Catania piange la scomparsa di Giorgio Michelotti

Giorgio Michelotti, il quarto in piedi da sx.

Giorgio Michelotti, il quarto in piedi da sx.   Fonte: CalcioCatania.com

Il terzino destro del Catania di Marcoccio e Di Bella si è spento all'età di 81 anni.

L'intera comunità di CalcioCatania.Com piange la scomparsa di Giorgio Michelotti, terzino destro che ha militato ininterrottamente nel Catania per ben sette stagioni tra il 1959 ed il 1966. Nato a Bengasi (Libia), il 20 gennaio 1936, cominciò la propria carriera nelle giovanili del Viareggio, per poi esordire nel professionismo con la Lanerossi Vicenza, in Serie A, nel corso della stagione 1956/57. Dopo un biennio al Como, fu tra i primi acquisti del Catania targato Marcoccio.

Il commissario straordinario, insediatosi il 16 marzo 1959, nell'estate successiva forgia la squadra che, affidata a Di Bella, compirà il doppio miracolo (promozione in A e lunga permanenza in massima serie). Michelotti diviene un perno di quella formazione, fungendo da titolare nel ruolo di terzino destro nei primi due anni della propria esperienza alle falde dell'Etna. Vive quindi da protagonista la partita del "Clamoroso al Cibali" del 4 giugno 1961: molti anni dopo, in un'intervista a "La Gazzetta dello Sport", dichiarerà: "Qualche giorno prima della partita vennero i dirigenti ad offrirci un premio doppio se avessimo lasciato vincere l’Inter. Ci alzammo tutti in piedi: 'No, ci dispiace. Ce la giochiamo'. E giocammo alla morte", per poi aggiungere "Facchetti era così confuso da sbagliare spogliatoio a fine partita".

Nelle tre stagioni successive il difensore viene messo in disparte da Di Bella, che gli preferisce i vari Alberti, Giavara e Lampredi, ma con grande professionalità aspetta il suo momento e quando Don Carmelo nella stagione 1964/65 ha bisogno di un uomo d'esperienza che colmi le lacune dell'organico al centro della difesa, il buon Giorgio risponde presente e riconquista un posto nell'undici base.

Dopo lo sfortunato campionato del 1965/66, culminato con la retrocessione in B, Michelotti saluta Catania. E' però un arrivederci e non un addio: nella stagione 1981/82, quando alla società etnea, nel frattempo passata nelle mani di Angelo Massimino, serve un tecnico che possa accomodarsi pro forma in panchina a causa dei sopraggiunti limiti d'età di Guido Mazzetti, la scelta ricade su di lui. L'idillio, però, dura soltanto cinque giornate. Ma la città di Catania resta nel destino dell'ex difensore: è proprio qui che oggi, 21 agosto 2017, si è spento all'età di 81 anni. In totale, Michelotti ha collezionato 128 presenze con la casacca dell'Elefante.

IL CATANIA CHIEDE L'AUTORIZZAZIONE PER LUTTO AL BRACCIO E MINUTO DI SILENZIO
"Il Calcio Catania piange la scomparsa di Giorgio Michelotti, tra i difensori più rappresentativi nella storia rossazzurra, legato da grande affetto ai nostri colori sociali ed alla nostra città, nella quale ha scelto di vivere gran parte della sua vita. Michelotti, nato a Bengasi il 20 gennaio 1936, giunse a Catania nell'estate del 1959 e fu, giocando 37 gare su 38, tra i grandi protagonisti della nostra seconda promozione in Serie A. In seguito, dal 1960 al 1966, il forte difensore collezionò ben 76 presenze nell'Olimpo del calcio italiano, rivelandosi così tra i principali artefici delle fortune del brillante Catania ammirato negli anni del "Clamoroso al Cibali". Da allenatore, Michelotti fu chiamato alla guida della squadra dell'Elefante nella stagione 1981/82.
La dirigenza del Calcio Catania richiederà alla Lega Italiana Calcio Professionistico l'autorizzazione per apporre la fascia lutto al braccio dei rossazzurri, in occasione di Catania-Racing Fondi, e dedicare al formidabile terzino un minuto di raccoglimento, prima del fischio d'inizio. Alla famiglia Michelotti, giungano le sincere condoglianze del nostro club."