Giù le mani dallo stemma del Calcio Catania

  Foto: CalcioCatania.com

Una rivista inglese classifica il logo del Catania al secondo posto tra i 21 stemmi dei club più brutti al mondo

Sabato sera. Mentre sorseggio il mio amaro prediletto m’imbatto occasionalmente in una lettura talmente amara da annullare il godimento generato dall’ambrato nettare.

La rivista inglese Four Four Two in questo articolo classifica il logo del ‘mio’ Catania – fresco di settantesimo compleanno, tra l’altro – al secondo posto tra i 21 stemmi dei club più brutti al mondo.

Secondo, dietro soltanto a quello del Burton Albion (effettivamente, su quest’ultimo, non hanno poi tutti i torti…).

Come se non bastasse, codesta rivista, si pone anche delle domande amletiche al riguardo: “Perché il pallone vintage è così grande? E perché l’elefante cerca di nascondersi dietro uno stemma così piccolo?”.

Provo a dare una risposta a quelle domande. Mi rendo conto che oltremanica sconoscono decisamente la nostra storia.

L’Elefante (maiuscolo), o meglio u Liotru, non si è mai nascosto in vita sua, tantomeno dietro a “uno stemma così piccolo”. Quello, ladies and gentleman, è uno scudo di battaglia, un’arma bianca che serve a parare i colpi bassi che lungo la sua storia ha dovuto schivare. Lui, u Liotru, tiene a sua possente zampa infilata nell’imbracciatura dello scudo e tiene la testa radente al bordo per lo spirito guardingo che ha in corpo. Lo scudo, signori miei, serve ad esaltare il suo spirito guerriero perché lui per sopravvivere deve lottare, sempre.

Il perché del “pallone vintage”. La sfera serve a non dimenticare che si tratta pur sempre di un gioco, il calcio. Vintage, per ricordare agli altri che l’Elefante è nato negli anni quaranta del novecento e che tra le grandi di Sicilia è l’unica a non esser mai fallita. Perché “è così grande”. Semplice, perché a Catania semu abbunnanziusi.

E vi dirò di più. La sagoma è unica nel suo genere. Nell’italico pallone, dove primeggiano gli ovali (Milan, Juventus o Bologna) o i tondini (Inter, Napoli o Livorno) i contorni dello stemma dell’Elefante sarebbero riconoscibilissimi tra centinaia e centinaia di loghi. Un altro pizzico di fantasia, signori. Non dico che il nostro è il più bello al mondo, ma di certo è l’unico forgiato dal dito del vulcano più alto d’Europa, l’Etna. Scusate se è poco, cari i miei lord.