Lecce-Catania, precedenti: La "prima" del Pitu Barrientos

Pablo Barrientos, classe sopraffina al servizio dell'Elefante

Pablo Barrientos, classe sopraffina al servizio dell'Elefante  Foto: CalcioCatania.com

Il racconto dell'ultima affermazione etnea in casa salentina. All'interno le immagini della gara

UN SALENTO DI RICORDI
Quando sul cammino dell’Elefante si presenta il Lupo del Salento i ricordi rimembrati sono molteplici: dal gol di Adelchi Malaman del 22 settembre 1974 per l’1-1 dei rossazzurri di Egizio Rubino a quello di Aldo Cantarutti, decisivo nella vittoria degli etnei di Gianni Di Marzio all’alba della stagione di grazia 1982-83, conclusa con la promozione in massima serie; per non parlare del pirotecnico 2-2 del 1986-87, la gara con più reti in terra pugliese, decisa da tre autoreti (Polenta, Raise e Allievi) e dalla rete del centrocampista etneo Piero Braglia, futuro tecnico dei giallorossi; il tutto, senza dimenticare la sfida al Catanzaro del 21 maggio 2006 funestata dalla tragica scomparsa dei tifosi catanesi Fabio Seminara e Carmelo Li Greci.



Per qualche stagione, tra il 2008 e il 2011, Lecce e Catania si sono incrociate anche nel palcoscenico più prestigioso, quello dei grandi: la Serie A. Il 26 aprile 2009, con gli etnei ormai abbondantemente salvi e…in vacanza, è 2-1 Lecce per via delle reti di Munari e Tiribocchi, con il ‘Malaka’ Martinez a rendere meno amara una sconfitta ininfluente nelle sorti di una stagione brillante. Nell’ottobre 2010 tocca a Daniele Corvia far del male agli etnei di Marco Giampaolo in un lunch match assai indigesto per l’Elefante. Dulcis in fundo il terzo ed ultimo incrocio in Serie A, quello del tardo pomeriggio del 26 novembre 2011.

Dopo dodici giornate il Catania di Vincenzino Montella bazzica a metà classifica a quota 14 punti (in coabitazione con il Siena), mentre il Lecce di Eusebio Di Francesco (compagno di squadra del mister etneo ai tempi della Roma) annaspa al terzultimo posto con 8 punticini. Bisogna vincere e il tecnico salentino opta per un 4-4-1-1 con l’esperienza del campione del mondo Massimo Oddo in difesa e la velocità degli astri nascenti colombiani Cuadrado e Muriel. Rispondono i rossazzurri, con il classico abito bianco da trasferta, con un camaleontico 3-5-2: Andujar tra i pali; terzetto arretrato con Bellusci, Legrottaglie e Potenza; Izco e Marchese sugli esterni, Almiron, Lodi e Delvecchio nel cuore della mediana; Gomez a supporto di Bergessio in avanti. Fin dalle prime battute si percepisce il copione che avrà la gara: il Catania a fare la partita, il Lecce sulla difensiva pronto a mordere in contropiede. Nei primi quindici minuti gli etnei ci provano con il ‘Papu’ e con Almiron, senza però inquadrare la porta salentina. Va leggermente meglio a Gennaro Delvecchio, l’unico ex in campo, che nel giro di qualche minuto si fa ipnotizzare per ben due volte da un quanto mai ispirato Massimiliano Benassi: clamorose le occasioni fallite a tu per tu con il portiere leccese dallo ‘spilungone’ di Barletta. Poco più tardi tocca anche a Gonzalo Bergessio farsi respingere un pallone, da posizione assai invitante, dal ‘superman’ salentino. Pian piano, il Lecce esce dal guscio e nella parte finale del primo tempo comincia a farsi vedere in area catanese, tuttavia difettando vistosamente nella mira. Il secondo tempo - inaugurato da un destro da fuori del leccese Obodo e dall’ennesima parata di Benassi su conclusione ravvicinata di Gomez - è ancor più aperto. Almiron sparacchia un destro a lato e nell’altra metà del campo Giovanni Marchese, proprio lui, tira fuori dalla porta etnea un pallone scagliato da Luis Muriel.



A quindici minuti dal termine, dopo aver inserito Marco Biagianti per Delvecchio e Maxi Lopez per Bergessio, mister Montella si gioca l’ultima carta: fuori Marianito Izco e il 3-5-2, dentro Pablo Barrientos e il 4-3-3 con il Pitu, la Gallina e il Papu a comporre il tridente d’attacco. A pochi secondi dal 90 il mago di Comodoro Rivadavia tira fuori dal cilindro la prima delle sue 14 perle in rossazzurro, ripagando i tifosi etnei per la lunga attesa dovuta ad un recupero assai lungo e tortuoso dopo un bruttissimo infortunio. Il mancino esterno del ‘Pitu’ scoccato dal limite dell’area salentina è come la coda di una stella cometa che va a illuminare di rossazzurro la rete giallorossa. Sinistro imparabile, anche per i super-poteri di un Max Benassi che ammira in ginocchio l’affresco dell’argentino. Dopo quasi trent’anni dall’ultima volta il Catania sbanca Lecce. Cantarutti non è più solo…
Il tabellino del match:

LECCE-CATANIA 0-1

LECCE(4-4-1-1): Benassi; Oddo, Tomovic, Esposito, Brivio; Cuadrado, Strasser, Obodo(73'Corvia), Olivera(23'Piatti); Bertolacci; Muriel(85'Ofere). A disp.: Julio Sergio, Ferrario, Grossmuller, Pasquato. All: Eusebio DI Francesco.

CATANIA(3-5-2): Andujar; Izco(75'Barrientos), Bellusci, Legrottaglie, Potenza, Marchese; Almiron, Lodi, Delvecchio(56'Biagianti); Gomez, Bergessio(65'Maxi Lopez). A disp.: Campagnolo, Capuano, Ricchiuti, Catellani. All: Vincenzo Montella.

ARBITRO: Peruzzo di Schio

RETE: Barrientos all’89’