Andamento lento, in attesa di riempire le caselle vuote

Gatto, uno dei tanti obiettivi sfumati

Gatto, uno dei tanti obiettivi sfumati  Foto: CalcioCatania.com

Mercato Catania: il punto della situazione ed un'analisi sulle strategie adottate dalla società etnea.

All'indomani dell'eliminazione ai playoff contro il Trapani, venti di rivoluzione sembravano abbattersi dalle parti di Torre del Grifo. Si vociferava dell'arrivo di un gran numero di volti nuovi (da 12 a 15) e della partenza di altrettanti protagonisti del fallimento della scorsa stagione. Addirittura, si prospettava l'ipotesi dell'addio dell'ad Lo Monaco, finito nel mirino della nuova Fiorentina di Commisso.
A distanza di oltre un mese, niente di tutto ciò si è materializzato. La prima mossa della società è stata infatti quella di confermare l'amministratore delegato e, insieme a lui, i componenti dell'area tecnico-organizzativa degli ultimi anni, Argurio e Marino, i quali hanno sottoscritto un rinnovo della durata di tre anni.

Lodi e gli altri: da possibili partenti a probabili riconfermati
La svolta è arrivata solo in panchina, dove si è dato il benservito a Sottil (il quale però resta a libro paga, non essendo stato raggiunto un accordo per la risoluzione) e ci si è affidati ad Andrea Camplone. Quasi tutti i giocatori sotto contratto sono stati convocati per il ritiro, dove sono sottoposti alle valutazioni del tecnico. Fra questi, anche alcuni che sembravano decisamente prossimi a far le valigie e che invece sembrano adesso destinati a rimanere. Su tutti quel Lodi che, al netto dei soliti guizzi (soprattutto sui calci piazzati), ha rappresentato uno dei principali nodi tattici degli ultimi due anni. Il regista era finito nel mirino del Lugano, che è qualificato all'Europa League, e della Juve Stabia (che poi ha ripiegato su Di Gennaro). La società etnea era andata alla ricerca di un sostituto, individuandolo in Antonio Junior Vacca, in uscita dal Parma, ma l'ex Foggia e Casertana ha poi accettato la corte del Venezia, riammesso in Serie B. Probabilmente le difficoltà nella ricerca di un profilo di egual valore hanno indotto i dirigenti a più miti consigli, ed al momento Ciccio da Frattamaggiore è il perno basso del 4-3-3 idealmente costruito da Camplone.
Altri possibili recuperi del tecnico pescarese sono Esposito e Rizzo, giocatori già allenati in precedenti esperienze. La conferma del difensore è agevolata dall'attuale penuria di centrali, quella del centrocampista potrebbe essere messa in discussione perché almeno uno o due rinforzi nel reparto dovrebbero arrivare e qualcuno dovrà far loro spazio. Un altro in bilico che per il momento potrebbe rimanere è Marchese: in mancanza di accordi con la società per una chiusura anticipata del rapporto, si potrebbe evitare l'errore commesso l'anno scorso e puntare sull'esperienza del terzino di Delia per il ruolo di vice-Pinto.
Alcuni giocatori non sono stati convocati, ma ad eccezione di Marotta (e di Lovric che ha rescisso) finora non si è riusciti a piazzarli con facilità. Si tratta dei vari Ciancio, Angiulli e Fornito, la cui permanenza contribuisce alla paralisi del mercato in entrata alla quale abbiamo assistito fino ad ora. Da questo punto di vista, in occasione della presentazione di Camplone, Lo Monaco e Argurio hanno lasciato intendere che gli acquisti sono strettamente subordinati alle cessioni, anche in virtù della situazione economica del club, che impone di "non strafare".

L'arretramento comunicativo sul piano delle ambizioni
Da quest'ultimo punto di vista si è registrato un netto cambio di strategia - soprattutto comunicativa - rispetto a quella adottata dal ritorno di Lo Monaco alle falde dell'Etna. In effetti, di stagione in stagione il Catania non si è mai svenato: quasi tutti gli acquisti sono consistiti in giocatori svincolati o arrivati in prestito, in linea con le esigenze di risanamento e con le dinamiche economiche imposte dalla terza serie. Certo, andando a confrontare quanto speso dai rossazzurri e dalle varie concorrenti, si nota che il Catania non ha risparmiato poi così tanto e che anzi, ha sborsato persino di più di alcune rivali (come Juve Stabia e Trapani) che hanno poi concluso il campionato con la promozione. Ma questo in larga parte è dipeso dagli ingaggi concessi ai vari giocatori provenienti da serie maggiori.
Nulla, comunque, che possa essere paragonato al famoso tesoretto di 10 milioni vantato dal Bari di De Laurentiis. Ma, come dicevamo, quantomeno sotto il profilo comunicativo, qualcosa è cambiato, in meglio. Nelle annate precedenti, nonostante sessioni di mercato obiettivamente non sfarzose, si parlava di "cannoni sparati alle mosche", di ambizioni pari a quelle delle concorrenti di turno (come il Lecce) o di obbligo di vittoria del campionato. I risultati negativi hanno evidentemente indotto Lo Monaco ad un ridimensionamento verbale, che lo ha portato col tempo a sottolineare che non si può pretendere che il Catania vinca a tutti i costi e che, in ogni caso, la società cercherà di raggiungere i propri obiettivi nei limiti delle proprie possibilità economiche (che, stando a quanto dichiarato dall'ad, sarebbero inferiori non solo a quelle del Bari, ma anche della Reggina e del Catanzaro).
Argurio, a sua volta, ha sottolineato che il mercato è ancora lungo (chiuderà il 2 settembre, ndr) e che si opererà senza fretta, facendo con calma le opportune valutazioni. Il ds ha lasciato intendere che molti giocatori potrebbero liberarsi, o essere messi in vendita, soltanto nelle ultime battute della sessione estiva, ragion per cui a suo modo di vedere è opportuno restare alla finestra.

