25 marzo 1995: Milazzo-Catania 1-2

Tifosi rossazzurri al

Tifosi rossazzurri al "Grotta Polifemo" di Milazzo  Foto: CalcioCatania.com

Ventidue anni dopo, riviviamo il match del 'Grotta Polifemo' nel ricordo di Piero Armenio. All'interno i gol rossazzurri in CND

a cura di Piero Armenio

Sabato 25 marzo ‘95, ore 2.30 pm, stadio "Grotta di Polifemo" di Milazzo.
Sotto un sole radioso ma offuscato dalla nebbia di tanti fumogeni ultrà, Milazzo e Catania si apprestano a disputare un derby atipico che ha in palio una posta altissima: la vetta della classifica del girone I di CND. Il 1995 è un anno di grandi novità legate al soccer nostrano; dopo nove anni la Juve è di nuovo padrona del campionato e la cosa rappresenta quasi una novità. Il meccanismo di play-off e play-out viene affinato ed esteso a C/1 e C/2: dopo molti anni Ascoli e Lecce scivolano con largo anticipo in terza serie. Il CND è invece l'unica oasi resistente alla modernità dove ancora la vittoria vale due punti.

Sabato 25 marzo è l'ultimo dì prima del cambio d'ora: la legale scaccia la solare e il tramonto slitta di sessanta minuti. L'inverno sta morendo e, carica di sospiri, la primavera si prepara a esplodere. Tre giorni prima di Milazzo-Catania, è uscito il decimo album di Franco Battiato; s’intitola "L'ombrello e la macchina da cucire" e per la prima volta il menestrello ripostese non è autore del testo. A firmare le nuove canzoni del Maestro ci pensa il filosofo lentinese Manlio Sgalambro, la cui casa-biblioteca fa bella mostra in piazza a Catania, proprio lungo la via Umberto. Il disco è un evento culturale celebrato sul quotidiano "La Voce", neonata creatura editoriale targata Indro Montanelli. Il singolo estratto e fatto suonare su tutte le radio italiane s’intitola "Breve invito a rinviare il suicidio" ma per fortuna, in una Catania immersa in un'aurorale stagione di riscatto culturale e artistico, quasi nessuno ha problemi tanto gravi.

Ad appena sette giornate dalla conclusione, la classifica recita: Milazzo in testa con quaranta punti, Catania in seconda posizione a trentanove. I rossazzurri di mister Busetta si sono laureati campioni d'inverno in un bizzarro girone d'inferno siculo-calabro-campano-lucano. Era però presto per gioire: tre preoccupanti pareggi nella fase iniziale del girone di ritorno con Rossanese, Ragusa e Juve Gela e la clamorosa sconfitta al Cibali contro il Gravina dei fratelli Campanella, avevano dato semaforo verde al Milazzo e rimesso in gioco l'A.S. Messina e l'Invicta Potenza. Battute non senza difficoltà queste due compagini, a Peppe Mosca e soci resta un solo ostacolo alla vetta: il Milazzo di mister Mauro Zampollini e del bomber Ciccio Pannitteri. A Catania, però, da settimane, si sparge la voce che il campionato difficilmente si sarebbe vinto. Comunque, assicurano quelli che sanno tutto, il ripescaggio tra i professionisti è garantito, per risarcire l'ingiustizia patita due anni prima.

Una formazione del Catania 1994-95 



Polemiche furiose precedono lo scontro-promozione: qualcuno fa notare che lo stadio mamertino è troppo piccolo e da Catania si minaccia un'amorosa invasione. "Trasferta vietata!" tuonano le autorità, ne segue un lungo tira e molla al veleno che conduce alla soluzione di compromesso. Ci sarà la diretta tv su Telecolor e la gradinata B sarà aperta ai tifosi etnei, seppur con appena duecentocinquanta tagliandi disponibili.

Comincia così l'indimenticabile sabato di chi scrive. Ipnotizzato dalla tv a tubo catodico, respiro metaforicamente l'aria dei fumogeni sugli spalti del minuscolo stadio dal nome spaventevole. «Il Catania gioca in rossazzurro mentre Il Milazzo ha la maglia bianca. -esclamo al telefono al mio amico Dario Milite che mi chiama da una cabina telefonica- Noi però siamo in campo con pantaloncini e calzettoni bianchi!». Avverto segnali positivi; dal fido edicolante Giorgio sito in piazza Chiesa Madre a San Giovanni Galermo, ho già prenotato la mia copia del quotidiano locale della domenica. Diradate le nubi di bengala e fumogeni, vengono immediatamente sostituiti i due portierini per eludere beffardamente la regola sull'obbligo degli juniores in campo. Il gioco decolla e il Catania sembra fare la partita. Dura poco però, è il Milazzo ad impadronirsi della gara. Il portiere etneo Riccetelli trema vedendo sbucare i vari Pannitteri, Adamoli, Lavinio, Romeo e Bonarrigo. Proprio quest'ultimo innesca al minuto trentanove un perfetto lancio per Gagliotti. Questi irride il guardiapali etneo e lo infilza in uno scoppio d’entusiasmo accanito: Milazzo 1 Catania 0. In tv accade l'incredibile: il giornalista peloritano Sergio Colosi insegue con un microfono in mano l'autore del gol urlandogli alcune frasi esultanti. In studio il compianto Mino Licordari confessa, in quanto messinese, di parteggiare per i mamertini.
Appena inizia il secondo tempo, neanche il tempo di rientrare in campo e l'arbitro Papini di Perugia ha già assegnato un rigore ai rossoblù di casa: è fatale un contatto in area Sampino-Romeo.

