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Opinioni

Longo merita tempo

Max Licari sul fondamentale successo di Picerno. Longo e squadra, la risposta giusta. Di Gennaro, recupero essenziale.

Longo e squadra, la risposta “giusta”

La gara di Picerno costituiva uno spartiacque fondamentale per il prosieguo del campionato e, in primis, per il tecnico ex Picerno. Al netto di pleonastici e ipocriti “distinguo”, Longo era nell’occhio del ciclone e atteso al varco da uno stanco e sfiduciato popolo rossazzurro, il quale anelava una risposta chiara dal medesimo tecnico e dai giocatori, anche alla luce delle insistenti voci di esonero a favore di Caserta. Ebbene, tale “reazione” è giunta chiara e forte. Il 4-0 confezionato già al 54’, in un campo difficile e contro una buona formazione di categoria come il Picerno, rappresenta un segnale molto più pregnante rispetto al medesimo poker rifilato al disastrato Cosenza qualche settimana fa.

Tuttavia, il dato più significativo emerso dal match in terra di Lucania rimane il modo in cui si è arrivati alla vittoria. L’allenatore campano ha fato scelte nette e coraggiose, inserito qualche giocatore “nuovo e, in special modo, messo in campo un sistema “fluido” che, pur tenendo conto delle defezioni sulle corsie laterali difensive e delle caratteristiche di alcuni elementi chiave come Ierardi, non ha abdicato rispetto a quella famosa “identità” offensiva e propositiva che costituisce il suo “credo” calcistico. Un sistema che presenta una fase di impostazione a tre, con due esterni di centrocampo offensivi come Bruzzaniti e Masciangelo, due ali in grado di accentrarsi così come venire dentro il campo (Cavuoti e Cicerelli) e una punta strutturata come Russo.

Un sistena che, di contro, mantiene la filosofia originaria in fase di non possesso con l’arretramento sulla linea dei tre difensori di un mediano (più spesso Vallocchia), in modo da garantire una continuità rispetto a quanto fatto finora. Insomma, un modo di stare in campo, un atteggiamento lontano anni luce dal tanto paventato 5-3-2 iperdifensivo ipoteticamente “consigliato” dalla paura e dalla tensione del momento. Un adamantino “avviso ai naviganti” che racconta come un progetto similare, per poter avere un senso (anche al di là dei risultati), non poteva e non può accettare compromessi, pena il suo sostanziale annullamento. Importantissimo “alert” soprattutto perché, evidentemente, i giocatori hanno dimostrato con i fatti (e non con le solite stantie dichiarazioni di prammatica) di trovarsi dalla parte della guida tecnica, considerato del resto come quella di Picerno si sarebbe potuta profilare gara “ideale” al fine di sbarazzarsi dello stesso Longo, qualora fossero state vere le voci volte a dipingere uno spogliatoio ostile alle idee del condottiero salernitano. E, invece, con nostra grande soddisfazione e sollievo, tali “spifferi” si sono rivelati infondati.

Capitan Cicerelli e compagni hanno sfoderato una gran prestazione che dimostra come le suddette idee di Longo non siano per nulla aliene al gruppo. Magari, come noi possiamo intuire, ci sarà stato in settimana un incontro chiarificatore in cui i giocatori possano aver chiesto al tecnico qualche “accorgimento” per ovviare alle assenze e avvicinarsi maggiormente alle caratteristiche fisiche e tecniche di alcuni elementi… Accorgimenti in grado anche di “mascherare” le lacune atletiche dovute alla mancanza di preparazione complessiva di una squadra assemblata “a rate” e, soprattutto, in molti dei suoi interpreti migliori, all’ultimo giorno di mercato. Finalmente, a questo proposito, nel postpartita, il trainer rossazzurro ha parlato francamente, sottolineando di non poter in alcun modo essere considerato un mago in grado di ottenere subito risultati a dispetto di un organico ancora a corto di preparazione.

C’è necessità di tempo, anche se di tempo in piazze importanti come Catania ve n’è sempre poco. Però, la filosofia è risultata la stessa. E il risultato è arrivato, nitido e incontrovertibile, malgrado il logico finale in apnea, figlio della considerazione di cui sopra. Adesso, è necessario chiedere continuità alla squadra ed equilibrio alla piazza. Si è capito che, per ottenere risultati tangibili, è indispensabile consentire allo staff tecnico e ai ragazzi un determinato spazio di lavoro; pertanto, guardare ossessivamente a una classifica ancora deficitaria sarebbe inutile e deleterio. Sei punti, cinque o nove, al momento, significano poco. Attendiamo le prossime cinque o sei gare e vediamo se davvero tale percorso possa risultare proficuo. Poi, cominceremo a trarre qualche responso.

