Juve Stabia-Catania 1-2: Un colpaccio in 9 uomini

L'esultanza di Marco Napolioni (con il numero 4) e Alessandro Marzio, con alcuni titoli che celebrano la vittoria rossazzurra

L'esultanza di Marco Napolioni (con il numero 4) e Alessandro Marzio, con alcuni titoli che celebrano la vittoria rossazzurra   Fonte: CalcioCatania.com

Il racconto dell'unica vittoria etnea a Castellammare di Stabia firmata dalle reti di Lorenzo Battaglia e Alessandro Marzio

Castellammare di Stabia, 2 aprile del 2000. Al “Romeo Menti” – impianto dedicato all’attaccante del Grande Torino tra gli scomparsi nella tragedia di Superga del 1949 – Juve Stabia e Catania si giocano tre punti fondamentali nella corsa verso i play-off che conducono in Serie B. In classifica, le due squadre sono separate da appena tre punti: i rossazzurri sono sesti della classe a quota 42 (in compagnia dell’Arezzo), mentre i gialloblu inseguono al settimo posto a quota 39. Uno spareggio a tutti gli effetti che giunge a sei giornate dalla conclusione della regular season. Chi sbaglia, potrebbe dire addio al sogno cadetto. Le vespe di Fausto Silipo (costretto a guardare il match dalla tribuna, per via di una squalifica) sono piene di esperienza e qualità soprattutto dalla cintola in su: Ricchetti, Menolascina, Fresta, il bomber Di Nicola e la regia di Gaetano Fontana (attuale allenatore dei gialloblu) in mezzo al campo. L’Elefante di Gianni Simonelli, ovvero l’ultima creatura forgiata dalla Famiglia Massimino, è reduce da un periodo assai brillante, nel quale ha inchiodato in casa (sempre per 2-1) l’Avellino e la capolista Crotone, con in mezzo il pareggio nella stracittadina contro l’Atletico.

Pronti via il Catania controlla il gioco, mentre lo Stabia prova a pungere con Di Nicola e Fresta. Al minuto 18 il primo episodio chiave: fallo di reazione di Michele Pagano e cartellino rosso sventolato tempestivamente dall’arbitro Dattilo di Locri. Etnei in dieci con ancora 70 minuti da giocare. Gianni Simonelli, l’imperturbabile filosofo campano in sella all’Elefante, non si scompone più tanto e lascia inalterato l’assetto dei suoi, arretrando sensibilmente soltanto Lorenzo Battaglia. Il Catania si difende bene, mentre la Juve non riesce a sfondare. Al secondo minuto di recupero, altro episodio chiave: Davide Di Nicola approfitta di un erroraccio di D’Angelo e da due passi fulmina Gennaro Iezzo portando le vespe in vantaggio. Sotto di una rete e di un uomo il Catania si lustra le zanne ribaltando nel primo quarto d’ora della ripresa il risultato: al settimo Ciccio Passiatore si procura un calcio di rigore che Lorenzo Battaglia trasforma impeccabilmente scagliando la palla alle spalle di Effice; sorpasso completato, sette minuti più tardi, dalla rasoiata di Alessandro Marzio servito splendidamente dal solito Ciccio, al termine di un’azione personale irresistibile. Juve Stabia 1, Catania 2 a trenta minuti dalla fine.

Digerito il contraccolpo per la rimonta subita, le vespe si buttano a capofitto in avanti cercando di pungere in tutti i modi l’Elefante. Nel momento del bisogno, sale in cattedra il portiere rossazzurro Gennaro Iezzo, nativo proprio di Castellammare di Stabia. Davanti alla sua gente il numero uno etneo si esalta particolarmente, compiendo almeno tre interventi miracolosi che salvano il risultato. A rendere ancora più sofferto il finale di gara ci pensa Marco Napolioni – generoso mediano dai grandi polmoni – che rimedia la seconda ammonizione a quattro minuti dal gong. Catania in 9 e tutto arroccato dietro a difesa di una vittoria pesantissima, la prima (e unica) affermazione in terra stabiese. Al triplice fischio di Dattilo di Locri, gli etnei balzano al terzo posto (a 5 punti dalla capolista Crotone) con cinque partite ancora da disputare. Uno scenario di classifica assai invitante, dilapidato incredibilmente nei restanti 450’ di campionato.