Catania, da Matera a Matera: viaggio all'inferno in 952 giorni

Andrea Di Grazia in azione a Matera, proprio nel giorno del debutto in rossazzurro

Andrea Di Grazia in azione a Matera, proprio nel giorno del debutto in rossazzurro  Foto: Nino Russo

Il 20 settembre 2015, proprio a Matera, iniziava il cammino del Catania in terza serie. All'interno le immagini della gara.

Poteva essere l’ultima
Il calendario e il nostro caro amico Vico ci avevano provato. Poteva essere l’ultima trasferta in questa dannata Serie C. Ultima tappa di un lungo e tortuoso percorso iniziato proprio nello stesso terreno di gioco, nell’uggioso pomeriggio del 20 settembre 2015. Poteva essere l’ultima trasferta, ultimo ostacolo prima del rientro in cadetteria dalla porta d’ingresso. Poteva esserlo – teoricamente potrebbe ancora esserlo, anche se le percentuali di riuscita sono talmente basse che conviene pensare ad altro – ma una serie di passi falsi nei momenti topici della stagione, non ultimo il K.O. casalingo contro il Trapani, sicuramente prolungheranno questo viaggio nell’inferno calcistico dal quale sembra non esserci via d’uscita. Da Matera a Matera, è iniziato lì e poteva finire proprio lì, domenica 29 aprile 2018, a 952 giorni di distanza dall’1-0 rossazzurro firmato da Fabio Scarsella, centrocampista dal vizio del gol che da gennaio fa le fortune del Trapani. Da Matera a Matera, due anni e mezzo più tardi, camminando scalzi sui sassi che bruciano come tizzoni ardenti.

Tifosi rossazzurri presenti a Matera 



Di corsi e ricorsi ne abbiamo parlato spesso e volentieri, così tanto che a volte ci lasciamo cullare dalla suggestiva idea che tutto quello che crediamo di scrivere in verità si già stato scritto da altri dentro di noi. In queste ultime settimane, più delle altre, il “mio” amico Giambattista è stata presenza costanze. Dietro ogni giornata di campionato c’era anche lui. Man mano che il traguardo si avvicinava, così come la concreta possibilità di conquistare il primo posto, quell’idea suggestiva diventava sempre più concreta. Da Matera a Matera, il luogo perfetto per chiudere quel cerchio di sofferenze, umiliazioni (Melfi, Ischia, Monopoli, Martina Franca) e talvolta di vittorie (dieci in questa stagione, così come accaduto nel 1947-48!) e giornate di gloria. Difficilmente sarà l’ultima. Bisognerebbe che il Lecce si suicidasse nelle ultime due giornate, conquistando al massimo due punti contro Paganese in casa e nella trasferta di Monopoli, che il Trapani non facesse bottino pieno con Monopoli (ancora i gabbiani!) e Cosenza e che il Catania conquistasse la “undicesima” proprio sui sassi per poi battere in casa il Rende. È stato un campionato pazzo, pieno di sorprese e colpi di scena, ma a 180 minuti dalla fine un epilogo simile appare fantascienza. Matera non sarà l’ultima trasferta nell’inferno – si spera lo sia Pescara tra un mese abbondante – di certo, però, è stata la prima, quella del ritorno in campo dopo i fattacci de “I Treni del Gol”, di uno scandalo che ha scaraventato in terza serie l’Elefante senza mai capire come siano andate effettivamente le cose. Il ricordo, di quel pomeriggio lucano, è nitidissimo, come se fosse ieri.

La formazione del Catania scesa in campo a Matera il 20 settembre 2015 




In porta il maglione rosso di Liverani; in difesa Tino Parisi con la fascia di capitano insieme a Bacchetti, Pelagatti e Leo Nunzella; a centrocampo Castiglia, Agazzi e Scarsella; in attacco Russotto, Calil e il catanese Andrea Di Grazia, all’esordio con la maglia dei “grandi” dopo la lunga trafila con le giovanili; in panchina mister Pippo Pancaro. Finisce uno a zero per il Catania, in dieci nell’ultimo quarto d’ora per via dell’espulsione di Russotto, con quest’ultimo che aveva sfiorato il raddoppio colpendo un palo clamoroso. Sofferenza, cartellini rossi e legni a dir di no: quanto è dura sta Serie C. Matera, poteva essere l’ultima trasferta nell’inferno. Chissà che non lo sia davvero, almeno in campionato…