Camplone: "Stateci vicino, diamo serenità alla squadra"

Mister Camplone

Mister Camplone  Foto: Nino Russo

La conferenza pre gara del tecnico dei rossazzurri, alla vigilia della sfida del 'Massimino' con la Cavese

Il mister dei rossazzurri ha parlato alla vigilia della gara con la Cavese, in programma mercoledì 25 settembre allo stadio "Angelo Massimino" con calcio d'inizio alle 20.45. Di seguito le sue dichiarazioni:

«Stiamo lavorando sulla testa di questi ragazzi ma il problema è che in casa abbiamo un atteggiamento e fuori un altro. Bisogna mettere tutto quello che abbiamo ma rinunciare a giocare mi dà fastidio. In casa non abbiamo avuto problemi, abbiamo sempre cercato di giocare palla a terra invece fuori casa stiamo facendo fatica. Prendere 4 gol fa male, dobbiamo cambiare registro. Per ora la squadra non sopporta determinate partite, come quelle fuori casa, dove bisogna andare a prendere l’avversario.
Silvestri si è allenato, ed è rientrato anche Distefano, per gli altri la situazione è abbastanza lunga.
La negatività che c’è fuori da qui si sente, anche se siamo rinchiusi qua (Torre del Grifo, ndr), ma non possiamo portare certe situazioni dentro al campo altrimenti è finita. La miglior ricetta è la vittoria, vinciamo domani e tutto passa. Ma poi il problema si ripresenta perché abbiamo due trasferte. Ci vuole più attenzione, più cattiveria sotto porta. È una questione individuale, qualcuno deve tirare fuori certi attributi. Tutti stanno facendo fatica, non siamo il Real Madrid o il Barcellona, quando vediamo che stiamo facendo fatica, che non è la giornata giusta, bisogna fare 'legna', buttare via la palla quando c’è da buttarla via, dare 'botte' quando c’è da dare 'botte'.
Sapevamo che Lodi veniva preso, però esistono tante soluzioni e ci abbiamo lavorato, ma in campo non riuscivano certe cose. Ciccio si doveva alzare e abbassare Nana (Welbeck, ndr), ma quando una partita nasce storta poi va tutto storto, come a Potenza. A Monopoli eravamo in vantaggio 2-1 con due tiri in porta. Questa squadra a tratti non pensa, pensa poco. In campo tutto quello che provi a volte non riesce e allora lì deve scattare l’esperienza, l’individuo, bisogna trovare le alternative. Ho letto i giornali, avete dato tutti la colpa a Noce. Diamo fiducia a questi ragazzi, altrimenti lo bruciamo. Diamogli una mano. Domani sicuramente convocheremo due ragazzi della Berretti. Lo so che il Catania deve vincere il campionato, nessuno va in campo per perdere le partite, ma c’è bisogno di tempo, abbiamo bisogno di serenità. I giocatori non è vero che non leggono, leggono, alcuni reagiscono bene, altri no. Se perde il Catania perde tutta la città. Non riesco a capire perché la piazza sta facendo questa guerra, la squadra lasciamola fuori, i campionati si vincono alla fine, non si vincono ora. L’importante è rimanere attaccati. Qua nessuno ci sta a perdere!
Non capisco perché dovrei fare giocare Martinez per Furlan. Se abbiam preso dieci gol allora dovrei cambiare tutta la squadra. Ma non me lo posso permettere. Non si prende gol solo per colpa del portiere. Se facesse una papera potrei capirlo, ma io ho un portiere che sta facendo benissimo. Poi leggo che molti ex che stavano qui vengono esaltati, vedi Pisseri, Marotta, quando erano qui venivano massacrati, perché? Come si fa a dare tranquillità se uno ha il fucile puntato. Diamo serenità a questi ragazzi.
Siamo il secondo miglior attacco, non è vero che segniamo poco. Di Piazza e Curiale, a parte la parentesi di Monopoli, insieme non giocheranno. Se vorranno giocare insieme, nel 3-5-2, mi devono garantire copertura, altrimenti regaleremmo due pedine agli avversari. Mentre nel 4-3-3 non possono giocare insieme, a meno che Di Piazza non giochi esterno, ma lì non ha fatto grandi cose l’anno scorso. C’è bisogno di una punta che sappia leggere le situazioni, stiamo valutando chi far giocare domani, io guardo gli allenamenti, se mi danno garanzie io non ho problemi a far giocare o l’uno o l’altro.
Ho visionato una trentina di partite di Mbende, lui ha giocato sia con la difesa a tre che a quattro. Non sono le distanze che non hanno funzionato a Monopoli, ma la fase di impostazione. Non è il modulo, ma l’interpretazione del modulo. Se le ali o le mezzali non fanno il loro lavoro, il modulo lascia il tempo che trova. Dobbiamo essere bravi a gestire i fattori interni ed esterni allo stadio, come gli avversari e il pubblico.
Fondamentali sono l’approccio e la lettura che dai alla partita, perché se non la sai leggere fai fatica. Il calcio non si impara a memoria, va interpretato. Ogni secondo di una partita ha le sue varianti. Quando una squadra sa quello che deve fare non esiste né casa né trasferta. Deve essere un piacere giocare, sempre, non una questione di paura. Si deve parlare di più in campo, non ci deve essere il mal di trasferta, non deve esistere.
La Cavese non verrà a fare barricate secondo me, hanno cambiato allenatore, hanno Di Roberto lì davanti, Germinale, Favasuli, son tutti giocatori propositivi. Spero sia una partita giocata a viso aperto, senza esclusione di colpi, siamo due 4-3-3. Io posso pure perdere ma devo fare un calcio propositivo. Noi siamo come il leone della giungla, la mattina si sveglia e sa che deve correre per mangiare. Ma gli altri quando ci incontrano corrono il doppio. Ma come lo è per noi lo è anche per il Bari, per la Reggina. Noi dovremmo correre di più ed essere più affamati.
Preferisco Mazzarani in avanti perché da mezzala è confusionario.
Io mi aspetto sempre qualcosa in più, anche dai ragazzini, perché è il mio modo di fare, bisogna spingerli oltre. È chiaro che dagli 'anziani' mi aspetto di più. Ma sono io il capitano della nave, io faccio autocritica, ho rivisto la partita di Monopoli cinque volte, pezzetto dopo pezzetto, per spiegare ai miei ragazzi cosa non abbiamo fatto».