Ex- Catanzaro-Catania: Il "Sor" Claudio diventa "Sir" Ranieri

Un doppio Claudio Ranieri riprodotto dalle figurine Panini

Un doppio Claudio Ranieri riprodotto dalle figurine Panini  Foto: CalcioCatania.com

Nuovo viaggio nel mondo dei doppi ex passati e presenti con focus sull'ex allenatore del Leicester

TRE PROMOZIONI IN A
Estate 1974. Il Catanzaro, dopo la sparuta apparizione nel campionato di Serie A 1971-72 – il primo della storia dei giallorossi –, si accinge a disputare il terzo campionato di fila in cadetteria. Nel giro di due anni la panchina dei calabresi non ha avuto pace, con ben quattro tecnici in sella, l’ultimo dei quali il catanese Don Carmelo di Bella. Dal Brindisi arriva un giovanissimo Gianni Di Marzio, tecnico trentaquattrenne che porta in dote il premio di “Seminatore d’oro 1971-72”. Parallelamente, dal mercato estivo, giunge un difensore testaccino di appena ventitré anni: si tratta di Claudio Ranieri, terzino destro assai possente cresciuto nel vivaio romanista. È l’inizio di una lunga ed intensa storia d’amore dalla durata quasi decennale. Dopo la sconfitta nello spareggio promozione contro l’Hellas Verona, in quel di Terni, il Catanzaro conquista l’agognato ritorno in Serie A al termine della stagione 1975-76. Altra gioia effimera, conclusa dodici mesi più tardi con un nuovo ritorno in Serie B. Di Marzio saluta Catanzaro per abbracciare il ‘suo’ Napoli, mentre ‘Sor’ Claudio rimane coi giallorossi di Calabria per la stagione del riscatto che arriva puntuale al termine della stagione 1977-78 con la terza promozione in Serie A per le Aquile, la seconda per Ranieri. Seguono altri quattro campionati in massima serie con due semifinali di Coppa Italia conquistate.

Un accigliato Claudio Ranieri nel giorno dei funerali del Presidentissimo 



Nell’estate del 1982, dopo 225 presenze e 6 reti con il Catanzaro Claudio Ranieri si toglie la casacca giallorossa per indossare il rossazzurro del Catania. Ad attenderlo nella panchina etnea, c’è ancora lui: mister Gianni Di Marzio. L’annata è a dir poco entusiasmante e si conclude con la promozione in Serie A, la terza personale per Claudio Ranieri, al termine dei leggendari spareggi contro Como e Cremonese, conquistati proprio nella ‘sua’ Roma a pochi giorni dalla conquista del secondo scudetto della storia della Lupa capitolina. Un sogno bellissimo che si trasforma in incubo nella stagione seguente, la 1983-84. In Serie A il Catania non gira e all’alba di dicembre, dopo la sconfitta di Genova contro i rossoblu, Gianni Di Marzio chiude la sua esperienza catanese nel modo peggiore. Sor Claudio, invece, rimane e…per via dell’infortunio di Mastropasqua lascia la corsia destra per giocare come libero. Nell’estate 1984, a quasi trentatré anni, con 69 presenze e una rete con la maglia dell’Elefante, Ranieri lascia Catania per chiudere la sua carriera di calciatore al Palermo. Ma Catania è nel cuore di Claudio, così come il rispetto e la stima per il Cavaliere Angelo Massimino. Così, nel marzo 1996, a sorpresa, dietro al feretro del Presidentissimo, nel funerale in Cattedrale, spunta la sagoma inconfondibile di un romano brizzolato, nel frattempo divenuto tecnico assai brillante della Fiorentina. Una sagoma che, tra qualche tempo, sarà immortalata sul Murale che colorerà di storia rossazzurra lo stadio "Angelo Massimino". Un gentleman del pallone apprezzato anche fuori dall’italico stivale, ben prima del miracolo Leicester.