Una sfilza di trattative sfumate...o rimandate
Le suddette dichiarazioni sono state profetiche in negativo, in quanto sono state seguite da una serie infinita di complicazioni che ha coinvolto le trattative aventi ad oggetti i giocatori finiti nel mirino.
Al Catania, dopo la partenza di Aya, mancava un difensore centrale e in un primo momento si è buttato l'occhio su Martinelli, che si sarebbe liberato da lì a breve dal Foggia, non iscritto al campionato. L'ex Messina invece si è accasato al Catanzaro di Auteri, rivelando in sede di presentazione di essere stato convinto dal progetto della società giallorossa. L'alternativa a Martinelli si chiamava e si chiama Sasà Monaco, figlio di quel Gennaro tanto ben voluto da queste parti. Il giocatore è rimasto fermo un anno, messo in disparte dal tecnico del Perugia Alessandro Nesta. Proprio quando sembrava tutto fatto per un suo approdo nella squadra in cui ha militato il padre, ecco che il nuovo trainer dei grifoni, Massimo Oddo, ha dato fiducia al ragazzo nel ritiro della formazione perugina, complicando l'ulteriore proseguo di una trattativa che, però, al momento non può dirsi del tutto conclusa.
Se la difesa, per ora, piange, il centrocampo di sicuro non ride. Tramontata, come detto, l'ipotesi Vacca, con la cabina di regia affidata ancora una volta a Lodi, prosegue la "maledizione delle mezzali" che da diverse stagioni ha colpito la società di via Magenta. Uno dei primi nomi accostati agli etnei è stato quello del trapanese Aloi, poi riconfermato dai granata anche in virtù del ritorno del ds Rubino. Sembrava invece molto concreta la pista che portava a Moscati, esubero del Perugia, che conosce bene Camplone. Lo stesso mister però ha rivelato in conferenza che il centrocampista attende chiamate dalla cadetteria. Non è detto che l'affare non si possa fare, ma evidentemente va rimandato. Nell'attesa hanno continuato a circolare vari nomi, come ad esempio quello di Alberto Gerbo, anch'egli liberatosi dal Foggia ed anch'egli corteggiato in Serie B.
Il reparto d'attacco è l'unico numericamente abbondante e con un'attuale composizione che rispecchia al 90% il possibile assetto definitivo. Ciò che manca è soltanto un ala in più, che contenda a Manneh il posto da titolare sulla fascia sinistra. A lungo si è parlato di Leonardo Gatto della Virtus Entella. Il testa a testa con la Triestina, altra pretendente, si è però risolto a favore degli alabardati (mancherebbe solo l'ufficializzazione).

Il Catania di Camplone sulla base degli ultimi rumors
Ed allora, come sarà il Catania di Camplone? Alcune certezze ci sono già. Il portiere Furlan, col secondo che sarà con ogni probabilità il cavallo di ritorno Martinez, che si allena già a Torre del Grifo. I terzini Calapai e Pinto, la cui propensione offensiva potrebbe anche legittimare un passaggio alla difesa a 3, per la quale però occorre l'acquisto di almeno due centrali di spessore. Per il momento è probabile che si rimanga a 4, ed un posto è appannaggio del riconfermato Silvestri. In mezzo, accanto a Lodi, una maglia da titolare potrebbe essere contesa dai centrocampisti attualmente in organico (Biagianti, Welbeck, Rizzo, Bucolo), ma non è da escludere che entrambi i posti di mezzali saranno assegnati alle novità che riserverà il mercato. Davanti, Sarno a destra (con Catania prima alternativa), Di Piazza in vantaggio su Curiale (con cui è in ballottaggio per la maglia numero 9), e Manneh a sinistra in attesa di nuovi arrivi.

FURLAN
Calapai X Silvestri PINTO
X Lodi X (Biagianti/WELBECK)
Sarno Di Piazza X (Manneh)

Per il ruolo di difensore centrale non sono filtrati nomi alternativi a quello di Monaco, ma è chiaro che se il ragazzo dovesse tergiversare ulteriormente sarebbe opportuno rivolgere le proprie attenzioni altrove. In mediana invece i nomi sono circolati eccome, nelle ultime ore: secondo quanto rivelato da Alessandro Vagliasindi, il Catania starebbe lavorando sulla coppia Mazzarani-Dall'Oglio. Sul primo, in realtà, i rumors circolavano già da qualche giorno. Il giocatore, di proprietà della Salernitana, tornerebbe dopo appena un anno e dovrebbe ricoprire il ruolo di mezzala. Proprio il difficile inquadramento tattico e lo scarso dinamismo, già testati nel biennio 2016/18, suscitano non pochi dubbi sull'opportunità dell'operazione, senza nulla togliere alle qualità tecniche del romano, che ha dimostrato anche di avere una grossa confidenza con il gol. Per quanto riguarda Dall'Oglio, si tratta di un profilo già cercato durante la sessione invernale di mercato della stagione 2017/18, con Lucarelli in panchina. Sessione durante le quale, alla fine, arrivò invece Rizzo. Si tratta di una mezzala che ha vissuto le ultime quattro stagioni in B, al Brescia, ma da comprimario. Infine, chiudiamo con l'esterno offensivo, che, sempre secondo quanto sostenuto dallo stesso giornalista sui propri canali social, dovrebbe essere il classe '96 Davide Di Molfetta, reduce da un'ottima annata nel Piacenza.
Visti i chiari di luna, però, è sempre meglio aspettare conferme ufficiali da via Magenta...