Camplone: "Mi aspetto che la squadra torni ad essere spensierata"

Andrea Camplone

Andrea Camplone  Foto: Nino Russo

Le dichiarazioni del tecnico degli etnei alla vigilia della trasferta di Vibo Valentia

Andrea Camplone ha parlato ai giornalisti, a Torre del Grifo, a poco più di 24 ore dalla gara con la Vibonese, che si giocherà domenica 20 ottobre, alle 15, allo stadio "Luigi Razza" di Vibo Valentia.

«Abbiamo recuperato quasi niente, Saporetti ed Esposito si stanno allenando a parte, Mbende lo valuteremo e vedremo se portarlo con noi o meno, per il resto tutto come prima.
È stata una settimana di carico, di infortuni a livello muscolare c’è quello di Mbende che ha una contrattura, gli altri hanno infortuni di lunga durata. Andiamo incontro ad una settimana dove lavoreremo di meno per via delle 3 gare.
L’allenatore della Vibonese lo conosco molto bene, gioca il 4-3-3 ed è un seguace di Zeman, molto propositivo. Non farà barricate e quindi sarà una partita bella da giocare.
Non credo che giocheremo con un modulo diverso dal 4-3-3, abbiamo i giovani Biondi e Pino, valuteremo Mbende, abbiamo anche Biagianti.
Bucolo è stato un mese fuori, gli manca la partita, anche se essendo piccolino potrebbe non risentirne alla prima gara. Come ogni settimana all’ultimo momento deciderò chi fare giocare a centrocampo. La formazione è ancora tutta da studiare e da fare.
Se dobbiamo schierare tre punte con Di Piazza E Curiale devono correre, sacrificarsi per la squadra. Mazzarani a centrocampo andava un po’ troppo in giro per il campo, in avanti ha fatto buoni risultati.
La fascia da capitano per me non è un problema, io la cambierei ogni settimana. Il capitano si deve fare fuori dal campo, in campo è solo un simbolo. Non è la fascia che ti fa capitano. È un leader, non quello che porta la fascia la domenica.
Fuori casa è una questione di atteggiamento e propositività, che manca a tutti non al singolo.
Noce sta bene, si è allenato bene e se non abbiamo altri centrali per forza lui dovrà giocare. Oltre lui abbiamo anche Pino, un 2002 molto interessante, che non è andato con la Berretti per lavorare con noi.
Catania in questo momento non può avere spazio, si sta riprendendo ma è indietro. Lui è il più positivo, vorrebbe giocare anche domani, ma ancora è indietro. Parte con noi perché è una figura importante per il gruppo.
Sono quattro mesi che ci alleniamo col 4-3-3, conosciamo tutto di questo modulo, ma se a una partita di calcio togli attenzione, propositività, è normale che vai a fare le belle statuine. Dovremo rispondere con le stesse armi della Vibonese. Mi aspetto che la squadra in trasferta torni ad essere spensierata, perché la classifica ce lo permette e perché poi abbiamo delle partite che ci permettono di sfruttare il fattore casa. In trasferta stiamo producendo poche occasioni da gol e di conseguenza si tira poco. È una questione di atteggiamento, fuori casa proponiamo poco calcio, anche se siamo insieme alla Paganese la squadra che ha segnato di più. Arriviamo poco al tiro. Noi lavoriamo con le catene, le catene lavorano a tre e ruotano, ma in questo momento fuori casa non stiamo ruotando. Se i tre centrocampisti ruotano di continuo Lodi, o chi per lui, rimane play. Invece questo non funziona e diventiamo prevedibili. Rivedendo la partita di domenica, ho visto che facevamo fatica perché avevamo sette giocatori dietro la linea della palla. Le mezzali devono fare due movimenti, ma devono essere fatti come dio comanda. Speriamo che il risultato fuori casa arrivi al più presto per darci la convinzione giusta.
Il rientro di Bucolo e Biagianti ha fatto bene a tutti, è una ventata di positività che però adesso bisogna portare in campo».