Lucarelli: "Non conosco la parola resa!"

Lucarelli in sala video a Torre del Grifo

Lucarelli in sala video a Torre del Grifo  Foto: CalcioCatania.com

Intervista inedita per Lucarelli a Torre del Grifo; il tecnico livornese spiega attraverso i video le scelte di Bisceglie

Nel primo pomeriggio di oggi il mister rossazzurro Cristiano Lucarelli ha incontrato i giornalisti a Torre del Grifo. Eccezionalmente l'incontro si è tenuto presso la sala video del centro sportivo della società di Via Magenta, dove l'allenatore toscano, attraverso la proiezione di alcuni video sulla gara di mercoledì in quel di Bisceglie, ha spiegato le scelte degli ultimi quindici minuti nel confronto pareggiato con i pugliesi.

«Noi eravamo in silenzio stampa per decisione della società, per evitare commenti pesanti su quello che avete visto (a Bisceglie, ndr). Secondo me non è stata fatta un’analisi esatta degli ultimi 15 minuti. Non sono qui in veste né di professore, né di avvocato, ma menomale che ci sono le immagini. Noi e i calciatori siamo già proiettati alla partita di domani con la Paganese. Vi vogliamo far vedere perché (nell’ultima gara, ndr) abbiamo scelto di mettere esperienza e centimetri, poi complice il loro cambio di gioco abbiamo deciso di mettere un difensore in più. Loro hanno segnato 7 gol su calci piazzati negli ultimi minuti. E dal pensiero del gol subito dalla Reggina tre giorni prima, non volevamo rischiare sui calci piazzati».
Partono delle immagini: sono i gol del Bisceglie su calcio piazzato, contro Catania, Lecce, Paganese, Monopoli, Matera, Cosenza e ancora Monopoli in Coppa Italia.
«Noi avevamo chiesto ai ragazzi di tenerli il più lontano possibile lontano dalla nostra area. Da più parti si è avuta la sensazione di un segnale di resa, di abbassamento. Io vi voglio mostrare che nel primo tempo il nostro baricentro era più basso degli ultimi quindici minuti (scorrono le immagini della gara di Bisceglie, ndr). Al 79°, all’80° e all’81 e trenta abbiamo avuto tre occasioni per segnare (mostrate attraverso i video, ndr). Sono trascorsi otto minuti dalle sostituzioni e non vedo un segnale negativo arrivato alla squadra col cambio di modulo; Pisseri a parte un’uscita è stato inoperoso. All’86° esce Ripa ed entra Curiale, quest’ultimo come sapete ha un problema di schiena con la sciatica, domani speriamo di averlo al cento per cento».

«Manneh è uscito perché era stanco, aveva dato tanto e ci servirà domani. Le sostituzioni sono state in linea con la volontà di andare a chiudere la partita. Manneh sta dando tantissimo, ma da lui non ci si può aspettare una caterva di gol, Russotto invece è più propenso ad andare a segno. Nelle nostre scelte ha influito, come già detto, il gol subito dalla Reggina tre giorni prima. Io lo chiamerei episodio quello che è successo mercoledì. Dovevamo essere più scaltri, siamo stati ingenui, abbiamo mollato un centimetro su un avversario che poi ci ha fatto gol. Non avendo Curiale sano è normale non fare uscire Ripa prima. Davanti a un cavallo di razza azzoppato preferisco un puledro sano. Il gol di Ciccio comunque era arrivato».

«Due rigori non dati, un rigore contro dato, un gol annullato e una punizione da cui scaturisce il gol penso che siano tanti, troppi episodi in una partita. Cinque grossi errori del genere a danno di una squadra non si ricordano».

«Magari sarò un illuso, ma nel mio vocabolario non conosco la parola resa. Io abbandonerò la possibilità di crederci quando lo dirà la matematica. Nelle ultime giornate partite facili sulla carta non ce n’è, non lo sarà neanche quella nostra di domani. La prestazione di Bisceglie, a parte quell’episodio al 91°, è stata importante».

«Il fatto che adesso i giocatori hanno un approccio diverso, meno timoroso, quando giochiamo in casa è importante. La Paganese è una squadra che non da punti di riferimento, nelle ultime partite ha giocato col falso nueve, con Cesaretti da finto centravanti, ha un assetto tattico particolare, non come le altre. Vediamo domani cosa proporranno, però è una partita da prendere con le molle, ma senza se e senza ma bisogna vincere».

«Porcino (mercoledì, ndr) ha fatto un’ottima partita, come ad Andria, le altre due partite successive però non sono state ottime. A Ripa mercoledì gli è andata male, ma avrà modo di riscattarsi. Ci sono due, tre giocatori nelle Berretti, che ho già convocato, che possono fare lo stesso percorso di Kalifa. Siamo in una piazza molto esigente e quindi bisogna individuare il momento giusto per lanciarli. Mi ricordo che Allegri veniva spesso criticato per il mancato utilizzo di Dybala, poi ha capito che era il suo momento e non l’ha più tolto. Kalifa è un ragazzino, forse non si rende conto di quello che ci stiamo giocando, ma è anche giusto così, la volta scorsa lo chiedevo anche ai più grandi, di non aver paura a fare la giocata».

«I campi non ci stanno dando una mano per le nostre caratteristiche, anche il nostro, non ci agevola nel palleggio. A volte c’è un tocco in più, un controllo in più, quindi da questo punto di vista qualche difficoltà l’abbiamo avuta. A volte leggo che faccio degli esperimenti, io non sono né Zichichi, né Galileo Galilei. Noi non possiamo dirvi tutto, non sapete cosa può esserci stato durante la settimana. Se ad esempio qualcuno mi viene per tre volte in ritardo all’allenamento, io non posso dargli la maglia da titolare. Comunque ci sono rimasto più male per il pari di Bisceglie che per i 5 gol presi a Monopoli. Se arriveremo secondi, ai play-off avremo 25 giocatori pronti, gli altri può essere che avranno 25 giocatori, ma a disposizione, che non è la stessa cosa. Se arriveremo secondi giocheremo 5 partite in 15 giorni, se arriveremo terzi 7 in 21 giorni, con temperature che sapete quali sono, con tempi di recupero risicati, quindi avere 25 giocatori è una fortuna. Quelli più sacrificati sono stati Esposito e Bucolo, gli altri hanno fatto almeno 20 partite».

«Per noi il modulo è un accessorio, quello che conta è la mentalità, la carica agonistica dei giocatori. Lodi è uno che se lo fai giocare ti mette in difficoltà, quando vengono a prendere lui la nostra squadra fa fatica a fare gioco. Allora ci è venuta questa intuizione, ritornando un po’ alla gioventù di Lodi, di riportarlo più vicino agli attaccati, in modo da non fargli subire marcature asfissianti e metterlo più vicino alle tre punte. Nelle ultime quattro partite, dopo Monopoli, ci stanno tirando meno in porta. Dobbiamo arrivare all’ultimo giro coi motori al massimo».