Giovanni Colucci: "Catania-Matera, sfida tra due filosofie agli antipodi"

Bergamelli vs Infantino in un flash della gara dell'anno scorso

Bergamelli vs Infantino in un flash della gara dell'anno scorso  Fonte: CalcioCatania.com

Il punto sulla formazione lucana di Giovanni Colucci, redattore di I Am Calcio Matera, in esclusiva per CalcioCatania.Com

In vista di Catania-Matera, match valido come posticipo della ventiquattresima giornata del Girone C di Lega Pro, in programma questa sera alle ore 20.45 allo stadio “Angelo Massimino”, abbiamo affrontato i temi caldi del pre-partita con Giovanni Colucci di “I Am Calcio Matera”.

Catania-Matera è una partita tra due concezioni di calcio differenti: Pino Rigoli predilige un gioco di rimessa, Gaetano Auteri una manovra corale e fortemente offensiva. Chi avrà la meglio tra i ‘solisti’ rossazzurri e l’orchestra lucana?
“Sarà sicuramente una grande partita. Due filosofie di calcio nettamente agli antipodi, credo che la differenza questa sera la farà il sangue freddo e la concentrazione. Sono partite imprevedibili, sentite, con tanti fattori di cui tener conto. Conterà l'approccio, chi lo sbaglia avrà vita difficile”.

Nonostante la mancanza di nomi di altisonanti dopo ventiquattro giornate il Matera è la squadra più forte di questo campionato. Qual è la vera forza della formazione allestita da mister Gaetano Auteri?
“Lo zoccolo duro della rosa biancazzurra è ben affiatato da anni grazie alla sapiente gestione di patron Columella, dell'ex ds Mariano Fernandez, che ha costituito metà della rosa attuale, e del dg Pino Iodice che ha saputo implementare la rosa senza stravolgere gli equilibri. I nomi altisonanti si costruiscono a suon di prestazioni: uno Iannini, che non ha mai calcato campi oltre la Lega Pro, è sicuramente uno dei migliori centrocampisti della categoria da tre anni a questa parte ed era ambito non a caso da club di caratura come Parma, Lecce o Alessandria. Senza tenere conto che in rosa c'è gente di categoria e più come Marco Armellino, Gianmarco Ingrosso, Giuseppe Mattera, Maikol Negro, Giacomo Casoli, Mirko Carretta, Saveriano Infantino, tutti elementi che hanno calcato campi di serie superiore e che attualmente farebbero comodo a tanti club di cadetteria. Giocatori che singolarmente sanno fare la differenza, ma prima ancora sono uomini in grado di calarsi in un gruppo al servizio del bene comune, prima di pensare alla gloria personale. Non è facile creare un ambiente del genere e saperlo mantenere nel tempo”.

Nella gara di andata, disputata al “Salerno” lo scorso 18 settembre, il Matera prese a pallonate il Catania, fallendo tra l’altro anche un calcio di rigore con Infantino. Quanto e in cosa è cambiata la formazione lucana?
“Credo che il Matera abbia avuto un rendimento sempre costante, grosse differenze non ce ne sono. È cresciuta la convinzione nei propri mezzi e sopratutto si conoscono ancora meglio i propri limiti, fondamentale per lavorare e migliorarsi durante la settimana senza mai sentirsi arrivati. Gaetano Auteri è un maestro nel tenere tutti sulla corda, un tecnico così "maniacale" è un lusso ed è un piacere disquisire delle sue squadre”.

Tra i temi più interessanti del match di questa c’era spicca su tutti Demiro Pozzebon, attaccante strappato dal Catania proprio quando sembrava ormai diretto verso Matera. Un tuo parere al riguardo?
“Ho seguito la trattativa da vicino e, quando era tutto fatto col Matera, la società lucana ha deciso di mollare la presa per non stravolgere gli equilibri di spogliatoio. Una scelta saggia, importante, che rende giustamente merito a chi ha portato il Matera al primo posto sin qui”.

A proposito di calciomercato. Gli arrivi di Tozzo, Bertoncini e Salandria hanno rimpolpato l’organico dei lucani, anche se il rinforzo in avanti non è arrivato. Un giudizio sul mercato del Matera: completo o manca qualcosa?
“Una società che punta in alto deve saper leggere e gestire tutte le situazioni: prendere tanto per prendere sarebbe stato deleterio. A mio avviso Columella e i suoi collaboratori hanno operato un mercato astuto, oculato e intelligente. Hanno completato la rosa con elementi di qualità e di prospettiva: Salandria ed Armeno rinforzano le fasce, Lanini in attacco ha voglia di esplodere, è andato via Piccinni in difesa ed è arrivato un profilo di lusso per la categoria come Bertoncini. Insomma, quel che c'era da fare è stato fatto. Come detto precedentemente, la "ciliegina sulla torta", seppur attesa con trepidazione da tutta la tifoseria, poteva essere deleteria. Anche se, alla luce del nuovo infortunio di Infantino, un profilo di riserva avrebbe fatto comodo”.

Com’è il Catania visto da Matera? Quale giocatore toglieresti dallo scacchiere di mister Rigoli?
“È un Catania forte, con elementi di categoria. Toglierei a Rigoli un giocatore come Mazzarani, anche lui vicinissimo al Matera nei mesi scorsi, e Marchese, elemento di grande esperienza che in questa categoria farebbe la differenza in qualsiasi squadra, a livello di spogliatoio e in campo. Terrei d'occhio anche Baldanzeddu, se sta bene è devastante”.