Catania-Cosenza 1-2: le pagelle dei rossazzurri

Buon impatto sulla gara di Manneh

Buon impatto sulla gara di Manneh  Foto: Nino Russo

Le valutazioni riportate dai rossazzurri al termine della gara di Coppa Italia: Manneh, Martinez e Russotto tra i pochi da salvare

MARTINEZ voto 6,5: Impegnato a più riprese dagli avversari si dimostra più che affidabile. Bella la presa sulla forte conclusione di Collocolo nel primo tempo; sicuro in un paio di circostanze su Baclet nella ripresa. Incolpevole sul primo gol, ha invece una parziale responsabilità sul secondo, quando si fa aggirare da Liguori.

ESPOSITO voto 5,5: Prestazione volenterosa, caratterizzata da una spinta costante sulla fascia che però quasi mai si trasforma in supporto concreto per l’attacco. Al 76° svirgola in malo modo il pallone sul quale si avventa Liguori, che va a costruire l’azione dello 0-2.

TEDESCHI voto 5,5: Controlla senza grossi affanni le punte “vere” del Cosenza (Mendicino prima e Baclet poi). Quando nella ripresa Braglia manda il folletto Liguori dalle sue parti, va invece in tilt a causa del passo differente e anche lui contribuisce in negativo all’azione del raddoppio silano.

LOVRIC voto 6: Fa valere il proprio fisico e vince diversi contrasti con Mendicino. Viene richiamato in panchina da Lucarelli dieci minuti dopo lo 0-1 per esigenze tattiche, legate alla ricerca del pari.
-> MANNEH voto 7: Entra al minuto numero 66, si piazza da terzino sinistro ma finisce con l’essere l’uomo ovunque, correndo come un matto da una parte all’altra. Non sempre gli riesce la giocata che si prefigge, ma come si suol dire “si mangia il campo” mostrando una grande determinazione.

DJORDJEVIC voto 5,5: Nel primo tempo non trova l’intesa giusta con Fornito e Rossetti, venendo servito a dovere dal numero 18 in una sola circostanza. Per il resto però non riesce a effettuare cross degni di nota. Nella ripresa va vicino al gol al 48° ma viene ipnotizzato da Saracco. Dopo l’ingresso di Manneh si sposta nel ruolo per lui innaturale di centrale difensivo. Liguori gli sfugge in occasione dell’1-2, ma per il resto si destreggia sufficientemente bene.

MAZZARANI voto 5: Ha la grave responsabilità di aver consentito al Cosenza di portarsi in vantaggio, a causa del pallone imperdonabilmente strappatogli da Collocolo e successivamente depositato in rete da Liguori al 56°. Per il resto è uno dei pochi che riesce a macinare un po’ di gioco, provando all’occorrenza anche dei tiri da fuori area. Nella parte finale del match Lucarelli lo avanza a supporto di Ripa e lui, con un ottimo inserimento, confonde Saracco inducendolo all’errore sul tiro di Russotto che riapre la partita.

BUCOLO voto 6: Gioca davanti alla difesa e fornisce il consueto contributo in termini di contrasti e palloni recuperati. Prova anche a far girare il pallone, perlomeno nelle zone limitrofe del campo. Ma non riesce ad eccellere in nessuna delle due fasi.

FORNITO voto 5: Per larghi tratti dell’incontro sembra avulso dal gioco, per poi accendersi ad intermittenza (un bell’assist a Djordjevic nel primo tempo, un colpo di testa che impegna Saracco nella ripresa). Dopo l’ingresso di Russotto si abbassa e imposta, con discreti risultati, ma viene poi sostituito da Di Grazia per l’assalto finale.
-> DI GRAZIA voto 6: Gioca gli ultimi dieci minuti (recupero compreso) e si batte come un dannato per aiutare i compagni a trovare il pari. Ha una sola palla “scottante” giocabile, quella che gli recapita Esposito a pochi secondi dal gong. Anche col senno di poi è obiettivamente difficile affermare che avrebbe fatto meglio a tirare, piuttosto che cercare l’assist per Mazzarani.

ZE’ TURBO voto 4,5: Schierato da ala destra, sembra un corpo estraneo. Da apprezzare soltanto l’abilità nel resistere con la tecnica alle marcature avversarie. Il problema è che quando poi si trova a dover giocare il pallone, non lo fa mai in modo costruttivo.

RIPA voto 5,5: Difficile da giudicare, dato che gli arrivano soltanto due palloni in tutta la partita, uno dei quali spalle alla porta. Lui però non si fa apprezzare, facendosi murare dalla difesa cosentina la prima conclusione da fuori area (nel primo tempo) e girando debolmente verso Saracco il secondo tentativo (a pochi minuti dal termine).

ROSSETTI voto 5: Rispetto a Zé Turbo offre spunti più interessanti e cerca maggiormente di duettare coi compagni, ma sembra che gli manchi qualcosa in termini di cattiveria agonistica. Inoltre, patisce il proprio fisico “leggerino” negli uno contro uno.
-> RUSSOTTO voto 6,5: Entra e come per incanto sembra accendersi la luce. Da una sua iniziativa, con la complicità di Mazzarani e la “cortesia” di Saracco, nasce il gol dell’1-2. Continua a spingere sulla sinistra per l’ultimo quarto d’ora ma non trova più la giocata risolutiva.

All. LUCARELLI voto 5,5: Ha detto a più riprese che non vuol sentir parlare di Catania A e Catania B, ma il match di stasera lo ha smentito, dimostrando che esistono delle gerarchie tecniche in questa squadra. Rispetto alla gara di Castellammare, schiera soltanto un giocatore (Ripa) partito dal 1’ sabato scorso. Le seconde linee non mettono in campo quella fame che avrebbero dovuto avere per dimostrare di potersi guadagnare il posto da titolare in campionato. Nella ripresa opera scelte coraggiose per recuperare lo svantaggio (4-2-3-1 prima, 4-2-4 con Mazzarani in mediana poi), ma riesce soltanto a sfiorare il pari.

COSENZA voto 7: Anche Braglia, come Lucarelli rinuncia a molti titolari, e nel primo tempo non riesce a trovare la giusta quadratura del cerchio, in particolar modo in mediana. L’ingresso di Statella e il passaggio al 4-2-3-1, che consente al folletto Liguori di spadroneggiare sulla sinistra, sono le scelte – operate nell’intervallo – che cambiano il volto alla partita, consentendo al Cosenza di prolungare il tabù silano al Cibali e di conseguire una meritata qualificazione.

Arbitro ZINGARELLI voto 5: Mancano due rigori al Catania, per dei falli di mano commessi da Pascali al 1° e da Pasqualoni al 24° del primo tempo. Dubbio anche un episodio che coinvolge Ripa al 31° nell’area di rigore degli ospiti. Per il resto direzione attenta, anche se molto “generosa” in termini di gestione dei cartellini (sventolati solo dopo ripetuti falli).