migliore, con 83 presenze, una due promozioni nel carniere (rispettivamente in Seconda Divisione e in Lega Pro) tra il 2012 e il 2015, e il silano Giuseppe Fornito, due reti in trenta gare nella scorsa annata; fuochi d’artificio nel reparto avanzato con il portoghese Diogo Tavares (10 reti in 27 presenze nello scorso campionato), lo sloveno Maks Barisic (2 reti in 9 gare nella seconda parte del campionato 2015-16) e, dulcis in fundo, il romano Demiro Pozzebon, l’ex più atteso, protagonista di 8 reti coi peloritani (una delle quali siglata al Catania nella gara di andata) nella prima parte di questa stagione, il cui passaggio ai cugini d’oltrealcantara ha destato un certo fastidio (eufemismo) nella tifoseria giallorossa. Se è vero che “la miglior difesa è l’attacco” il Catania sembrerebbe in una botte di ferro…

Barisic vs Berardi in un flash della gara di andata 



DIRIGENZA: PETRUS, FRANCO E MARCELLO
Festival in campo ma anche in..tribuna. La settimana peloritana è stata a dir poco movimentata, con il tanto agognato passaggio societario che ha portato in sella al sodalizio biancoscudato Franco Proto, patron dell’Atletico Catania sparito dal calcio professionistico dopo la retrocessione della formazione atletista (con successivo fallimento) al termine della stagione 2000-01. Nel curriculum del nuovo presidente dell’ACR anche una parentesi nel Catania 1946, risalente alla stagione 1988-89 nelle vesti di dirigente alla corte di Angelo Attaguile. Con Proto a Messina anche Marcello Pitino, direttore sportivo dei rossazzurri nella scorsa stagione; Giorgio Corona (in rossazzurro nella stagione 2006-07), attuale attaccante dell’Atletico Catania in Promozione, dalla prossima stagione nelle vesti di Club Manager dei giallorossi; ruolo dirigenziale previsto anche per un altro fedelissimo dell’imprenditore troinese, Adriano Polenta, calciatore del Catania nel corso della seconda parte degli anni ottanta. Sul fronte rossazzurro spicca la figura di Pietro Lo Monaco, attuale amministratore delegato degli etnei, in giallorosso come calciatore negli anni settanta (come centrocampista) e come presidente dal 2012 al 2015. Tre le promozioni col Messina: una da calciatore (1973-74, in Serie D) e due da dirigente (nel 2012-13 in Seconda Divisione e nel 2013-14 in Lega Pro). Esperienza conclusa amaramente con la retrocessione in D al termine dei play-out contro la Reggina. Insieme a ‘Petrus’ ecco Christian Argurio, attuale ds rossazzurro, al Messina nella scorsa stagione con le stesse mansioni ricoperte attualmente in Via Magenta. Carrellata di ex attuali completata dai preparatori dei portieri: sul fronte giallorosso Vincenzo Di Muro, portiere del Catania sul finire degli anni ’90 e preparatore degli estremi difensori etnei nella scorsa stagione, mentre su quello rossazzurro Marco Onorati, portiere del Messina nel biennio 1993-95.

1988-89: Angelo Attaguile insieme a Franco Proto 



MI RITORNI IN MENT…EX
Ampia carrellata finale con gli altri doppi ex del passato. Tra i portieri ritroviamo Enrico Nieri, Saul Santarelli (al Catania nella stagione 1997-98 in C2, al Messina di passaggio nel 2006-07), Gianni Marco Sansonetti e Emanuele Manitta, preparatore dei portieri etnei fino allo scorso primo marzo; storico portiere messinese con oltre 200 presenze in giallorosso. Elenco abbastanza corposo per quanto concerne il reparto arretrato: Mario Miltone, Giovanni Simonini: Dante Lodrini, il compianto Antonio Ceccarini, Pier Giuseppe Mosti, (al Catania dal 1980 al 1985 e come allenatore per parte della stagione 1994-95; al Messina nel 1997 in CND. Giuseppe Sabadini (a Messina come tecnico nel 1995-96), Marco De Simone, Andrea Cuicchi ed Andrea Giallombardo: quarantuno presenze nel Catania 2003-04, titolare inamovibile nello scacchiere di mister Colantuono; giallorosso dal gennaio al giugno 2007 in massima serie senza incidere.

In mediana ritroviamo: Graziano Landoni, il palermitano Pippetto Romano, il marsalese Pasquale Marino (icona del calcio etneo, all’AS Messina nel 1993-94), Roberto Breda, Sergio Quinto Campolo, Manuel Coppola, il catanese Giuseppe Russo e Riccardo Nardini, quest’ultimo a Catania nella stagione 2005-06 (un gol nella gara di Coppa Italia contro il Pisa), a Messina fino allo scorso gennaio. Tanta roba anche nel reparto avanzato: Antonio Peternel (attaccante goriziano anni trenta e primissimi anni quaranta) e Engelbert Koenig(punta austriaca anni quaranta); Sergio Quoiani, Sebastiano Alicata (attaccante di Carlentini, al Messina dal 1958-60, al Catania appena due presenze nella stagione 1962-63 in A), Giovanni Picat Re, Bortolo Mutti (a Messina come tecnico), il messinese Antonino Naccari (al Catania nella Serie C2 edizione 1995-96, prelevato proprio dall’A.S. Messina), Ciccio Pannitteri, Ignazio Panatteri e Riccardo Zampagna. Chiusura con tre palermitani: Giorgio Corona (150 presenze in giallorosso), Emanuele Calaiò (2 reti in giallorosso, proprio al Catania nel 3-3 del “Celeste” del 2002) e Salvatore Cocuzza, quest’ultimo prelevato dalla società etnea nell’estate del 2006 dal Catanzaro ed aggregato alla Primavera rossazzurra; al Messina fino alla scorsa stagione.

Emanuele Calaiò, attaccante palermitano dal passato catanese 



Nomi importanti in panchina. Il primo della lista è Egizio Rubino, protagonista col Catania di due promozioni, rispettivamente in Serie A nella stagione 1969-70 e in B nel 1974-75; al Messina nelle vesti di calciatore nel corso degli anni quaranta. Il pittoresco Gennaro Rambone, al Catania a più riprese nel corso degli anni settanta e ottanta, al Messina per parte della stagione 1981-82; Aquilino De Petrillo, al Messina in corso d’opera nella stagione 1978-79; al Catania l’anno seguente, in sostituzione di Rambone, con tanto di promozione in Serie B nella memorabile partita di Reggio Calabria. Antonio ‘Tonino’ Colomban, autentico simbolo del calcio peloritano sia da calciatore che da tecnico. Giovan Battista Fabbri (a Messina come calciatore, al Catania come tecnico nel 1983-84). Infine, lo stakanovista palermitano Angelo Busetta, protagonista di un clamoroso cambio in corsa nella stagione 1994-95, quando lasciò la panchina dell’AS Messina per quella del Catania. Stagione conclusa con la promozione in C2 degli etnei. Tra i dirigenti, troviamo anche Salvatore Massimino (fratello del Cavaliere), presidente della società biancoscudata dal 1984 al 1991, Giovanni Carabellò, mentre in tempi più recenti trovano posto Nicola Salerno e Fabrizio Ferrigno.