#70CATANIA - Anni '60: "The Best Of"

L'imprendibile conclusione di Castellazzi che fulmina il portiere nerazzurro Da Pozzo: è il 4 giugno 1961

L'imprendibile conclusione di Castellazzi che fulmina il portiere nerazzurro Da Pozzo: è il 4 giugno 1961  Fonte: CalcioCatania.com

I "top" del decennio: giocatore, squadra ideale, allenatore, gol e partita, tra aneddoti e statistiche...

RIFLETTORI SUI MIGLIORI
Dopo aver ripercorso le vicende dell'Elefante attraverso il racconto dettagliato della cronistoria relativa agli anni ’60 – prima parte e seconda parte – i riflettori illuminano la crème de la crème del settimo decennio del ventesimo secolo. Un denso concentrato contenente la ‘fanta’ formazione dell’epoca allenata dal tecnico più rappresentativo, il giocatore simbolo, le partite più importanti, il gol icona e l’immancabile carrellata riguardante i 'freddi' ma estremamente concreti numeri. La terza puntata del nostro speciale dedicato ai settant'anni del Calcio Catania continua!

IL CALCIATORE DEL DECENNIO
Gli anni sessanta sono stati tra i più fulgidi e gloriosi della storia del Catania. Anni d’oro, molti dei quali vissuti in Serie A, costellati da un buon numero di calciatori dall’alto tasso tecnico. Come calciatore rossazzurro più rappresentativo del decennio esaminato in questa terza puntata, abbiamo scelto il compianto Adelmo ‘Memo’ Prenna, una mezzala sinistra dalle spiccate doti offensive. Nato a Roma il 27 maggio del 1930, Prenna è cresciuto calcisticamente tra le fila dell’Alba Roma (squadra nella quale giocò anche Nicola Fusco, il nostro calciatore simbolo degli anni ’50). Dopo le esperienze tra Pisa e Colleferro, nell’estate del 1955 sbarca in massima serie con la maglia della ‘sua’ Roma. Dopo l’anno in giallorosso, concluso con 6 reti in 13 gare, segue il biennio spallino, sempre in Serie A. Nell’estate del 1958, a ventotto anni, Memo scende di categoria sposando la causa dell’Elefante. Nelle cinque stagioni e mezza in rossazzurro, quattro delle quali in massima serie, colleziona 146 presenze e 48 reti, dando un apporto determinante alla promozione in A del 1960 (11 reti in 31 gare) e alle successive salvezze nel massimo torneo. Un attaccante aggiunto, capace di attestarsi sul terzo gradino del podio nella classifica dei bomber rossazzurri di sempre, dietro solo a Gionatha Spinesi, secondo a quota 49, ed al primatista Giuseppe Mascara, leader con 60 reti tra campionato e Coppa Italia. Terzo gradino del podio anche per quanto concerne la classifica dei marcatori etnei in Serie A con 29 reti, dietro soltanto al ‘solito’ Mascara (secondo con 31 reti) e all’argentino Gonzalo Ruben Bergessio, primo con 35 segnature. Dopo gli anni catanesi seguirono le esperienze di Napoli, alla Massiminiana e a Lentini.

Memo Prenna in azione contro il Milan 



LA SQUADRA IDEALE DEL DECENNIO
Stilare un undici ideale non è mai un lavoro semplice. Se poi si tratta di analizzare un periodo storico assai lontano, vissuto soltanto attraverso i racconti, diventa ancor più complicato. Quasi un’impresa. Nella soggettività delle nostre scelte, abbiamo cercato di essere il più obiettivi possibili.

Tra i pali del nostro Catania Best Of ‘60 – schierato con il 4-2-3-1 rivisitato in chiave moderna, "spallettiana", con tanto di falso nueve, per esaltare la grande qualità del centrocampo (una costante durante gli anni di Serie A targati Marcoccio) – si erige il monumento Giuseppe Vavassori, giunto a Catania nel 1961 con dentro al borsone tre scudetti conquistati con la Juventus e una presenza con la maglia azzurra della Nazionale (Italia-Inghilterra 2-3, del 24 maggio 1961). Nelle cinque stagioni e mezza a difesa dell’Elefante, l’estremo difensore di Rivoli ha totalizzato 158 presenze (231 reti subite).

Sull’out di destra della retroguardia si colloca Luciano Buzzacchera, arrivato in rossazzurro proprio nell’ultimo anno di Serie A. Con 219 presenze, dal 1965 al 1972, il difensore vicentino è il sesto tra i più presenti di sempre. Al centro spazio a Mario Corti, capitano della promozione del 1960, nato mediano ma col tempo reinventato nel ruolo di libero: per lui 190 presenze in maglia etnea. Accanto al capitano, ecco il fiorentino Remo Bicchierai, 115 presenze dal 1962 al 1966. A completamento del quartetto difensivo Renato Rambaldelli, custode della fascia mancina per sette stagioni, quasi tutte da titolare, nelle quali mette insieme 182 presenze segnando anche due reti. Sempre nel reparto arretrato degni di citazione Giorgio Michelotti (113 presenze), Franco Giavara (67 presenze) e Giampaolo Lampredi (75 presenze), che si alternano nel ruolo di terzino destro nel corso degli anni.