Il fattore Di Gennaro

Longo, che ha preferito per la prima volta la “sicurezza” di Dini alla gioventù di Rinaldi fra i pali, ha rischiato un giocatore ancora non prontissimo e ha avuto ragione. Quando si rimarcava come Di Gennaro, fermo dal giorno del suo infortunio avvenuto durante la scorsa stagione, fosse il miglior centrale difensivo della categoria e rimanesse indispensabile per la tenuta della squadra, non lo si faceva a caso. È bastato che, anche a mezzo servizio, tornasse in campo, per risolvere magicamente più di un problema, non solo difensivo, ma pure di impostazione da dietro, avendo qualità diverse da tutti gli altri compagni. In più, il suo ingresso ha consentito all’indispensabile Quaini di tornare a posizionarsi in mezzo, garantendo robustezza e corsa alla mediana. La cerniera a due formata dal numero 16 etneo e Vallocchia, due elementi dalle caratteristiche differenti ma dalla identica “sostanza”, ha consentito l’impiego di più uomini offensivi dalla trequarti in su; cioè ha garantito, senza provocare eccessivi squilibri, l’interpretazione a tre in fase di impostazione e a quattro in fase di “non possesso”. Non a caso, i vari Bruzzaniti, Cicerelli e Cavuoti si sono potuti permettere un asfissiante pressing alto che, letteralmente, ha frantumato la fragile linea difensiva lucana, a dire il vero disastrosa in elementi come Pistolesi, l’ex Del Fabro, Bellodi e Bassoli.

I tre gol di Ierardi, Bruzzaniti e Cavuoti in una manciata di minuti a cavallo tra 31’ e 34’ ne sono plastica dimostrazione. I padroni di casa, frastornati anche a livello della cerniera mediana, dove praticamente Maselli, Franco e Virgilio sono stati soffocati dalla linea a quattro Bruzzaniti-Quaini-Vallocchia-Masciangelo, non hanno capito nulla, affondando inesorabilmente e rischiando di prendere ulteriori “mazzate”, visto come il Catania, a prescindere dai gol, abbia poi fallito non meno di altre quattro nitide occasioni da rete. Un dominio tale da costringere il Picerno alle sostituzioni già a fine prima frazione (Bianchi e Rillo). Anche nella ripresa, il copione tattico non è mutato. Sebbene il tecnico di casa De Luca abbia tentato di rimescolare le carte con ulteriori cambi mirati (Perri e Coppola), il Catania è rimasto dominante, siglando la rete del poker con Cicerelli, almeno fino all’ora abbondante di gioco, quando (significativamente) due cambi ineludibili e improcrastinabili, uniti all’ineluttabile calo atletico dovuto al fatto che questa squadra non sia che al 60% delle sue potenzialità, hanno un tantino indebolito l’impianto tattico della squadra. Indubbiamente, fare a meno di Di Gennaro (Allegretto) e Vallocchia (Corbari), il primo al 61’ e il secondo al 66’, ha penalizzato il Catania e ringalluzzito i lucani, così come i successivi ingressi di Insigne, Lunetta e Coda non hanno fornito ulteriore dose d’energia alla causa. 

Certo, il Catania è restato “coerente” (in negativo) con sé stesso, beccando il primo gol (Pugliese) al 75’, al primo tiro del Picerno, ma obiettivamente il margine risultava troppo ampio per rischiare qualcosa, seppur a fronte di un vistoso calo di energie. Anche il “fattaccio” del minuto 86, espulsione di Masciangelo e rigore del 2-4 trasformato dal centravanti portoghese Abreu, unito a un finale in affanno (ottima una parata di Dini a tempo scaduto), non ha compromesso un successo meritato e mai in discussione.

Consapevolezza

Ora, ribadiamo il concetto a scanso di equivoci, cerchiamo di non ripetere gli errori del passato, rimanendo tutti, società, tifosi, giornalisti, consapevoli di come si debba concedere un po’ di tempo al progetto di Longo, rincuorati vieppiù dalla constatazione che i giocatori siano dalla parte dell’allenatore. Naturalmente, senza ipocritamente tacere della rilevanza dei risultati… A partire da sabato prossimo al “Massimino”, contro un Barletta capace, tra le mura amiche, di battere il Bari e pareggiare con la Salernitana. Parola d’ordine: equilibrio! Let’s go, Liotru, let’s go!!!

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