Aggiornato: Nov 22, 2010
Catania-Brescia affidata a Ciampi
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Lazio-Albinoleffe di giovedì pomeriggio va a Russo, Stefanini fischierà in Cagliari-Bologna. Per il Catania c'è l'arbitro Ciampi: gli etnei giocheranno giovedì contro il Brescia alle 20:45, stesso orario del match di Cagliari. |

22.11.2010 19:39 di Antonino Bulla articolo letto 106 volte
Fonte: calciocatania.it
Rossazzurri in campo già stamani a Massannunziata, con un giorno di anticipo sul programma usuale, per via dell'impegno col Brescia in Tim Cup. Defaticante per i giocatori di scena domenica, lavoro di media intensità con sessioni di forza e approfondimenti tecnico-tattici per gli altri. Differenziato a bordo campo per Bellusci, Capuano e Carboni, in ripresa. Terapie per Augustyn e Spolli. Si lavora con serenità, dopo la quarta vittoria in campionato, alla luce di una classifica che colloca la squadra dell'Elefante al decimo posto, con un apprezzabile margine di sei punti sulla 'zona calda', massimo vantaggio stagionale. Quella allenata da Marco Giampaolo è una formazione capace di evidenziare numeri nella norma per quel che riguarda la fase offensiva (11 gol fatti, 14° attacco) e straordinari sul piano della tenuta difensiva: terza retroguardia del torneo, 11 reti al passivo, 5 gare su 13 (4 delle ultime 5) concluse senza subire gol. Tre campi inviolati in tutta la serie A: il Massimino, il Dall'Ara e l'Olimpico di Roma in versione giallorossa. Martedì alle 14.30, due rossazzurri in sala stampa a Massannunziata. Alle 15, secondo allenamento settimanale.
Forza Catania e speriamo che lo spettacoli arivi oiltre ai risultati. La domanda che dobbiamo porci è meglio il risultato o lo spettacolo? Io preferisco il primo, poi se al risultato si accompagna il bel gioco, ben venga.
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MEGLIO UN CALCIO CHAMPAGNE O PRAGMATICO? GIAMPAOLO COME IL TRAP: I FISCHI CHE CONTANO SONO QUELLI DALLA PANCHINA
22.11.2010 16.32 di Marco Platania per itasportpress.it articolo letto 518 volte
Lo spettacolo? A teatro. Potrebbe essere questa la risposta fornita dal tecnico del Catania Marco Giampaolo, a chi lo accusa di un calcio poco spumeggiante, di una manovra macchinosa e priva di lampi di genio, dove ognuno svolge il proprio compito senza infamia e senza lode, oscillando nell’anonimato di un 6 in pagella. Se il palato fine del tifoso rossazzurro, spesso si spalanca per sbadigliare durante le partite del Catania, esiste sempre il telecomando. Se il tifoso porta le dita tra le labbra per fischiare a fine primo tempo, potrebbe almeno aspettare il 90’ e la pazienza sarebbe premiata. Il duplice fischio dell’arbitro sancisce l’interruzione delle ostilità e il meritato intervallo per gli ‘attori’ in campo e, secondo l’ultima moda targata elefante, arriva l’eco assordante del sibilo dalle tribune. Non sarà calcio champagne marca "Liotru" ma poco importa se mancano le bollicine. L’esperienza insegna che le squadre capaci di proporre un gioco spettacolare, alla lunga pagano la vulnerabilità difensiva. Inevitabilmente offrono il fianco agli attacchi degli avversari e la delizia per gli occhi si trasforma in vittoria sfumata. Le bollicine nel calcio, finiscono per tramutarsi in bolle di sapone. Basta un soffio di vento per spazzarle via. Basta ricordare il calcio di Zeman: gol a grappoli e difesa colabrodo. Vinse qualcosa il tecnico boemo? Niente!
ROSSAZZURRO O BLAUGRANA? IZCO O ZICO?