EX ATTUALI
Nel match tra Catanzaro e Catania, in programma domenica 2 aprile alle ore 14.30 allo stadio “Nicola Ceravolo”, ci sono anche diversi incroci attuali abbastanza interessanti. Tra i rossazzurri sono cinque i calciatori dal passato catanzarese: il portiere Matteo Pisseri (in giallorosso nella stagione 2012-13 in C1); il mediano Rosario Bucolo (8 presenze dal gennaio al giugno 2008, in Serie C2); il fantasista Andrea Russotto, protagonista a Catanzaro con 14 reti in 78 partite dal 2013 al giugno 2015; dulcis in fundo Diogo Tavares, a segno nella gara di andata al “Massimino” (3-1 per gli etnei, nel pomeriggio del 13 novembre 2016) ma con la maglia dei giallorossi di Calabria. Al Catanzaro per i primi sei mesi della stagione corrente prima del passaggio in prestito all’ombra dell’Etna ufficializzato a gennaio. Tra i giallorossi, invece, figura il difensore Matteo Patti, nato a Catania l’8 giugno 1984. Tantissime le casacche indossate dal difensore etneo – Ancona, Acireale, Avellino, Casertana, Ischia, Martina, Arzanese, Manfredonia, Chieri, Brindisi, Sandonà e Santegidiese – ma mai quella della squadra della sua città: al Catanzaro dal gennaio 2016.

Giorgio Corona, bandiera catanzarese 



MI RITORNI IN MENT…EX
Classica panoramica finale dedicata ai doppi ex del passato. Tra i pali figurano anche Massimo Mattolini (in Calabria tra il 1978 e il 1982, in Sicilia nel finale 1986-87), Enrico Nieri (al Catania nel 1988-89, al Catanzaro nel 1990-91), Mario Paradisi (al Catanzaro nel 1983, al Catania dal 1989 al 1992) e Luca Anania. Nel reparto arretrato trovano posto: Mario Miltone, Sergio Rossetti (due presenze nel Catania negli anni sessanta), Giuseppe Sabadini (111 presenze tra il 1978 e il 1983 in giallorosso), Fortunato Torrisi (a Catanzaro come tecnico), Andrea Salvadori, Massimo Gregori, Alessandro Cicchetti, Alessandro Del Grosso, Nicola Diliso, Luca Ceccarelli e Loris Bacchetti. Cospicuo anche l'elenco dei centrocampisti: Lido Nelli, Franco Ermini (giallorosso nel 1982-83, rossazzurro nel 1984-85), Piero Braglia, Maurizio Raise, Leo Vanzetto, Maurizio Pellegrino, Dino Di Julio, Umberto Brutto (catanzarese e bandiera dei giallorossi, nel Catania protagonista con Cucchi in panchina), Sergio Quinto Campolo, Totò Criniti, Davide Cordone, Gennaro Delvecchio, Salvatore Miceli, Sergio Agatino Garufi (giarrese classe 1995, prodotto del settore giovanile etneo), Giuseppe Russo (11 presenze e una rete nella stagione 2005-06), Ivan Castiglia ed Emiliano Tortolano.

Vincenzo Guerini, apprezzato tecnico lombardo 



In attacco ritroviamo: Ettore Brossi (calciatore anni trenta), Giorgio Girol (14 reti in rossazzurro dal 1966 al 1969), Giovanni Fanello (calabrese di Pizzo Calabro, in rossazzurro 13 reti in 55 gare), Aquilino Bonfanti (100 presenze e 27 reti, tra il 1969 e il 1972), Claudio Piccinetti, Carlo Borghi, Tommaso De Carolis, Lorenzo Intrieri, Roberto Manca, Luca Lugnan, Giorgio Corona e Vito Falconieri. Tanta roba tra gli allenatori. Il catanese Carmelo Di Bella: al Catania come giocatore e soprattutto come tecnico; al Catanzaro nella stagione 1966-67 e nel 1974. Gennaro Rambone: al Catanzaro sia come calciatore (153 presenze e 50 reti tra il 1956-59 e il 1960-62) che nelle vesti di allenatore (stagione 1991-92); al Catania come tecnico a più riprese nel corso degli anni settanta e ottanta. Tra gli anni ottanta e novanta ecco i vari Giovanni Battista Fabbri, Antonio Renna, Bruno Pace, Pietro Santin e Franco Gagliardi. In conclusione, ecco Vincenzo Guerini, vicino alla promozione in A coi giallorossi nella stagione 1987-88, in rossazzurro nella C1 edizione 2000-01 e nella parte finale del campionato cadetto 2002-03.