Come mediano davanti alla difesa abbiamo inserito Amilcare Ferretti (68 presenze e 8 reti in due anni), protagonista della promozione e del primo anno di A, poi ceduto a suon di milioni alla Fiorentina nel 1961. Compagno di reparto il nazionale tedesco Horst Szymaniak, pragmatico regista, protagonista in rossazzurro con 72 gettoni e 8 reti. Come validissime alternative troviamo: Renato Benaglia (ottenuto in cambio dalla Viola per Ferretti), Faustino Turra, Luigi Milan (6 reti nella stagione 1962/63, la sua unica a Catania), Giancarlo Cella, il giovane Mario Fara (classe 1945) messosi in luce nella seconda metà del decennio, e dulcis in fundo la mezzala di Montecatini Terme Alvaro Biagini, protagonista con la maglia del Catania in 170 occasioni molte delle quali da titolare.

Tra centrocampo ed attacco si pone una batteria di trequartisti che oggi farebbe faville in A. Sulla fascia destra Giancarlo Danova, 18 reti in 57 presenze con la maglia etnea nel biennio 1963-1965; al centro il brasiliano Sidney Colônia Cunha, meglio noto come Cinesinho, 54 presenze, 4 reti e tanta classe prima di spiccare il volo verso la gloria juventina (uno scudetto e una Coppa Italia in bianconero); come ala sinistra troviamo Carlo Facchin, 22 reti in 65 esibizioni nel biennio 1964-1966. Due le alternative: Mario Castellazzi, l’uomo dei gol pesanti, e Remo Morelli, trascinatore nell'anno della promozione e nel girone d'andata della prima serie A prima di essere bloccato da una serie di infortuni.

Nelle insolite vesti di falso nueve abbiamo inserito quel Memo Prenna, mezzala d’assalto col vizio del gol, che in realtà non giocò quasi mai da punta. Nel ruolo di centravanti ‘puro’ non ci furono mai in questi anni grandi goleador. Il contributo migliore alla causa in termini di rendimento lo diede Salvador ‘Todo’ Calvanese, 25 reti in 123 presenze in rossazzurro. Buoni exploit per Giovanni Fanello e Bruno Petroni, rispettivamente 9 e 11 reti nelle stagioni 1963/64 e 1962/63, non confermati nella stagione 1965/66.

La formazione del Catania Best Of '60 nel dettaglio:
VAVASSORI;
BUZZACCHERA, CORTI, BICCHIERAI, RAMBALDELLI;
FERRETTI, SZYMANIAK;
DANOVA, CINESINHO, FACCHIN;
PRENNA

IL MISTER DEL DECENNIO
In panchina, a dirigere il nostro fanta-squadrone, non può che esserci Don Carmelo Di Bella. Catanese, classe 1921, è il recordman tra gli allenatori rossazzurri con 388 panchine tra campionato e Coppa Italia, totalizzate in tre periodi differenti: dal 1958 al 1966; dal 1971 al 1973 e nella stagione 1976-77. Dall’esordio di Messina del 28 dicembre 1958 (0-0 il risultato finale) al congedo di Brescia del 19 giugno 1977 (4-1 per i lombardi), mister Di Bella ha raccolto 120 vittorie, 125 pareggi e 143 sconfitte. Numeri importanti, difficilmente eguagliabili, che si aggiungono alle 35 presenze e 7 reti totalizzate dal 1938 al 1941 con la maglia dell’Associazione Fascista Calcio Catania.

LA RETE DEL DECENNIO
“Una vita da terzino, lavorando come Lampredi, anni di fatica e botte e vinci casomai i mondiali…”. Non ce ne voglia il buon Luciano Ligabue, né tanto meno il generoso Lele Oriali, ma queste parole calzano a pennello anche ad un difensore che ha indossato per settantacinque volte (dal 1963 al 1966) la casacca del Catania. Lui, Giampaolo Lampredi, umile gregario veneto di Piazzola sul Brenta, il suo personalissimo mondiale l’ha vinto il pomeriggio del 5 gennaio 1964 segnando alla Juventus la sua unica rete da professionista. Una rete, quella del definitivo 2-0 rossazzurro sui bianconeri, giunta al termine di un’azione entusiasmante, degna del miglior terzino fluidificante che la storia ricordi. Poderosa sgroppata sulle verdi praterie del Cibali e precisa conclusione che non lascia scampo al portiere juventino Carlo Mattrel. Una rete gemma che si pone in cima tra le reti degli anni sessanta e che regala alla formazione allenata temporaneamente da Valsecchi due punti importantissimi nella rimonta salvezza.
Sotto il profilo estetico, degno di nota il gol realizzato direttamente dalla bandierina del corner dall'asso brasiliano Cinesinho la stagione seguente, e precisamente nel 4-0 rifilato alla Roma al Cibali il 7 marzo 1965.

