Catania-Taranto 0-0: le pagelle rossazzurre

Pozzebon non trasforma la grande palla gol del match.

Pozzebon non trasforma la grande palla gol del match.  Foto: Nino Russo

Non convince il modulo varato da Petrone e in particolar modo la prova dell'intero pacchetto offensivo.

Pisseri voto 6,5: Esce in modo un po' azzardato al 36° in occasione di un calcio piazzato battuto dagli ospiti, ma si riscatta a fine primo tempo quando devia sulla traversa l'insidiosa punizione calciata da Lo Sicco. Per il resto il Taranto lo impegna con fiacchi tiri dalla distanza che gli fanno il solletico.

Parisi voto 6: Nel primo tempo è molto pimpante ed aggressivo, non concede un attimo di tregua al dirimpettaio Paolucci e si sovrappone spesso senza ricevere però adeguata considerazione da Di Grazia. Nel secondo tempo cala fisicamente, perde un po' di lucidità, e rimane bloccato nella propria metà campo.

Drausio voto 6: Giornata di vacanza per lui, dal momento che Ciullo fa agire l'unica punta Magnaghi dalle parti di Marchese, mentre propenso all'uno contro uno in marcatura. Al 14° una sua gran botta di destro in area, da posizione defilata, chiama Maurantonio alla respinta in angolo.

Marchese voto 6: E' lui che rimpiazza per posizione e compiti Bergamelli. Riesce a tenere botta ma ogni tanto patisce il fisico di Magnaghi e l'agilità degli esterni avversari (Potenza prima e Viola poi) che si aggirano dalle sue parti. Con generosità, specie nel finale, si butta in avanti per cercare di effettuare cross a beneficio dei compagni, dimostrando che il ruolo di difensore centrale gli sta stretto.

Djordjevic voto 6: L'unico spunto degno di nota è il calcio di punizione guadagnato in posizione interessante al 20° dopo una finta. Per il resto si limita all'ordinaria amministrazione e non riesce ad incidere.

Scoppa voto 6: Rispetto alla gestione Rigoli gioca qualche metro più avanti e cerca di smarcarsi per ricevere il pallone. Ma dai suoi piedi parte un solo lancio smarcante per Russotto, al minuto numero 12. E' fondamentale il suo intervento ostruzionistico che al 44° gli costa un cartellino giallo ma al contempo stoppa un pericolo contropiede avversario. Esce un quarto d'ora dopo l'inizio del secondo tempo.
dal 61° Bucolo voto 6: Commette un'ingenuità al 67°, quando si becca un giallo per fermare Magnaghi che era partito verso la porta difesa da Pisseri dopo avergli strappato il pallone. Per il resto lotta con la sua consueta grinta in mediana e prova a dare il suo contributo per far ripartire l'azione.

Biagianti voto 6,5: Utilizzato prevalentemente come frangiflutti davanti alla difesa, sbaglia tantissimi passaggi, ma recupera moltissimi palloni, e nel finale gioca col piglio del trascinatore, provando a spronare i compagni.

Di Grazia voto 4,5: Prova assai incolore del talento di San Giovanni Galermo, che eccezion fatta per qualche serpentina estemporanea e inefficace, non riesce a creare superiorità numerica e occasioni, ma soprattutto ha la colpa di non trovare la dovuta intesa sia col compagno di fascia (Parisi) che con gli altri componenti dell'attacco.

Mazzarani voto 4: Per la prima volta viene schierato in quello che dovrebbe essere il suo ruolo naturale ma offre ancora una volta una prova incolore. Quando si abbassa per ricevere il pallone, non riesce mai a sterzare, puntare la porta e trovare la giocata per smarcare Pozzebon; anzi, nella maggior parte dei casi finisce per restituire il pallone al centrocampo o addirittura alla difesa.
dal 61° Tavares voto 6: Il suo movimento aiuta Pozzebon a trovare maggiori spazi nell'area avversaria, per il resto non lascia tracce significative.

Russotto voto 5,5: Nel primo tempo è il più pimpante del quartetto offensivo. Va vicino al gol al 17° e soprattutto al 28° quando non approfitta di un pasticcio della difesa ospite. Poi, nonostante diversi tentativi, non riesce più a rendersi pericoloso sulla fascia sinistra.
dal 78° Barisic voto 6: Non sembra avere le idee chiare, attacca un po' alla rinfusa ma almeno riesce a far arrivare un paio di palloni interessanti agli attaccanti appollaiati in area di rigore.

Pozzebon voto 5: Ingiudicabile per quasi tutto il match, durante il quale perde parecchie energie nei duelli coi suoi marcatori ma non riceve un solo pallone nei pressi della porta avversaria, finisce col divorare l'unica grande occasione della partita, facendosi murare da Maurantonio all'85°.

All. Petrone voto 5: E' ancora presto per dire se la sua filosofia tattica sia o meno adatta a questa squadra, e ci auguriamo che il tempo che serve ai giocatori per assimilarla, a costo di lasciare punti importanti per strada, venga poi ripagato. Ma se dobbiamo giudicare quanto visto oggi, non possiamo far altro che puntare il dito contro la mancanza di legame tra i reparti e di intesa tra gli stessi giocatori, che ha pregiudicato la coraggiosa scelta di giocare con quattro elementi posti a presidio costante della metà campo avversaria.

TARANTO voto 7,5: La cura Ciullo sta rigenerando una squadra che sembra ben altra cosa rispetto a quello del girone d'andata. Non che sia cambiata la filosofia, sempre improntata al catenaccio e al contropiede, ma adesso la difesa pugliese è decisamente meno fragile, concede davvero poco, e Magnaghi là davanti, solo soletto, fa un gran lavoro, agevolando eventuali capovolgimenti di fronte.

Arbitro Camplone voto 5,5: Qualche scelta discutibile che però non condiziona il regolare andamento del match. Un po' anarchico nella gestione dei cartellini, “conservati” per larghi tratti nel primo tempo.