Sul dischetto si presenta il diciannovenne Carmelo Bonarrigo, il cui cartellino -si vocifera- è già stato prelevato dal Palermo in B. Dai suoi piedi passa un'intera stagione: la dea Eupalla, stavolta, non è con lui. La conclusione è inguardabile e termina fuori. È sfortuna ? O c'è del marcio in Danimarca?

Tifosi rossazzurri al Casello di San Gregorio 


Comincia tutta un'altra partita. Per il Catania e anche per me.

Intanto, "mago" Busetta ha spedito in campo il fresco ma poco considerato Ardizzone. Tra le fila milazzesi invece vien meno un autentico baluardo, il terzino La Rosa. Il Catania si fionda ferocemente sulla fascia destra, dove Mimmo Crisafulli comincia la sua personale giornata di gloria: al cinquantatreesimo induce Adamoli a un fallo di mano in area. Seppur con una caviglia mezza rotta, Maurizio Pellegrino s’incarica del penalty e trasforma: 1-1. L’intero "Grotta di Polifemo" pare gelato.
A questo punto, per me è il buio. Avendo già preso un impegno con l'amico fraterno Raffaello Maugeri, mi tocca scappare verso Acireale dove mi aspettano per una celebrazione cresimale. È un viaggio assurdo che faccio sui mezzi pubblici: unica fonte di notizie sulla gara è la mia radiolina Sony grigia, tenuta premuta sull'orecchio a volume bassissimo. Mi trovo pigiato su bus carichi di ignari pensionati frammisti a garrule fanciulle in fiore dirette verso agognati pomeriggi in discoteca. È ancora l'epoca delle radio analogiche con antenna telescopica: la linea va e viene. Ascolto delle tremende discese di Crisafulli imbeccato da caterve di assist di Ardizzone. Poi una stazione vicina prende il sopravvento e brandelli di Nino Buonocore e di Fiordaliso interrompono la ricezione.

Poi...un lampo al minuto ottantuno. Il biondo Mimmo l'ha messa dentro sgommando dalla fidata fascia destra: Milazzo 1, Catania 2 !

Non esulto. Contengo a fatica, non mi va più, a vent'anni suonati, di farmi vedere giubilante per il pallone. Per dipiù a bordo d’un bus di linea, dove forse non avrei trovato solo "fratelli" della mia stessa fede...
A Milazzo il Catania vinse 2-1, passò in testa e non mollò più fino alla fine. Fino a Gangi.
Si seppe poi che al "Grotta di Polifemo" nel settore dei tifosi rossazzurri dopo il gol di Crisafulli, una persona svenne per l'emozione. Anni dopo, si disse perfino che «c'era stato eccome quel marcio in Danimarca...eccome ! Combine ci fu ! Il Milazzo turlupinato fu !».

Eppure, a fine gara, né il tecnico Zampollini né il presidente Oliva rilevarono alcunché di anomalo. Intervistato a distanza di giorni, il mister mamertino si soffermò piuttosto sull'accidente tattico dell'infortunio a La Rosa.
Al termine del match il Catania figurava con un solo punto di vantaggio sui cugini tirrenici. Costretti ogni volta a vincere, nelle ultime sei gare i rossazzurri di Busetta e di Massimino faticarono immensamente, giacché gli avversari non lesinarono nulla.
Quanto a me, felice come una Pasqua, passai l'intera serata di quel 25 marzo ‘95 ad Acireale, in un elegantissimo stabile sito in corso Umberto, sede di un ameno rinfresco cresimale. Ero l'unico invitato senza cravatta. Ma con sciarpa rossazzurra al collo!



IL TABELLINO
Milazzo - stadio "Grotta Polifemo"
25 marzo 1995 - 28° Giornata del Campionato Nazionale Dilettanti (girone I)

MILAZZO: Italiano ( 1’Rosato), Andolina, Gagliotti, De Leo, La Rosa (56’ Catalano), Adamoli, Bonarrigo, Lavinio, Pannitteri, Biondo (22’ Gioia), Romeo. Panchina: Pace, Bongiovanni. Allenatore: Zampollini.

CATANIA: Noto (1’ Riccetelli), Sampino, Del Vecchio, Sciuto, Giannini, Drago, Crisafulli, De Rosa (69’Sparti), Mosca, Pellegrino, Berenato (46’ Ardizzone). Panchina: Garofalo, Belnome. Allenatore: Busetta.

ARBITRO: Papini di Perugia.

RETI: 39’ Gagliotti, 55’ Pellegrino (su rigore), 81’ Crisafulli

NOTE: Spettatori 1500 circa (di cui circa 300 catanesi), per un incasso di 29 milioni di lire. Al 47’ Bonarrigo sbaglia un rigore. Ammoniti Mosca, Sciuto, Drago e Sparti. Angoli 4-2 per il Catania.