Da Di Bella a Di Marzio, da Novellino a Marino: la lunga panchina di Catania-Palermo

Pasquale Marino: passato rossazzurro, futuro rosanero

Pasquale Marino: passato rossazzurro, futuro rosanero  Foto: CalcioCatania.com

Da qualche ora il tecnico marsalese è il nuovo mister del Palermo. Quanti incroci lungo la A19...

Da Sonetti a Zenga...
Da qualche ora Pasquale Marino, protagonista a Catania sia da calciatore (promozione in C2 nel 1994-95) che come allenatore (promozione in A nel 2005-06), è il nuovo tecnico del Palermo per la stagione 2019-20. Un accordo, dalla durata biennale, che prolunga la già corposa lista di tecnici che negli anni si sono accomodati sulle panchine di Catania e Palermo. Un elenco nel quale spicca su tutti il compianto Don Carmelo Di Bella. Nato a Catania (il 30 gennaio del 1921), scomparso a Palermo (il 9 settembre del 1992), Di Bella ha legato la propria vita, da calciatore prima e da allenatore poi, alle due squadre siciliane, con diversi addii e ritorni da una sponda all'altra dell'isola. Vittorie, promozioni, salvezze, retrocessioni, gioie e dolori in un mix tutto rossazzurro-rosanero. Posto importante anche per Nicolò Nicolosi, palermitano di Lercara Friddi, allenatore del Catania (dopo esserne stato anche calciatore) negli anni quaranta e cinquanta; sulla panchina rosanero per parte della stagione 1954-55. Sempre negli anni cinquanta trova spazio anche Fioravante Baldi, allenatore del Catania che sfiorò la promozione in massima serie nella stagione 1952-53. Qualche stagione più tardi, nel 1960-61, l’approdo sulla panchina palermitana: stagione tribolata, costellata dalle staffette con Pasquale Morisco e Eliseo Lodi, conclusa con la promozione in A. Altra promozione, stavolta sul versante orientale, quella conseguita da Gianni Di Marzio al termine del campionato cadetto 1982-83. Il tecnico campano, attuale consulente dei rosa, guidò il Palermo nella parte finale della stagione 1991-92, conclusa con la retrocessione in C1.

Walter Zenga alla guida del Catania 



Durante gli anni catanesi di Di Marzio il tecnico rosanero è Antonio "Mimmo" Renna, che siederà sulla panchina etnea nella stagione 1984/85, quella immediatamente successiva alla retrocessione dalla massima serie. Sul finire degli anni ottanta trova posto Pino Caramanno, palermitano di Piana degli Albanesi. In rosanero una promozione in C1 (nel 1987-88), in rossazzurro un onorevole sesto posto in terza serie (nel 1991-92) al termine di un’annata travagliata. Ad inaugurare gli anni duemila ci pensa il ‘sergente di ferro’ Nedo Sonetti, giunto sia a Palermo che a Catania da subentrante: in rosanero al posto di Daniele Arrigoni (nel 2002-03), in rossazzurro per Maurizio Costantini (nel 2004-05). Doppio esonero per Silvio Baldini: silurato da Zamparini (con i rosanero in piena lotta per la A, nel gennaio 2004) a causa di alcune incomprensioni proprio col presidente rosanero; al Catania per buona parte della stagione 2007-08 prima di essere sostituito da Walter Zenga. Ampiamente positiva l’esperienza catanese dell’Uomo Ragno, contraddistinta da due salvezze consecutive in massima serie ed impreziosita dal rotondo 4-0 rifilato al Palermo al “Barbera” il primo marzo 2009. Decisamente da dimenticare l’esperienza palermitana, conclusa a novembre con l’esonero dopo il pari interno col Catania di Atzori. Chiudono la carrellata Stefano Colantuono (al Catania nella stagione 2003-04), Giuseppe Sannino e Walter Novellino, quest’ultimo tecnico dei rosanero dal 9 marzo all’11 aprile 2016, al Catania per parte della stagione che si è appena conclusa.