LA PARTITA DEL DECENNIO
La stagione 1960/61, la prima delle sei disputate dal Catania di Marcoccio e Di Bella in massima serie, è quella dalla quale abbiamo scelto la partita simbolo degli anni sessanta. Di Catania-Internazionale abbiamo già parlato la scorsa puntata come partita in cui è stato realizzato (da Manenti) il gol del decennio. Una sfida, quella tra rossazzurri e nerazzurri, che da quel 12 di dicembre 1954 si è arricchita di tantissime pagine indimenticabili, alcune delle quali a dir poco clamorose. Il 4 giugno 1961 l’Internazionale del Mago Helenio Herrera si gioca lo scudetto al “Cibali”: i nerazzurri, che in classifica inseguono la Juventus a due punti, hanno bisogno di vincere e di sperare che il Bari faccia altrettanto contro i bianconeri, nell'attesa che si recuperi tra mille polemiche lo scontro diretto con la Vecchia Signora. I rossazzurri di Di Bella, già ampiamente salvi al termine di un torneo avvincente, non hanno più nulla da chiedere a quel campionato se non regolare un vecchio conto aperto un girone prima. Il 29 gennaio dello stesso anno, a San Siro, il Catania aveva detto addio al sogno di diventare Campione d’Inverno per via di una rocambolesca sconfitta proprio contro i meneghini, propiziata da ben quattro autoreti. Un KO bruciante reso ancor più indigesto dalle incaute affermazioni del tecnico interista alla vigilia del match col Catania, secondo le quali avrebbe etichettato i calciatori etnei con l’irriverente appellativo di postelegrafonici. Sul campo, Mario Castellazzi prima e Todo Calvanese poi consegnano alla storia, attraverso la rauca e cara voce di Sandro Ciotti, l’ormai celebre espressione “Clamoroso al Cibali”.

Tra le altre partite degne di nota di questi anni, bisogna citare anche la prima storica affermazione degli etnei in casa della Juventus. Il 7 aprile 1963 una rete del centrocampista Luigi Milan regala una preziosissima vittoria agli etnei, al termine di una gara soffertissima, giocata in trincea e ampiamente dominata dai bianconeri di Sivori. Due punti fondamentali (allora erano quelli i punti assegnati per la vittoria) giunti in uno dei momenti più difficili della stagione.

Altra partita da ricordare è quella disputata l’11 dicembre 1966, in Serie B. Un’autorete di Tonino De Bellis, a quattro minuti dalla fine, regala al Catania '46 la prima storica vittoria sul Palermo: prima di allora, l'ultima affermazione rossazzurra sui rosanero risaliva al periodo precedente il 24 settembre 1946. La vittoria della squadra allenata da Dino Ballacci viene bissata nella gara di ritorno del 7 maggio 1967, grazie alla rete del centrocampista etneo Mario Fara.

Di seguito il tabellino del match Catania-Internazionale, la ‘nostra’ partita del decennio:

IL TABELLINO:
Stadio “Cibali” di Catania, 4 giugno 1961

Catania-Internazionale 2-0

Catania: Gaspari, Michelotti, Giavara, Ferretti, Grani, Corti, Caceffo, Biagini, Calvanese, Prenna, Castellazzi. All: Carmelo Di Bella

Internazionale: Da Pozzo, Picchi, Facchetti, Bolchi, Guarneri, Balleri, Bicicli, Lindskog, Firmani, Corso, Morbello. All: Helenio Herrera

Arbitro: De Marchi di Pordenone

Reti: Castellazzi al 25’, Calvanese al 70’




I NUMERI DEL DECENNIO
Carrellata conclusiva con tutti i numeri del periodo che va dal 3 gennaio 1960, giorno della vittoria interna sul Taranto (2-0 firmato dalle reti di Biagini e Compagno), al 28 dicembre 1969, giorno dello 0-0 del Cibali con il Varese: 377 partite ufficiali tra Serie A, B e Coppa Italia, con un bilancio di 119 vittorie, 121 pareggi e 137 sconfitte; 378 i gol fatti, 457 i gol subiti.

Nel dettaglio:
1960: 36 partite (14 v, 15 n, 7 p); 56 gol fatti, 45 gol subiti
1961: 42 partite (15 v, 10 n, 17 p); 42 gol fatti, 53 gol subiti
1962: 33 partite (10 v, 10 n, 13 p); 40 gol fatti, 62 gol subiti
1963: 32 partite (8 v, 9 n, 15 p); 23 gol fatti, 41 gol subiti
1964: 36 partite (13 v, 12 n, 11 p); 43 gol fatti, 43 gol subiti
1965: 38 partite (11 v, 7 n, 20 p); 45 gol fatti, 67 gol subiti
1966: 37 partite (9 v, 11 n, 17 p); 24 gol fatti, 42 gol subiti
1967: 39 partite (16 v, 12 n, 11 p); 43 gol fatti, 32 gol subiti
1968: 41 partite (10 v, 18 n, 13 p); 30 gol fatti, 37 gol subiti
1969: 43 partite (13 v, 17 n, 13 p); 32 gol fatti, 35 gol subiti

Legenda: v – vittoria, n – non vinte, p – perse