ESCL-Bastrini: "Giocare al Massimino è stata una grande emozione"

Alessandro Bastrini a Francavilla Fontana.

Alessandro Bastrini a Francavilla Fontana.  Fonte: Nino Russo

In esclusiva le considerazioni di Alessandro Bastrini in seguito alla cessione che lo ha costretto a dire addio al Catania.

Intervistato in esclusiva ai microfoni di calciocatania.com, il difensore centrale, ex pedina della retroguardia rossazzurra ceduto pochi giorni fa a titolo definitivo alla Cremonese calcio, si racconta e ci racconta le sue emozioni esprimendo il suo rammarico, dettato da un addio inaspettato.

"Questa è stata una partenza inaspettata anche per me, perché il progetto iniziale prevedeva 3 anni di contratto. A Catania mi son trovato benissimo e sinceramente speravo di rimanere il più possibile. Ho girato veramente tanto ma questa è stata una delle piazze dove mi sono trovato meglio. Ho raggiunto un buon feeling con la gente, con i miei compagni e con la stessa società. Quando ho iniziato non ero nelle migliori condizioni, il mio percorso non è stato tra i più semplici a causa dell'infortunio dal quale arrivavo. I miei problemi fisici non mi hanno permesso di scendere in campo per parecchi mesi e chiaramente hanno condizionato il mio campionato. La società nonostante questo mi ha sempre supportato e dimostrato tanto affetto: tutti i dirigenti mi hanno fatto sentire importante nonostante in quel periodo giocassi poco. Credo che fondamentalmente questo aspetto sia stato quello predominante nella mia scelta di iniziare un qualcosa con il Catania. In questi ultimi sei mesi ho avuto modo di intrattenere dei rapporti con la nuova dirigenza, da Lo Monaco ad Argurio, i tecnici ed i vari collaboratori. Con loro, soprattutto con il direttore, ho legato tanto: quando sono giunto ai saluti, le sue parole mi hanno fatto molto piacere, ci siamo lasciati con affetto e con un abbraccio. L'ho ringraziato per esserci stato, lui è un uomo dalla forte personalità, mi ha dato sempre tanti consigli che io da parte mia ho sempre cercato di seguire. Questa però è la mia carriera per cui le varie cessioni sono all'ordine del giorno".

"Negli ultimi periodi non ho reso al meglio, non so quale sia il motivo di questo mancato rendimento, non penso derivi da scelte tecniche inadeguate o dal mancato feeling con qualche mio compagno. Credo che principalmente quando un giocatore non riesce a rendere al 100% la colpa sia solo sua. Nonostante ciò mi sono sempre allenato al massimo, avrei voluto rendere al meglio e mi dispiace di non essere riuscito a dimostrare il mio vero valore. Probabilmente la mia condizione fisica, non precisamente al top, ha inciso parecchio condizionandomi nella preparazione alla partita".

"Molti dicono che giocare a Catania non sia facile ma io credo che tutto dipenda dalla propria personalità. Personalmente a me piaceva il contesto e l'importanza che ci veniva data. Scendere in campo al Massimino mi emozionava tanto e mi dava sempre quel qualcosa in più. Catania è stata davvero una delle piazze migliori in cui ho giocato e penso che non sia difficile adeguarsi ad un contesto cosi grande e coinvolgente. E' chiaro che chi soffre un po' di più la pressione ha maggiori difficoltà di adeguamento. Giocare in casa con quel pubblico era davvero bello, probabilmente solo in serie A ti capita di rapportarti con un contesto ed una tifoseria cosi grande. Credo che quest'ultimo aspetto sia un importante vantaggio per una squadra. Per tale motivo è anche normale ci siano cosi tante ambizioni, bisogna giocare per vincere ed io mi auguro che i miei ex compagni riescano a superare le difficoltà delle trasferte. Giocare fuori casa non è mai semplice, pesa l'assenza dei tifosi ma soprattutto non sai mai quali siano le condizioni del terreno di gioco".

"Ringrazio tutti i tifosi, perché mi hanno sempre dimostrato grande affetto, andare via è stata una cosa complicata ma a loro dico di continuare cosi, di sostenere questo gruppo in ogni circostanza. So che è una grande sofferenza vedere il Catania in Lega Pro ma rimanendo uniti le difficoltà si superano. Questa è secondo me la tifoseria per eccellenza, che ha più passione di tante altre piazze fin'ora vissute".