Catania-Casertana 1-0: Si può fare di più

Mazzarani sempre più determinante...

Mazzarani sempre più determinante...  Fonte: Nino Russo

Gli etnei confermano l'andazzo del girone d'andata: creano molto ma segnano poco. Ulteriore messaggio per Gennaio...

Come in ogni giro di boa che si rispetti, è tempo di bilanci. Con il successo di misura sulla Casertana, il Catania di Pino Rigoli chiude il girone d'andata al 7° posto, frutto di 9 vittorie, 7 pareggi, 3 sconfitte, 27 punti in classifica e 34 sul campo (senza la penalizzazione i rossazzurri sarebbero quinti, a -5 dalle capoliste Matera e Lecce). Con 24 gol fatti l'attacco etneo è il 6° del campionato, mentre le 12 reti subite garantiscono il titolo di miglior difesa. Già dai numeri si intuisce che rispetto alle aspettative di Agosto si può essere soddisfatti a metà. Da un lato l'aver prontamente annullato il gap del -7 ed essersi allontanati con vigore dalle sabbie mobili della zona salvezza è un fatto importantissimo. Dall'altro i limiti palesati sotto il profilo realizzativo, dettati dalle scelte sparagnine spesso effettuate fuori casa da Rigoli e soprattutto dal fallimento dei centravanti designati Paolucci e Calil, hanno compromesso la rincorsa alla promozione diretta, un sogno che la piazza avrebbe potuto coltivare in virtù del grande equilibrio del campionato e delle prestazioni di Biagianti e compagni contro le prime della classe. Non è però il caso di piangersi addosso: intanto ci sono altre due partite da disputare prima che l'anno si chiuda. Dopodiché la palla passerà alla società, che dovrà sfruttare la finestra di mercato in modo tale da risolvere le lacune dell'organico per tirare la volata verso i playoff e chiudere la regular season più in alto possibile.

In proporzione, si segna pochissimo rispetto a quanto si crea
Tre cambi forzati ed una scelta tecnica. Sono quattro le modifiche apportate da Pino Rigoli alla formazione scesa in campo al “De Simone” la scorsa settimana. Complici le incertezze mostrate da Parisi a Siracusa, dopo tre partite Mimmo Di Cecco si riprende il posto da titolare nel ruolo di terzino destro; Bastrini rileva lo squalificato Drausio; capitan Biagianti torna a giocare dal 1° minuto in virtù dell'indisponibilità di Fornito; infine, archiviato l'esperimento falso nueve, Calil vince il ballottaggio con Paolucci al centro dell'attacco. La Casertana si schiera con uno speculare 4-3-3, marchio di fabbrica di Andrea Tedesco. Due le modifiche rispetto alla squadra che ha impattato in casa col Catanzaro: Giorno in mediana in luogo dell'indisponibile Matute; Giannone nel tridente al posto di Orlando.
Nonostante le condizioni del terreno di gioco, il Catania al “Massimino” è ben altra cosa rispetto a quello formato trasferta e sin dal primo minuto schiaccia la Casertana nella propria metà campo. Russotto si conferma in stato di grazia e coglie due legni nel giro di quattro minuti. Gli etnei cercano con insistenza le fasce con continui cambi di gioco e lanci in profondità, mentre in mediana Scoppa dirige il traffico, con Biagianti e Bucolo che si “mangiano” i dirimpettai De Marco e Giorno. Soltanto due cose non funzionano, nella formazione di Rigoli: un Calil troppo poco incisivo, che rende vani gli sforzi degli esterni; la cronica mancanza di cattiveria sotto porta che compromette le diverse iniziativa create. Con questo impianto di gioco questa squadra, con un prolifico uomo d'area di rigore, potrebbe segnare tranquillamente almeno due reti a partita.

Ripresa più equilibrata, ma Pisseri resta poco impegnato
Dopo un primo tempo sin troppo prudente, Tedesco sprona i suoi e in avvio di ripresa i falchetti si fanno vedere dalle parti di Pisseri. Il migliore degli ospiti è l'esterno Carlini, che agisce sulla sinistra e mette in difficoltà Di Cecco, anche grazie al supporto datogli da Giannone dopo che quest'ultimo è stato spostato nel ruolo di trequartista centrale. Dopo qualche minuto di smarrimento, caratterizzato da un eccessivo scollamento tra i reparti, il Catania riprende quota ma la partita, in questa fase, resta equilibrata. Ci pensa Mazzarani a risolverla: il numero 32, che qualche minuto prima aveva provato a guadagnare un rigore (rimediando invece un giallo per simulazione), è bravo e fortunato quando al 58° Finizio e Rainone giocano all'autoscontro sul suggerimento di Di Cecco lasciandogli la strada spianata verso la porta difesa da Ginestra.
La Casertana prova a reagire con l'ingresso di Taurino che rileva Giannone e dà maggiore vivacità all'attacco campano, tant'è che sarà l'unico ad impensierire Pisseri fino al fischio finale. Il vero cambio tattico di Tedesco arriva però più in là, al 75°, quando De Filippo entra al posto di Giorno, dando vita ad un 4-2-4 che è al tempo stesso spregiudicato ed inconcludente. Rigoli si limita a richiamare lo spento Calil ed inserire Barisic, senza grossi risultati, per poi chiudersi a riccio nel finale quando dà spazio a Nava, richiamando in panchina Russotto: è 5-3-2. In altre circostanze una scelta del genere aveva esposto i rossazzurri all'aumento dell'intensità degli attacchi avversari. In questo caso invece esalta la superiorità fisica dei vari Bastrini e Bergamelli che spazzano a più non posso i lanci provenienti dalla difesa avversaria, proteggendo l'1-0.

Castellammare di Stabia, test di primo livello
Non ci sarà tempo sviluppare ulteriormente i classici bilanci di metà stagione: tra cinque giorni si torna già in campo, ed il Catania lo farà in uno degli impianti più ostici del campionato, il “Menti” di Castellammare di Stabia, dove la squadra di Rigoli sarà chiamata ad affrontare la terza forza del campionato. Non sono passati neanche quattro mesi dal 3-1 con cui gli etnei asfaltarono le vespe al “Massimino”, ma da allora entrambe le compagini sono cambiate parecchio. Quella di Fontana è una formazione di tutto rispetto (secondo miglior attacco e quarta miglior difesa del torneo), ma il Catania nel girone d'andata ha già dimostrato, a Matera e Foggia, di sapere come si fa a uscire imbattuti dai campi più ostici. Sarà molto interessante osservare l'approccio che il tecnico di Raccuja sceglierà in tale occasione. La situazione di classifica rende percorribile la strada di una partita giocata a viso aperto: se così fosse, saremmo in grado di capire se i rossazzurri possono puntare a raggiungere il 3°/4° posto, o se invece faranno meglio ad impostare un cammino più prudente e pragmatico.