Casertana-Catania, precedenti: 0-0 e vissero tutti felici e contenti

L'occasione fallita da Demiro Pozzebon nell'ultimo Casertana-Catania

L'occasione fallita da Demiro Pozzebon nell'ultimo Casertana-Catania  Foto: CalcioCatania.com

Il racconto dell'ultimo precedente al Pinto di Caserta tra rossoblù e rossazzurri

Mai una gioia…
Leggi Caserta e subito fai gli scongiuri. Spulciando tra i precedenti in casa dei campani, infatti, i ricordi positivi per la compagine rossazzurra sono abbastanza ristretti. Tante amarezze, l’ultima delle quali nella stagione 2015/16, quando i rossazzurri di Pippo Pancaro “tornarono sulla terra” dopo l’iniziale exploit di quattro vittorie e due pareggi. Gara in notturna, disputata su un terreno di gioco al limite della praticabilità, che vide prevalere i Falchetti di mister Romaniello per 2-0. Pagina amara, l’ennesima dopo quelle scritte sul finire degli anni ottanta, quando la Casertana rifilò tre sconfitte agli etnei tra il 1987 e il 1990, sempre rigorosamente in terza serie. Così, vedere un Elefante raggiante nei pressi della città della Reggia dei Borboni, appare quasi un miraggio. Infatti, scavando a fondo nei dieci precedenti in terra campana, emerge un dato tutt’altro che entusiasmante: sei pareggi (cinque dei quali per 0-0) e appena due reti segnate dai rossazzurri, l’ultima delle quali nel campionato di Serie C2 edizione 1996/97 a firma diTiziano D’Isidoro (vantaggio illusorio, durato una ventina di minuti, prima del pareggio definitivo firmato da Sparacio) e nessuna affermazione per la formazione catanese. Della serie “Mai una gioia”.

2015/16: La delusione dei rossazzurri si contrappone alla gioia dei campani 



Felici tra la noia
Un regola non scritta rincuora gli animi dei temerari quando si trovano dinnanzi ad ostacoli insormontabili, resi ancor più impervi dal peso della tradizione spesso negativa. In questi casi, quasi disperati, si prova a sbeffeggiare la cabala con “c’è sempre una prima volta” oppure con “per la legge dei grandi numeri…”. Bla, bla, bla. Così, lo scorso 7 maggio, nella trentottesima ed ultima giornata di un campionato balordo, il Catania, passato in un anno tra le mani di tre allenatori (Rigoli, Petrone ed infine Giovanni Pulvirenti), ha la clamorosa ed altrettanto immeritata occasione di staccare il pass per la lotteria dei play-off promozione proprio negli ultimi novanta minuti di gioco. Per far ciò occorre espugnare per la prima volta il “Pinto” di Caserta oppure, in caso di pareggio o sconfitta, sperare nei passi falsi di Fondi e Fidelis Andria, dirette concorrenti degli etnei. I falchetti di casa, reduci da una settimana turbolenta nella quale hanno cambiato anche guida tecnica – via Tedesco, dentro il giovane Raffaele Esposito (ex calciatore rossazzurro) –, possono anche permettersi il “lusso” di giocare per il pareggio. Ne viene fuori una partita noiosa, con pochissimi sussulti, non giocata e vissuta nell’attesa di buone notizie dagli altri campi. Buone nuove che arrivano puntuali: il Lecce blocca la Fidelis Andria sull’1-1 e lo 0-0 del “Pinto” diviene oro colato per due formazioni, Casertana e Catania, festanti al triplice fischio dell’arbitro. E vissero tutti felici e contenti, tra la noia di una partitaccia che in pochi preferiscono ricordare.

2016/17: La soddisfazione dei rossazzurri al termine della gara