Ciccio, il Guerriero rossazzurro al "Nobile" di Lentini

Ciccio Mignemi, guerriero rossazzurro sempre presente

Ciccio Mignemi, guerriero rossazzurro sempre presente  Foto: Nino Russo

L'ultimo incontro con Ciccio Mignemi, grande tifoso del Catania e frequentatore del Muro.

Un pomeriggio di marzo ho incontrato un Guerriero a Lentini. Era lì, proprio tra i gradoni di cemento dell’ “Angelino Nobile”, mescolato fra i cugini lentinesi ed i fratelli catanesi. Era lì, senza armatura, con la sua sciarpetta rossazzurra al collo, ad impartire (inconsapevolmente) lezioni di vita su come bisogna combattere sempre, in qualunque situazione. Era lì, a seguire la sua squadra del cuore nonostante fosse impegnato in una delle battaglie più difficili che un uomo possa incontrare sul proprio cammino sulla terra.

Non eravamo amici, anche se in passato avevamo avuto modo di parlare e di stare seduti allo stesso tavolo, fianco a fianco, parlando di una promozione in A sempre più vicina. Amicizia è una parola importante, della quale non si può abusare. Non eravamo amici, potrei ripeterlo all’infinito, ma con orgoglio posso affermare di averlo conosciuto. Conoscevamo poco l’uno dell’altro. Quel poco, però, era più che sufficiente. Era un legame sottile, di quelli invisibili che ti legano a più persone per una vita intera: l’amore per gli stessi colori, il rosso della lava dell’Etna e l’azzurro del mare.

Aprile 2006, quarto compleanno di CalcioCatania.Com 



Non ci vedevamo da anni, chissà quanti. Non ricordo se l’ultima volta fosse stata in quella cena dell’aprile 2006 o in qualche trasferta affrontata insieme quasi per caso. Di certo, però, ricordo e ricorderò per sempre i suoi occhi buoni, il suo sguardo da combattente impavido, in quel nostro ultimo incontro avvenuto sui gradoni del “Nobile”, ad un’ora scarsa dal fischio d’inizio della gara dello scorso 11 marzo.

Da allora, da quel giorno, ogni volta che percorro l’autostrada verso Siracusa, alla lettura dell’uscita per Lentini associo il nome di Ciccio Mignemi, Guerriero rossazzurro al “Nobile”.

Era lì, lo ritroveremo ancora lì. Con il cuore.