Accortezza, cinismo, equilibrio e pragmatismo. In un ipotetico vocabolario redatto da mister Giampaolo, si potrebbero inserire questi termini che racchiudono il suo credo calcistico. Il classico allenatore che prima “bada a non prenderle” e poi punta sui calci piazzati o su un contropiede ben orchestrato per segnare un golletto che valga tre punti. Il Catania non è Real Madrid né il Barcellona. Questa frase è stata pronunciata più volte ma non tutti, in fondo, sembrano rendersene conto. Meglio sbadigliare, magari addormentarsi e risvegliarsi al dolce suono di un ‘gooool’, gridato a squarciagola dal telecronista o dall’urlo di gioia dei tifosi, all’unisono, che si leva fino all’Etna. Ultimamente, gli allenatori che escono sconfitti da Catania, rilasciano la medesima dichiarazione: “ Non meritavamo di perdere”. In ordine cronologico, sono stati i ‘galletti’ di Ventura a lasciarci per ultimi le penne, e l’esternazione in sala stampa si è riproposta come topos nel post-partita del ‘Massimino’. Sarà, ma nessuno può dire che il Catania non meritasse i tre punti. La prova d’orgoglio del secondo tempo ha legittimato la vittoria della compagine rossazzurra che, senza lode e senza infamia, ha costruito a poco a poco il successo. Chiamatele undici formichine o undici soldatini se preferite ma i giocatori in campo, se si eccettua la sciocca intemperanza di Maxi Lopez al 79’, hanno svolto fino in fondo il loro dovere, mattoncino dopo mattoncino, sino a raggiungere l’obiettivo che si erano prefissati: la vittoria. Il calcio secondo Giampaolo, non spicca per dinamismo. Lo stratega di Bellinzona preferisce probabilmente la flemma degli scacchi alla vitalità del ping-pong ma i risultati, alla fine, gli danno ragione. Una volta, senza troppi fronzoli, si diceva che a contare era proprio il risultato. Oggi no. Oggi bisogna accompagnare il gioco alla prestazione, perché chi paga il biglietto pretende che il rossazzurro si tinga di blaugrana , che Izco si anagrammi in Zico e che Gomez sia Robben, quello del Bayern. Eppure i rossazzurri sono a più sei dalla zona calda. La storia insegna che col minimo risultato grandi allenatori e grandi squadre, hanno ottenuto il massimo guadagno.
JUVE DEL TRAP, VALENCIA DI CUPER: NOIA, FISCHI E RISULTATI
A Torino, ricordano ancora lo scudetto dei record, quello vinto dalla Juventus con l’esordiente Giovanni Trapattoni in panchina. Quella Juve, fu capace di totalizzare 50 punti in un torneo a 16 squadre, un’enormità ( la vittoria valeva 2 punti). Un primato che non verrà mai eguagliato. Due soltanto furono le sconfitte a fine campionato, e il tricolore arrivò grazie a una difesa imperforabile. L’anno successivo, però, il ‘Trap’ raggiunse la perfezione. I punti furono 44 ma a destare sorpresa è l’incredibile score difensivo: 17 goal subiti e una sola sconfitta! La Juve non chiuse con il miglior attacco del campionato ma bissò lo scudetto dell’anno precedente. Furono ben 8 le partite che la ‘Vecchia Signora’ si aggiudicò vincendo con un goal di scarto: 16 punti che furono decisivi. Delle sedici squadre partecipanti al torneo, la compagine bianconera fu tra quelle che pareggiarono il maggior numero di partite: ben 14,di cui sei si conclusero sullo 0-0. A giudicare dai numeri, lo spettacolo non era di casa allo stadio comunale ‘Vittorio Pozzo’ anche se i fischi che si sentivano al 90' erano quelli del tecnico dalla panchina che quelli piovuti dagli spalti. Il ciclo di Trapattoni sulla panchina dei bianconeri, si concluse con 6 scudetti, 2 Coppa Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa dei Campioni e 1 Coppa intercontinentale. Alla faccia degli sbadigli. Al ‘Mestalla’, invece, risuona ancora l’eco dei fischi dalle tribune. Stagioni 1999-2000 e 2000-2001, la squadra iberica riuscì a guadagnarsi per due anni consecutivi la finale di Champions League, fermandosi solo di fronte al Real Madrid, prima, e al Bayern Monaco e alla lotteria dei rigori, poi. Sulla panchina degli spagnoli, sedeva una vecchia conoscenza del calcio italiano, l’ex allenatore dell’Inter Hector Cùper. A Valencia veniva contestato sonoramente per il tipo di gioco che applicava alla sua squadra: concreto e poco spettacolare con Baraja a centrocampo e non il talento argentino Aimar. In Spagna la cultura calcistica ha radici diverse. Il risultato conta quanto ciò che offrono i protagonisti in campo in termini di esibizione. Coniugare risultato e bel gioco è il sogno di ogni allenatore e di ogni tifoseria. Noi ci teniamo ben stretti i 17 punti in 13 giornate (una media di 1,3 punti a partita che tradotto in ‘salvezza’ significherebbero 49,4 punti a fine torneo…). Il popolo catanese che riempie gli spalti, non si divertirà come ai tempi di Pasquale Marino sulla panchina etnea. Ma non subirà mai un’umiliazione pari al 7-0 de “l’Olimpico”, quando la Roma inghiottì letteralmente le undici maglie rossazzurre in campo. Fate voi. Nel frattempo auspichiamo che, con la stessa foga manifestata in occasione dei fischi a fine primo tempo, i tifosi ‘marca liotru’ ricomincino a intonare cori altrettanto assordanti per spingere la squadra alla vittoria. Non è una critica, è solo un monito.
La partita sarà su LA7D, sul digitale terrestre. Su LA7 "standard" ne fanno un'altra che adesso non ricordo.
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Catania-Brescia, in programma giovedì 25 novembre per il quarto turno di Coppa Italia che si gioca in partita unica, sarà trasmesso in diretta da La7d. La partita avrà inizio alle 20.45. Sarà possibile seguire Catania-Brescia in diretta anche in streaming sul sito di La7.