25 Settembre: Nonna Grazia sempre con noi

Grazia Codiglione insieme a Riccardo Gaucci nel giorno dell'intitolazione del 'Cibali' ad Angelo Massimino

Grazia Codiglione insieme a Riccardo Gaucci nel giorno dell'intitolazione del 'Cibali' ad Angelo Massimino  Foto: CalcioCatania.com

Oggi sarebbe stato il compleanno di Grazia Codiglione, moglie di Angelo Massimino e presidentessa del Catania

Il 24 Settembre è del Calcio Catania 1946, il 25 è di Grazia Codiglione. È stato così in questi ultimi anni, lo sarà ancora quest’anno e negli anni che verranno. Il 2021 è stato un ladro senza cuore, portandoci via a distanza di pochi mesi le due donne simbolo del rossazzurro: Grazia Codiglione e Stefania Sberna.

Oggi, 25 Settembre, sarebbe stato il compleanno della “Dama Grazia”, moglie del presidentissimo Angelo Massimino, e affettuosamente la “Nonna” di tutti i tifosi del Catania. Ci ha lasciato oltre sette mesi fa, dopo una vita intensa nella quale ha trovato posto anche nella storia del club dell’Elefante. Un posto speciale, in primissima fila, con il coraggio e la baldanza del più fiero fra i comandanti. Ha preso le redini del Catania, Lei, indossando il mantello rossazzurro nonostante avesse il cuore a lutto per la fresca perdita del compagno di una vita. La storia è nota, ma va sempre ricordata. È il 4 marzo 1996, data canaglia e infausta, che strappa alla vita il Cavaliere. Un colpo atroce, ben assestato, che sembra esser fatale ad un Elefante al primo anno di C2 (dopo due anni trascorsi ingiustamente fra i dilettanti) che non ha ancora compiuto cinquant’anni.

Il Catania in C2 senza più la guida di Angelo Massimino appare spacciato. Talvolta l’apparenza inganna. Di brutto. Quella Donna dai modi di fare eleganti e gentili, da Dama appunto, raccoglie la spada lasciata a terra dal marito. Si circonda di validi “scudieri” in una tavola rotonda che abbraccia un po’ tutta la Famiglia Massimino, fra nipoti e generi. La spada è raccolta, inizia l’ardua battaglia per completare la guerra iniziata dal marito all’indomani del 31 luglio del 1993: riportare il Catania in Serie C1.

L’impresa non è proprio così facile. Il campionato 1995-96 non si conclude con il terzo salto di categoria consecutivo, ma con ottavo posto a pochi passi dalla zona play-off. La zona spareggi, quando ancora per conquistarla bisognava piazzarsi fra le prime cinque, è conquistata la stagione seguente. Il doppio confronto con la Turris sorride ai corallini, condannando il Catania al terzo anno di fila in C2. L’anno dopo si riprova ancora, ma arriva il peggior risultato del quadriennio nell’allora quarta serie del calcio professionistico: anonimo decimo posto con 43 punti, a dieci lunghezze dalla zona play-off.

La C2 sembra impossibile da scalare, la C1 sembra impossibile da raggiungere. Ma Grazia Codiglione non demorde ed affida il suo Catania a uomini veri: Bifera in porta; Cicchetti, Didio, Monaco e Furlanetto in difesa; Brutto, Marziano, Tarantino e Di Julio in mediana; Passiatore e Lugnan in avanti; Pierino Cucchi in panchina. Gli uomini veri si vedono nel momento decisivo: il 25 aprile 1999 Roberto Manca manda alle spalle del messinese Manitta il biglietto di ritorno in C1. Grazia ed i suoi “scudieri” hanno compiuto la missione: riportare il Catania nella categoria che era stata sottratta al marito, diventando simbolo di una battaglia legale al Palazzo.
Passeranno gli anni, ma noi ricorderemo questa storia. Sempre. La storia di “Dama Grazia” che si bardò col mantello rossazzurro, raccolse la spada del Cavaliere e salì in groppa all’Elefante, riportandolo da dove era stato ingiustamente scacciato. Grazie "Nonna Grazia" sei e sarai sempre con noi. Nei nostri cuori.