Maxi Lopez saluta l'Italia: "Catania, da quelle parti l'Argentina è di casa"

2010: Maxi Lopez insieme a Sinisa Mihajlovic

2010: Maxi Lopez insieme a Sinisa Mihajlovic  Foto: CalcioCatania.com

Attraverso il proprio profilo Instagram la punta argentina, nuovo attaccante del Vasco da Gama, ha salutato l'Italia

"Faceva freddo anche a Catania nel gennaio 2010. Qualche giorno in gran segreto a Roma, poi Taormina. Scoprivo l’Italia partendo dal Sud. Da quelle parti l’Argentina è casa. Ed io mi sono sentito subito a casa". Faceva freddo, anche in classifica. Tanto. Il Catania, in piena zona retrocessione, dopo un girone di andata vissuto all'ultimo posto, aveva cambiato da poco timoniere: via Luca Atzori, dentro Sinisa Mihajlovic. L'impatto del serbo fu positivo, ma quel che più mancava era un attaccante di peso. Dal cilindro Pietro Lo Monaco tirò fuori lui, la Gallina de Oro, anzi, dalle"uova d'oro". Undici reti in 17 gare e Serie A mantenuta, meritatamente. Dopo quei primi sei mesi da urlo, seguiti dall'altalenate annata 2010-11, conclusa con 8 reti in 35 partite, l'esperienza catanese di Maxi Lopez andava verso il tramonto: il passaggio al Milan nel gennaio 2012, l'anno in prestito alla Samp, il nuovo ritorno a Catania, dall'estate 2013 al gennaio 2014, prima del definitivo addio e del ritorno nella Genova blucerchiata. E poi, ancora, Torino, Chievo ed Udinese, prima del ritorno in Sud America, tra le fila dei brasiliani del Vasco Da Gama. Ma prima di chiudere la valigia e di lasciare il Bel Paese, Maxi Lopez ha voluto salutare tutti, con un post su Instagram, perché otto anni di vita non si possono dimenticare. Neanche noi, grazie Maxi!

Faceva freddo anche a Catania nel gennaio 2010. Qualche giorno in gran segreto a Roma, poi Taormina. Scoprivo l’Italia partendo dal Sud. Da quelle parti l’Argentina è casa. Ed io mi sono sentito subito a casa. Poi il Milan, il sogno di una vita. La Samp, e qualche rimpianto di troppo. Nuovamente Catania e nuovamente Samp. Il passaggio dalla bellissima Verona, con il Chievo. Fino a Torino dove ho lasciato il mio cuore, e quella maglia è una seconda pelle per me. Udine e l’Udinese sono state la tappa finale di questo mio lungo viglio italiano.
Torno in Brasile, ma l’Italia, Milano resteranno la mia casa.
8 anni, 5 mesi e 25 giorni italiani. Che non dimenticherò mai. Con voi sono cresciuto, con voi ho gioito e sofferto, con voi ho ribaltato la mia vita anche privata. Ma non mi sono mai sentito di troppo. Forse perché ho fatto tutto a testa alta. Tutto al MAXImo.
Grazie Italia.
Maxi Gaston Lopez


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