Catania, quando il gol è di...rovesciata

L'acrobatica rovescia di Calaiò al Varese nel novembre 2014

L'acrobatica rovescia di Calaiò al Varese nel novembre 2014  Foto: Nino Russo

Da Cantarutti a Fornito, da Serafini a Mascara, da Calaiò a Maxi Lopez: le immagini delle indimenticabili rovesciate rossazzurre

“Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egisto scatta, tra lui ed il portiere c'è solo Carlo Parola; l'attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un'ovazione accompagna la prodezza di Parola”. Con queste parole cariche di passione, il giornalista freelance Corrado Banchi, immortala il prodigioso intervento aereo del difensore bianconero, Carlo Parola, compiuto al minuto numero 80 della gara tra la ‘sua’ Juve e la Fiorentina disputata il 15 gennaio 1950 a Firenze. Un’immagine inconfondibile, divenuta simbolo dell’album Calciatori delle figurine Panini. La rovesciata è un gesto atletico in grado di infiammare ogni platea, più di un colpo di tacco o di una rete su calcio di punizione. La recente rovesciata di Giuseppe Fornito, capace di colpire per ben due volte la traversa del Foggia, ha riportato alla mente altri 'colpi' simili che hanno emozionato il pubblico catanese.



La ‘madre’ di tutte le rovesciate dell’Elefante risale all’amarissima stagione 1983-84 e porta con sé tanta rabbia ed incredulità per uno scippo che, a distanza di tanti anni, brucia ancora come una ferita mai cicatrizzata del tutto. E’ il 12 febbraio 1984 quando l’arbitro romano, Vittorio Benedetti, su prezioso ‘suggerimento’ del milanista Franco Baresi (con il braccio sinistro alzato in bella mostra), decide di annullare inspiegabilmente la meravigliosa rovesciata di Aldo Cantarutti, scoccata dopo uno stop di petto e un delizioso palleggio aereo.



Vent’anni più tardi, il 23 gennaio 2005 contro l’Arezzo al “Massimino”, è toccato a Matteo Serafini bagnare nel miglior dei modi l’esordio con la casacca del Catania. Perfetto traversone di Marco Padalino, il pendolino svizzero, è destro volante di prima intenzione del neo rossazzurro per uno dei gol più belli della storia del calcio catanese.



Sempre nella stessa porta, quella sita sotto la Curva Nord, Giuseppe Mascara regala alla platea etnea l’ennesima perla che stende l’Empoli nel recupero del 24 gennaio 2007, proiettando il Catania in piena zona Champions League.



Tra le rovesciate più belle, anche se inutile ai fini del risultato finale, bisogna menzionare quella di Maxi Lopez nella sconfitta di Livorno (ininfluente ai fini della salvezza firmata da Mihajlovic) nell’aprile 2010.



Nell’esperienza catanese di Sebastian Leto, conclusa con 41 presenze, 5 reti e qualche cartellino rosso di troppo, risalta tra tante giornate nere la gemma regalata nel match casalingo contro la Sampdoria della stagione 2013-14.



E che dire del gol di Emanuele Calaiò al Varese nel novembre 2014? Sinistro al volo nel cuore dell’area varesina e palla in rete alle spalle di Elia Bastianoni, futuro portiere degli etnei.



Tra tanto rossazzurro c’è spazio anche per gli avversari. Il 18 ottobre 2008, al “Massimino” in occasione di Catania-Cagliari, l’acrobazia del cagliaritano Daniele Dessena riporta temporaneamente il risultato in parità, scatenando gli applausi sponatanei dello sportivo pubblico di Catania.



Conclusione con l’italo-argentino Daniel Pablo Osvaldo, in rete in Roma-Catania dell’agosto 2013, proprio nel giorno del ritorno di Zdeněk Zeman sulla panchina romanista.