Walter Novellino alla guida del Catania 



Cambi diretti: da Biagini a Ranieri, da Lugnan a Silvestre
Nella concezione dei ‘romantici’ l’eventualità che un proprio beniamino possa indossare la casacca della squadra rivale è pressoché inaccettabile. Ancor di più se quel calciatore passa dall’altro lato della barricata a distanza di qualche mese. Tuttavia, nella storia di Catania e Palermo ci sono stati diversi passaggi ‘diretti’. In epoca ‘preistorica’ troviamo Ferruccio Bedendo (dal Catania al Palermo nel 1937) e Nello Tedeschini, che passarono dal Catania al Palermo rispettivamente nel 1937 e nel 1940. Negli anni cinquanta e sessanta, troviamo Ferruccio Santamaria (dal Palermo al Catania nel 1952), Elio Grani (dal Catania al Palermo nel 1962), Graziano Landoni (dal Catania al Palermo nel 1966) e soprattutto Alvaro Biagini, diventato rossazzurro nell’estate 1959 dopo quattro anni di rosanero. Dopo la pausa degli anni settanta, a metà degli anni ottanta spicca il nome di Claudio Ranieri che dopo una promozione in A col Catania – seguita da un’amarissima retrocessione – decide di vestirsi di rosanero nell’estate 1984. Qualche anno più tardi, nel 1987, è la volta di Orazio Sorbello fare il tragitto inverso. All’alba degli anni novanta troviamo Luca Cecconi e Maurizio Spigarelli, dal rossazzurro al rosanero rispettivamente nel 1991 e 1992. Cinque anni più tardi, nell’estate 1997, tocca al difensore Angelo Tasca salutare l’Occidente per trasferirsi in Oriente. Nella seconda parte del 1999, a pochi mesi distanza dalla promozione in C1 con Piero Cucchi, due pezzi di quella squadra sbarcano a Palermo: Luca Lugnan (in rete contro il Catania nel derby de “La Favorita”) e Alessandro Cicchetti. Infine, la raffica degli anni duemila, inaugurata nella tarda estate del 2007 dal rumoroso passaggio in rosanero di Fabio Caserta. Destino insolito per il centrocampista calabrese, due volte in rete nel derby di Sicilia ma con due maglie diverse. Nel gennaio 2009 Ciro Capuano – autore nel dicembre 2006 della rete numero 700 del Palermo in serie A – lascia il rosanero per vestire il rossazzurro. Pochi mesi più tardi, come detto in precedenza, Walter Zenga decide di abbandonare i panni di ‘Walter One’ per indossare quelli di ‘Coach Z’, con risultati tutt’altro che soddisfacenti. Nell’estate 2011 l’argentino Matias Slivestre, fino a quel momento capitano del Catania, sposa la causa rosanero: al Catania sette milioni più mezzo cartellino di Davide Lanzafame. Infine, nell’autunno del 2012, dopo la brevissima parentesi al Genoa, tocca a Pietro Lo Monaco percorrere (senza grosse fortune) la già battuta A19.

Mascara e Silvestre, entrambi con un passato rosanero 



Mi ritorni in ment...Ex
Ampia carrellata finale con gli altri ‘doppi ex’ di Catania e Palermo. Prima in rossazzurro, poi in rosanero è il caso di Antonino Barraco, Giancarlo Cadè, Valerio Majo, Bortolo Mutti (attaccante del Catania negli anni settanta, allenatore del Palermo negli anni duemila), Michele Paolucci (appena sei mesi nel 2011), Mario Paradisi, Angelo Pereni, Giuseppe Testa, Davide Possanzini, Roberto De Zerbi (tecnico dei rosanero qualche annetto fa) e Giuseppe Bellusci

Percorso inverso per Mariano Andujar, Sebastiano Alicata (attaccante anni sessanta, prima al Palermo e poi al Catania), Mario Sernagiotto, Lorenzo Barlassina (settanta presenze nel Palermo, oltre 160 nel Catania), Lorenzo Battaglia, Pier Paolo Bresciani, Mirco Brilli, Edgar Junior Çani, Massimo Cicconi (in rete per il Catania nel 5-1 dei rosa nel 2000-01), Totò Criniti, Jeda, Giorgio Lucenti, Mariano Marchetti, Giovanni Martusciello (due reti ai rosanero nel 3-3 del 2003), Giuseppe Mascara (in rete al “Barbera” in due occasioni, una delle quali il memorabile tiro al volo da centrocampo nello 0-4 del 1° marzo 2009), Giovanni Orfei, Antonio Mazzotta (cresciuto nel settore giovanile rosanero, al Catania dal gennaio al giugno 2015, nuovamente al Palermo dalla scorsa stagione), Walter Pontel, Pietro Tarantino, Giacomo Tedesco, Christian Terlizzi (anche lui a segno al "Barbera" con la maglia degli etnei), Gaetano Troja, Salvatore Vullo, Bruno Pace, Edy Reja (al Palermo da calciatore, a Catania come tecnico), Luca Atzori (vedi Reja) e Luigi Valsecchi. In chiusura citazione per Pietro Lo Monaco, attuale amministratore delegato del Catania, in rosanero per parte della stagione 2013-14 conclusa con la retrocessione de Palermo in B.

Roberto De Zerbi, ex calciatore rossazzurro ed ex tecnico rosanero 



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